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«Così è morto Giulio»

Scritto da Redazione il 5 aprile 2012

Oggi nella cappella del cimitero i funerali del giovane.
Il testimone: è esploso lo pneumatico della vettura.

Si svolgeranno questo pomeriggio alle 16 nella cappella del cimitero i funerali di Giulio Sebis, il 44enne di San Gavino morto l’altra sera in un incidente stradale a bordo di un fuoristrada guidato da Marco Sanna, mentre il giornalista di Adnkronos Emanuele Concas è rimasto ferito.

Giulio Sebis

Giulio Sebis

Intanto a fare chiarezza sull’esatta dinamica dell’incidente c’è il racconto di Emanuele Concas, che ha riportato diverse fratture e che oggi sarà operato all’ospedale “Santissima Trinità” di Cagliari. «All’improvviso la macchina ha iniziato a girare su se stessa e proprio mentre si stava fermando è andata a finire su una cunetta in modo violento, poi abbiamo saputo che era scoppiata una gomma. L’incidente è successo alle 18.31 e sono subito arrivati i soccorsi con i medici del 118 dell’ospedale di San Gavino che hanno dimostrato estrema professionalità. In pochi minuti sono arrivati anche i carabinieri». Il colpo violento ha quindi causato profonde ferite a Giulio Sebis, le cui condizioni sono sembrate subito gravi ai medici del 118.

Giulio Sebis, che lascia un profondo vuoto, aveva mantenuto un rapporto profondo di amicizia con gli amici del liceo di Villacidro e dei tempi dell’Università a Sassari, dove si era laureato in Scienze politiche. Aveva tantissimi amici anche a Cagliari, San Gavino e Guspini con cui era rimasto in contatto. «Era stimatissimo da tutti – raccontano gli amici - e si faceva voler molto bene. Ci ricordiamo in particolare le partite a carte: eravamo come una famiglia perché tutti a Sassari eravamo lontani da casa».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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San Gavino, auto fuori strada. Nello schianto muore 45enne.

Scritto da Redazione il 3 aprile 2012

Incidente mortale nella serata nelle campagne di San Gavino. Nello schianto sono rimaste ferite altre due persone.

San Gavino, auto fuori strada

San Gavino, auto fuori strada

Tre persone a bordo di un Mitsubishi Pajero sono finite fuori strada mentre percorrevano una via di penetrazione agraria in località Nurazzeddu. Ad avere la peggio è stato Giulio Sebis, 45 anni, di San Gavino, morto durante il trasporto nel vicino ospedale. Feriti in maniera non grave i due amici che erano con lui: Marco Sanna, 46 anni, anche lui di San Gavino, ed Emanuele Concas, 46 anni di Guspini, giornalista pubblicista. Alla guida del fuoristrada c’era Marco Sanna, che per cause imprecisate ha perso il controllo della vettura che è finita in una cunetta ribaltandosi. Sul posto sono intervenute tre ambulanze del 118 e i carabinieri di San Gavino.

Fonte: Unione Sarda online

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Grave il giovane finito fuori pista sul ghiaccio

Scritto da Redazione il 30 gennaio 2012
Grave il giovane finito fuori pista sul ghiaccio

Grave il giovane finito fuori pista sul ghiaccio

Si sono aggravate le condizioni di uno dei ragazzi di San Gavino Monreale finiti contro un cumulo di ghiaccio, con lo slittino, giovedì notte. A restare in prognosi riservata è F.C., 28 anni (in realtà il ragazzo è di Villacidro, ndr) a causa del trauma cranico e delle fratture. I genitori, arrivati ieri a Belluno dalla Sardegna, hanno diffidato i medici dell’ospedale dal dare le generalità e diramare il bollettino sulle sue condizioni di salute.

