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San Gavino paese fantasma

Scritto da Redazione il 23 aprile 2012

Polemica tra maggioranza e opposizione sul blocco delle aree edificabili. Giovani costretti a comprare casa nei centri vicini.

San Gavino

San Gavino

La crisi economica si fa sentire e la gente va via. In particolare i giovani emigrano, per cercare lavoro ma anche perché è difficile trovare terreni edificabili per costruire una casa per i tanti vincoli imposti negli ultimi anni. Così il paese si spopola: negli ultimi 26 anni San Gavino ha perso quasi 1.400 abitanti e oggi c’è chi parla di paese fantasma. L’emorragia è continua: al 31 dicembre 2011 i residenti sono 8.909, 51 in meno rispetto al 2010, e il numero degli emigrati (157) supera quello degli immigrati (146).

IL LAVORO Ciò che spinge a spostarsi è soprattutto il non-lavoro, con un paese che negli anni ’50 e ’60 aveva la sua forza nella fonderia che assicurava migliaia di stipendi. Ancora agli inizi degli anni Ottanta i dipendenti erano più di 500 mentre ora i circa 100 lavoratori rimasti sono in cassa integrazione.

IL TERRITORIO L’altro fattore che favorisce l’esodo dei giovani, anche in paesi vicini, è l’inserimento di buona parte delle aree del paese da parte della Regione nel piano di assetto idrogeologico (Pai). Un problema non ancora risolto che si trascina da sette anni e che ha portato alla crisi delle imprese edili. In alcuni casi è impossibile anche effettuare delle semplici ristrutturazioni e molti giovani che avevano acquistato un terreno edificabile non possono più costruire. A questo vincolo si aggiungono il mancato adeguamento del Piano del centro storico (ora bloccato) al Piano paesaggistico regionale e il rischio che il piano delle fasce fluviali della Regione blocchi lo sviluppo dell’area artigianale, dove si trovano tantissime imprese.

OSPEDALE E FERROVIE Per risollevarsi dalla crisi molte speranze cadono sulla costruzione del futuro ospedale, che potrebbe dare lavoro alle piccole imprese locali. Al momento però al di là dei proclami non c’è traccia di un finanziamento dell’opera. Inoltre finora la nuova ferrovia ha contribuito alla crisi di molte attività commerciali in via Roma. Eppure tante speranze, in buona parte tradite, passavano proprio per lo scalo merci, costato diversi milioni di euro e mai entrato in funzione: per ora rimane un’incompiuta.

IL PD Il Pd attacca l’attuale amministrazione: «L’ex stazione ferroviaria ricorda un vecchio villaggio abbandonato come tutta la nostra cittadina, in cui le attività commerciali aprono e chiudono rapidamente non sostenute con iniziative di animazione e incentivazione del centro storico. Ci domandiamo se stiamo diventando un paese fantasma».

LA MAGGIORANZA Ma l’attuale maggioranza respinge le accuse: «Oggi i settori produttivi cittadini e l’amministrazione comunale si adoperano per tentare di superare il difficile momento di crisi che ha cause ben note e alcune molto lontane e indipendenti dalla volontà delle amministrazioni del nostro territorio. Il paese sta cercando di reagire ed è tutt’altro che fantasma, anche se alcune anime in pena si aggirano stancamente per il paese alla ricerca della poltrona perduta».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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«Fonderia riaperta nel 2013»

Scritto da Redazione il 25 marzo 2012

L’annuncio dell’amministratore delegato Carlo Lolliri. Marchionni (Cgil): adesso è fondamentale trovare un accordo con l’Enel.

Fonderia riaperta nel 2013

Fonderia riaperta nel 2013

Dopo alcuni anni di cassa integrazione i dipendenti della fonderia potranno tornare a lavoro. Per l’esattezza lo stabilimento sangavinese, che fa capo alla Portovesme Srl di proprietà della multinazionale svizzera della Glencore, riaprirà nel marzo del 2013.

LA DATA Lo annuncia l’amministratore delegato dell’azienda Carlo Lolliri: «A San Gavino ci sarà una riconversione del ciclo piombo. I lavori iniziati il primo gennaio 2012 proseguono secondo le tabelle progettuali. Ad ultimazione il ciclo piombo sarà riconvertito attraverso una nuova tipologia di processo (denominata Cdf) che consentirà l’utilizzo di materiali diversificati. Gli impianti di Portovesme saranno completati e avviati entro il gennaio 2013 e conseguentemente entreranno in produzione anche quelli di San Gavino».