Migliora invece E.C. di 24 anni, la fidanzata del giovane, ricoverata con fratture al volto all’ospedale di Pieve di Cadore. Il drammatico incidente è accaduto intorno alle 23 lungo l’impegnativa pista di «Ru Merlo», nel comprensorio di Cortina d’Ampezzo. I due fidanzati erano saliti con la funivia “Freccia nel cielo” fino al rifugio Col Driusciè con un gruppo di una trentina di persone. Dopo aver cenato al rifugio, la comitiva ha preso la via del ritorno a valle. Alcuni hanno voluto provare l’ebrezza di scendere verso l’albergo a bordo di una slitta al buio, mentre la maggior parte della compagnia ha preferito prendere la più tranquilla funivia.

«Dai rilievi eseguiti – ha spiegato il comandante della Compagnia carabinieri di Cortina, capitano Eugenio Fatone – sembra che i due giovani non siano riusciti a tenere il passo del resto del gruppo e abbiano così sbagliato percorso finendo per schiantarsi». A soccorrere la coppia sono stati gli amici e le guide che immediatamente hanno chiesto l’aiuto di due ambulanze.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Fidanzati si schiantano con lo slittino

Scritto da Redazione il 28 gennaio 2012

Incidente in pista a Cortina, grave una coppia di fidanzati di San Gavino

Fidanzati si schiantano con lo slittino

Fidanzati si schiantano con lo slittino

In fin di vita dopo essersi schiantati con lo slittino su un cumulo di ghiaccio. Due fidanzati di San Gavino Monreale, F.C., 28 anni e la ragazza E.C., di 24, sono ricoverati negli ospedali di Belluno e Pieve di Cadore. Il giovane è in coma a causa di un trauma cranico, la prognosi è riservata. La ragazza è ricoverata a Pieve di Cadore, le sue condizioni sono preoccupanti.

Il drammatico incidente è accaduto giovedì notte, intorno alle 23 lungo l’impegnativa pista di «Rumerlo», nel comprensorio di Cortina d’Ampezzo. I due fidanzati erano saliti con la funivia “Freccia nel cielo” fino al rifugio Col Driusciè con un gruppo di una trentina di persone. Dopo aver cenato al rifugio, la comitiva ha preso la via del ritorno a valle. Alcuni hanno voluto provare l’ebrezza di scendere verso l’albergo a bordo di una slitta al buio, mentre la maggior parte della compagnia ha preferito prendere la più tranquilla funivia. «Dai rilievi eseguiti – ha spiegato il comandante della Compagnia carabinieri di Cortina, capitano Eugenio Fatone – sembra che i due giovani non siano riusciti a tenere il passo del resto del gruppo e abbiano così sbagliato percorso finendo per schiantarsi con inaudita violenza contro un cumulo di ghiaccio».

Il gruppetto che aveva preferito la discesa in slitta nel buio, guidati da alcuni esperti valligiani non nuovi alle slittate notturne, è sceso lungo la pista «B» del Col Drusciè e poi si è diretto verso Socrepes, percorrendo una pista molto semplice, a tratti addirittura quasi pianeggiante. Ma dalle parti di Piè Tofana, i due giovani campidanesi hanno forse perso il contatto visivo da chi li precedeva e, anzichè continuare sul percorso pianeggiante che porta a Socrepes, si sono evidentemente infilati nella ripidissima pista sulle pale di «Ru Merlo». In quel tratto di forte discesa, la slitta ha preso velocità e i due fidanzati non sono più riusciti a controllarla, andando a finire su un cumulo di neve ghiacciata ai lati della pista.

I compagni si sono subito resi conto di quel che era accaduto e sono tornati indietro per soccorrere gli amici. Immediatamente è partita la chiamata al 118 e sul posto sono intervenute due ambulanze. Il personale del servizio di emergenza si è immediatamente reso conto della gravità delle condizioni del giovane, che è stato stabilizzato, immobilizzato e poi trasferito nel reparto Rianimazione dell’ospedale di Belluno con codice rosso: gravissimo. Ha riportato un profondo trauma cranico e altre lesioni: le sue condizioni sono molto critiche. I medici dell’ospedale San Martino temono per la sua vita e si sono riservati la prognosi. La ragazza è stata invece accompagnata nel vicino ospedale di Pieve di Cadore e ricoverata nel reparto di terapia subintensiva per trauma cranico, fratture occipitali e contusioni emorragiche. Le sue condizioni sono serie, ma non è in pericolo di vita.