REAZIONI Insomma si tratta di una boccata d’ossigeno per circa 130 lavoratori della fonderia tra dipendenti diretti e ditte d’appalto in un territorio diventato ormai il cimitero della grande industria come ricorda Gigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil: «La situazione è positiva perché l’azienda farà 20 milioni di investimenti per la linea piombo suddivisi tra Portoscuso e San Gavino. La questione importante per l’azienda è trovare un accordo con l’Enel, che in Sardegna produce più del fabbisogno necessario, per la riduzione dei costi dell’energia. Questo permetterà di avviare la produzione entro il marzo del 2013. In questi due ultimi anni è stato migliorato lo stabilimento sangavinese e l’occupazione è stata mantenuta: rientreranno in fabbrica sette unità lavorative che non possono andare in pensione con la riforma Monti. Puntiamo all’aumento dell’occupazione in un territorio che è alla fame e sappiamo che questo dipende dall’abbassamento dei costi dell’energia e vogliamo che la Regione lavori in questo senso per dare agevolazioni alle aziende».

PREPARATIVI Intanto a San Gavino lo stabilimento si prepara alla ripartenza e la cassa integrazione è stata ridotta da 10 giorni a 6 per gli operai e da 6 giorni a 3 per gli impiegati: «Abbiamo fatto capire all’amministratore delegato – conclude Gigi Marchionni – che San Gavino era produttiva con un’alta professionalità dei lavoratori e non doveva chiudere. Dalla fonderia parte un messaggio che dà speranza agli altri stabilimenti del Medio Campidano».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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Poveri e mazziati

Scritto da Redazione il 23 marzo 2012
Tipografia

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La Provincia del Medio Campidano è una delle province più povere d’Italia. Il dato non lascia perplessi. Le aziende chiudono e i disoccupati aumentano. La Provincia, guidata dal presidente Fulvio Tocco, è in prima linea per combattere la povertà: anche nei giorni scorsi è arrivata in redazione una nota stampa il cui titolo era emblematico: “Il lavoro in Sardegna non c’è”. È vero, non c’è, e si fa davvero poco per crearne di nuovo. Ma noi siamo sempre attenti e ci piace dire le cose come stanno.

La nostra Provincia, che si riempie la bocca di tante buone parole, il poco lavoro che può dare lo distribuisce anche fuori dai propri confini, nonostante le professionalità siano presenti anche all’interno di questo territorio. L’ultimo episodio è legato alle spese sostenute dall’Ente per il convegno “Uniti per il rilancio dell’ippica”, che si è svolto a Villacidro. Ebbene, leggendo la determina 16 del 15 febbraio del 2012, osserviamo con stupore quanto segue:

“Considerato che :
Si rende necessario provvedere all’organizzazione dell’evento e alla promozione onde consentirne la massima divulgazione per la realizzazione delle finalità dell’iniziativa,
dato atto che:
- occorre provvedere alla realizzazione del relativo materiale promozionale,
- allo scopo di affidare il servizio in oggetto è stata realizzata un’indagine di mercato;
- che, su richiesta, alla procedura di affidamento in argomento è stato attribuito il seguente n. CIG Z82039E57D;
ritenuto pertanto:
- di dover affidare il servizio in argomento relativo a materiali tipografici vari (manifesti, locandine) alla ditta Nuove Grafiche Puddu s.r.l – via del progresso 6, 09040 Ortacesus.”

L’impegno è di poco superiore ai 500 euro. Come vedete i pochi soldi disponibili che si sarebbero potuti tranquillamente far circolare nella nostra Provincia finiscono in Provincia di Cagliari. La Provincia del Medio Campidano sicuramente ha agito in maniera legale, ma forse sarebbe stato più giusto realizzare l’indagine di mercato solo con aziende presenti in uno dei territori più poveri d’Italia. 500 euro non salvano un’azienda, ma sarebbe stato un segno di coerenza nei confronti di quanto si afferma in riunioni, convegni o comunicati stampa. La nostra Provincia ha anche tante aziende tipografiche e degli ottimi professionisti, e non solo tanti allevatori, agricoltori o porcari.

Fonte: Fausto Orrù, Comprendo

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Valeria Gentile

Valeria Gentile

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell’infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell’enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li.

Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d’achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l’amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuro perché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente.

Finché poi arriva un giorno in cui metti tutto in discussione. Arriva un super resort di lusso fondato da milanesi e altri italiani, che sulla mia isola ricopre venticinque ettari di parco in cui ci sono ventun ristoranti di lusso, quattordici bar, otto alberghi cinque stelle più diverse suites e qualche centinaio di bungalow, nonché children city, leisure land, sport academy, discoteca, spiaggia privata e tanto altro, dove una notte per una persona non costa meno di seicento euro. Arriva proprio quando meno me lo aspetto, mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web.

Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un’ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un’industria dello svago di lusso che è una gabbia d’oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.

E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l’offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda.