Nonostante la grande imprudenza, per i due giovani non ci saranno ammende: a Cortina è infatti possibile, su alcuni tracciati, scendere la sera con le slitte o con gli sci dopo la risalita con le pelli di foca. Le discese al chiaro di luna negli anni sono diventate appuntamenti fissi per turisti (soprattutto coppiette) e valligiani e la «B» del Col Drusciè, per la sua semplicità, è una delle piste più frequentate nelle ore notturne. Negli ultimi anni non si erano mai verificati incidenti così gravi: evidentemente i due ragazzi si sono fidati troppo e, non essendo esperti, hanno perso il controllo della slitta dopo aver perso di vista il gruppo che guidava la discesa.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Truffa dello specchietto, un arresto a Oristano

Scritto da Redazione il 28 luglio 2011

Un ragazzo siciliano chiede centinaia di euro a una donna di Ghilarza, dopo avere simulato un incidente, ma viene incastrato e arrestato

Truffa dello specchietto, un arresto a Oristano

Truffa dello specchietto, un arresto a Oristano

L’ultimo tentativo di «truffa dello specchietto retrovisore» non solo è fallito, ma l’autore dell’imbroglio è addirittura finito in carcere grazie alla prontezza di spirito della vittima di turno, una ragazza di Ghilarza che ha avvisato a polizia. In manette con l’accusa di truffa un diciottenne, Alfredo Restivo, originario della Sicilia, domiciliato a Torregrande.
La truffa è arcinota e se ne parla spesso anche su internet: quando l’automobilista viene affiancato da un’altra macchina, un complice con una botta alla carrozzeria simula l’incidente con la rottura o il distacco dello specchietto retrovisore. La questione si chiude quasi sempre con il pagamento del danno per evitare di coinvolgere assicurazione o polizia.

Ieri mattina il giovane siciliano, che viaggiava in compagnia di una diciassettenne (denunciata) e un bimbo di 4 mesi, ci ha provato sulla Carlo Felice.
Vittima designata una donna di Ghilarza diretta verso Oristano, che ha raccontato agli agenti della squadra volante di avere sentito all’altezza del bivio di Tramatza un forte botto alla carrozzeria e di avere visto subito dopo un’auto che la inseguiva e con le luci le faceva segno di fermarsi.

Quando l’inseguitore le ha fatto notare lo specchietto in frantumi lei è rimasta sorpresa. L’uomo ha detto che durante la fase del sorpasso lei aveva urtato accidentalmente lo specchietto retrovisore mandandolo in frantumi. Quando il ragazzo le ha chiesto settanta euro di risarcimento, la donna, che ha ricordato di avere letto dei messaggi su Facebook che parlavano della truffa, senza farsi notare è riuscita ad avvisare la polizia, con la quale ha organizzato una vera e propria trappola.

Il truffatore nel frattempo aveva aumentato la richiesta di indennizzo di altri cento euro. La donna lo ha convinto a raggiungere un’area di sosta per chiudere l’accordo. A poche centinaia di metri da una stazione di servizio, però, il giovane siciliano ha notato l’auto della polizia e insospettito ha messo in moto l’auto e sgommando è scappato.
«Il tentativo è stato vanificato dal tempestivo intervento di una nostra volante – ha raccontato il capo di gabinetto della questura, Gianluca Fargnoli -. Sono bastati pochi minuti agli agenti per fermare il fuggitivo. Insieme al fermato, nell’auto presa a noleggio, c’era anche la sua compagna. Era stata lei a lanciare un sasso che aveva colpito l’auto della donna di Ghilarza».

Nel tardo pomeriggio il magistrato di turno della Procura di Oristano, Paolo de Falco, ha disposto l’arresto del giovane con l’accusa di tentata truffa. Oggi in una conferenza stampa verranno illustrati tutti i dettagli della vicenda. Dietro la decisione del magistrato di emettere il provvedimento di arresto potrebbero esserci forse ulteriori risvolti. Episodi come questi sarebbero avvenuti di recente anche in altre zone dell’isola. Qualche anno fa era accaduto anche a Oristano. Un abile truffatore aveva messo a segno diversi colpi che gli avevano fruttato un bel gruzzolo.

Fonte: Elia Sanna, La Nuova Sardegna del 28/07/2011

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Cade un lampione, panico in strada

Scritto da Redazione il 13 gennaio 2011

Le conseguenze di un forte temporale notturno

Cade un lampione, panico in strada

Cade un lampione, panico in strada

Panico, a San Gavino, nella notte fra martedì e mercoledì, per la caduta di un lampione in via Nuraci. Un forte temporale ha fatto crollare un palo dell’illuminazione che ha invaso l’intera carreggiata. Miracolosamente, vista l’ora, non ha provocato danni, ma si è sfiorata una tragedia. Lo denunciano gli abitanti della zona che, oltre il frastuono della pioggia, si sono intimiditi dall’impatto al suolo del palo e dal fatto che potesse investire case o quant’altro mettendo a rischio l’incolumità di tutti. Ieri ua squadra di operai della ditta che cura la manutenzione ha messo in sicurezza la zona: spostando palo e rottami sul ciglio della strada e isolando i fili elettrici. D’accordo col Comune procederà ad un controllo di tutti i pali della luce.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Giovedì 13 gennaio 2011

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Pensionato morto, l’ultimo saluto

Scritto da Redazione il 28 settembre 2010

È deceduto a 86 anni per le ustioni riportate in un incidente stradale

Ultimo saluto a Priamo Carola

Ultimo saluto a Priamo Carola

Una grande folla, ieri pomeriggio, ha gremito la chiesa di Santa Teresa per dare l’ultimo saluto a Priamo Carola, 86 anni, di San Gavino, vittima di un incidente stradale accaduto lo scorso sabato nella strada statale 197 tra Sanluri e San Gavino. La presenza di tanta gente è stata la testimonianza che il pensionato, chiamato da tutti semplicemente Priamo, era un personaggio noto e benvoluto nel paese, nonostante qualche simpatica stravaganza. Nessuno si tirava indietro a prestargli soccorso le poche volte che lo chiedeva.

Vedovo da 13 anni non si era perso d’animo: era sempre attivo e dinamico. Lo rammenta con infinito affetto uno dei tre figli, Efisio che, oltre al dolore per la perdita del padre, è dispiaciuto per il ritratto poco veritiero che è stato fatto di lui :«Desideriamo seppellire nostro padre ricordandolo con la sua vera immagine: mio padre non era uno svampito. Aveva un carattere particolare, dovuto alla sua età ma era un brav’uomo. Forse andava troppo piano in macchina ma ha sempre rispettato il codice della strada. Inoltre quelli non erano ruotini, ma solamente cerchioni verniciati. Vogliamo salutarlo a testa alta perché merita di riposare in pace, con dignità e nel bel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Noi figli siamo persone perbene è questo anche merito suo.»

Salvatore Putzulu, presidente dell’associazione “Anziani sempre giovani”, quando lo descrive si commuove. «Era socio e era sempre presente ogni volta si svolgevano attività. Durante le serate di ballo non si univa spesso ma si dilettava a scattare foto a tutti. L’associazione ne ha risentito tanto per la sua perdita. In questi giorni abbiamo sospeso ogni attività e ci siamo raccolti in un momento di silenzio per non dimenticare un grande uomo e amico che ci mancherà tanto»

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Martedì 28 settembre 2010

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