Fonte: Valeria Gentile – valigiablu.it

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Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Scritto da Redazione il 26 gennaio 2012
Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Si chiamerà SK Ferroviaria e potrà contare su un impegno finanziario che coprirà i prossimi vent’anni. L’annuncio ufficiale che la Keller cambia pelle e si prepara a riavviare lo stabilimento di materiale rotabile è stato dato ieri a Cagliari, durante il vertice tra Regione e Skoda. Zal Shahbaz, vicepresidente della multinazionale ceca, ha incontrato Ugo Cappellacci, Alessandra Zedda e Antonio Tilocca (Sfirs), manifestando le intenzioni della sua società: «Siamo felicissimi di venire ad operare in Sardegna e in Italia, vogliamo unire le tecnologie innovative del nostro gruppo con l’esperienza consolidata della Keller», ha detto Shahbaz, annunciando anche «un investimento ventennale per fare della nuova SK Ferroviaria un’azienda moderna, all’avanguardia, capace di competere anche sul piano internazionale».

Evidente la soddisfazione del presidente Cappellacci: «Andiamo avanti nel percorso intrapreso e con cauto ottimismo confidiamo in un esito positivo della vertenza Keller, ma la costituzione della newco rappresenta senza dubbio un progresso importante nel processo avviato e apre la strada ai successivi passaggi, che compiremo insieme al Consiglio Regionale e che prevedono nuove leggi e la partecipazione della Sfirs al capitale della nuova compagnia».

Parere condiviso dall’assessore Zedda, che giudica «significativo questo spiraglio aperto in una questione complessa, che consente ora di vedere la soluzione idonea a salvaguardare oltre 400 posti di lavoro». Dall’opposizione arriva la volontà di «attivarsi per garantire alla partecipazione della Sfirs un iter accelerato in Consiglio regionale», dichiara Giuseppe Cuccu (Pd). Lo sblocco della vertenza Keller è un’ottima notizia anche per i sindacati, delusi dalla mancata convocazione al vertice: «Vent’anni di investimenti sarebbero una manna dal cielo, però attendiamo di sapere i dettagli del piano industriale», dice Gigi Marchionni (Fiom) e «un tavolo ufficiale per discuterne», aggiunge Andrea Farris (Uilm). In serata è arrivato l’invito al tavolo, convocato per il 7 febbraio.

Fonte: Simone Nonnis, Unione Sarda – Sito Regione Sardegna

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L’Accademia della Guardia di Finanza ha indetto un concorso per l’ammissione di 53 allievi ufficiali di ruolo normale all’anno accademico 2012 – 2013.

Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

Possono partecipare al concorso persone in possesso dei seguenti requisiti:
- cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’Ue ed età compresa tra i 17 anni (compiuti) e i 22.
- diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione a corsi di laurea (da conseguire anche nell’anno accademico 2011-2012).
- per gli ispettori e i sovrintendenti del Corpo in servizio alla data del 1° gennaio 2012 età non superiore ai 28 anni

Scadenza
2 febbraio 2012.

Clicca qui per scaricare il bando

Le domande di ammissione al concorso dovranno essere compilate ed inviate entro il 2 febbraio 2012 attraverso la procedura telematica presente sul sito ufficiale della Guardia di Finanza al seguente indirizzo.

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Ricerca personale: Geometra

Scritto da Redazione il 25 ottobre 2011

Centro dei Servizi per il Lavoro di San Gavino Monreale
Via Montevecchio, snc – Cap 09037 – tel 070/9376107 – fax 070/9339599.

Ricerca di personale
Azienda operante nel settore edile ricerca:
- n. 1 impiegato/a tecnico (Geometra).

Data inizio chiamata: 26/10/2011.
Scadenza della chiamata 09/11/2011.

Sede di lavoro: Villacidro.

Requisiti:
- Preferibile – età minima 23 massima 30 anni;
- appartenenza a categorie soggette ad assunzioni agevolate (disoccupati iscritti nelle liste di mobilità L. 223/91 e 236/93); Indispensabili:
- diploma di geometra;
- conoscenze informatiche utili alla progettazione, quali: Cad,fogli elettronici, programmi per video scrittura;
- essere regolarmente iscritti nelle liste anagrafiche dei CSL della Provincia del Medio Campidano;
- automunito.

Mansione da svolgere: impiegato tecnico con esperienza nel settore dei prefabbricati e/o edilizia.
Tipologia contrattuale: tempo determinato mesi 4, part-time 20 ore settimanali;
CCNL: edile. Ai sensi della normativa vigente l’offerta di lavoro si intende estesa ad ambo i sessi (D.lgs n. 198/2006, art.24 comma 5)

Informazioni utili
I lavoratori interessati all’offerta di lavoro devono presentarsi personalmente presso il Centro dei Servizi per il Lavoro di competenza – Servizio Incontro Domanda/Offerta per compilare la scheda di candidatura e allegare il curriculum vitae. Non si prendono in considerazione cv recapitati per altre vie: posta, e-mail, fax.

Il modello di candidatura è reperibile sul sito istituzionale della Provincia del Medio Campidano all’indirizzo: http://www.provincia.mediocampidano.it

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