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Centro sportivo, Farci eletto nuovo presidente

Scritto da Redazione il 14 maggio 2012
Centro Sportivo Italiano

Centro Sportivo Italiano

Sono 47 le società sportive con 3612 atleti tesserati. Sono questi i numeri del Centro Sportivo Italiano del Medio Campidano che ha il proprio quartier generale a San Gavino. I temi trattati nell’ultima assemblea: la promozione dello sport per tutti, la collaborazione con altri Enti e Federazioni sportive e l’attenzione all’importanza prioritaria della valenza educativa.

L’assemblea, alla quale hanno partecipato 20 società sportive, è stata aperta dal presidente uscente Mauro Piras con la relazione sull’attività svolta nel quadriennio e la relazione del revisore unico Salvatore Tuveri. Dopo il dibattito, l’assemblea ha eletto i nuovi organismi associativi per il 2012-2016. Il nuovo presidente è Mario Farci. Il consiglio direttivo è composto da Elvio Carola, Claudia Concas, Stefania Erbì, Luca Fois, Matteo Melis, Flavio Mocci, Simona Muscas, Maria Giovanna Sanna, Mario Sardu, Felice Pinna, Mauro Piras e Antonello Podda mentre revisore unico è Salvatore Tuveri.

Il Consiglio ha poi eletto come vicepresidente Mauro Piras con delega all’amministrazione contabile, segretario Felice Pinna mentre Simona Muscas ha la delega alla formazione degli operatori.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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Referendum Sardegna 2012: il quorum è a rischio

Scritto da Redazione il 4 maggio 2012

10 Referendum in Sardegna, la decisione in mano ai cittadini per decidere, nei primi 5, l’abolizione delle Province; tema scottante su cui il Tar della Sardegna aveva dichiarato di non poter decidere per incompetenza. Perchè non si è fatta pubblicità ai 10 referendum che i cittadini della Sardegna andranno a votare il prossimo 6 maggio?

Referendum Sardegna 2012

Referendum Sardegna 2012

Abolizione Province sarde?
Quindi l’Unione delle Province Sarde però non vuole i primi 4 quesiti del referendum ed ha presentato un ricorso (respinto), non il primo, contro i quattro referendum previsti per il 6 maggio.
Il referendum, in parte consultivo, in parte abrogativo, presenterà nei primi 4 quesiti posti alla decisione dei cittadini l’abolizione delle province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Olgiastra, Olbia-Tempio.
Le quattro province in questione sono effettive dal 2005 anche se sono nate nel 2001.
Il quinto quesito, invece consultivo, chiede ai cittadini dell’Isola se si vogliono abolire le province di Nuoro, Cagliari, Sassari e Oristano.

Altre 4 schede referendarie.
Le schede 6 e 7 presentano due quesiti consultivi che chiedono la riscrittura della parte dello Statuto Sardo che riguarda l’Assemblea Costituente eletta e l’elezione diretta del Presidente regionale.
L’ottavo quesito chiede ai cittadini di esprimersi sull’abrogazione della legge che assegna un’indennità dell’ 80% ai Consiglieri Regionali.
La nona scheda incece chiede di scegliere o meno l’abolizione del CdA dell’Agenzia della Regione; il decimo quesito invece vuole ridurre i consiglieri regionali da 80 a 50.
Ora la decisione è quindi in mano ai cittadini sardi, ma la notizia non è stata diffusa dai media, ne’ tanto meno dalla rete; scarsi anche i dibattiti e i forum presenti in rete al riguardo.
La preoccupazione maggiore del Movimento Referendario Sardo è che del tema si sia parlato poco perchè non desta l’attenzione generale, essendo una questione che riguarda strettamente la regione Sardegna e non il resto d’Italia.

Scarse notizie, perchè?
Ma un’altra ipotesi della scarsa diffusione delle notizie è che forse c’è molta incertezza riguardo al voto a causa dell’opposizione per i primi 5 quesiti dell’Unione delle Province Sarde, che vorrebbe evitare che i cittadini si esprimano sull’abolizione delle Province, e che quindi la stessa Unione abbia potuto boicottare la diffusione delle informazioni.
La mancanza di informazioni, di diffusione dei contenuti delle schede referendarie rischia di non far raggiungere il quorum al referendum (che come ricordiamo, almeno per quelli abrogativi è necessario) che andrebbe a toccare oltre alle Province, anche poltrone che verrebbero tagliate e sprechi che verrebbero ridotti.
Che sia questo il motivo per cui non si pubblicizza?

Fonte: Patrizia del Pidio, Investire Oggi

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Ospedale, espropri nel 2012

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012

L’assessore De Francisci prende l’impegno per i lavori a San Gavino. Pronti 2 milioni per la casa di cura di Guspini.

Simona De Francisci

Simona De Francisci

Il nuovo ospedale di San Gavino si farà. Il Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini sarà salvato. Simona De Francisci, assessore regionale della Sanità, lo ha confermato ieri negli incontri con gli operatori sanitari di alcuni centri del Medio Campidano. Accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problemi della sanità del Medio Campidano, con sopralluoghi alle terme di Sardara, all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini. Breve sopralluogo anche nell’azienda suinicola Mamusa di Villacidro e alla Comunità Betania di Guspini.

RETE OSPEDALIERA Il Medio Campidano è un territorio strategico nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per le strutture sanitarie e la centralità dell’ospedale di San Gavino. «Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini».

IMPEGNO SULL’OSPEDALE L’assessore, incontrando i rappresentanti del “Comitato per il nuovo ospedale”, ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso (178 posti letto) partiranno a breve, il finanziamento di 46 milioni di euro è già a disposizione. «L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito Simona De Francisci - e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano». E ha annunciato che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie. Già a fine anno si dovrebbe procedere agli espropri. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno.

SANTA MARIA ASSUNTA A Guspini ha incontrato gli operatori sanitari e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti della Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, preoccupati per il futuro della struttura sanitaria. «La Regione non può comprarlo perché non è a norma. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, il centro sarà affidato in comodato d’uso gratuito all’Asl 6, che con una spesa di un milione e mezzo o due interverrà per metterlo in sicurezza. Solo allora la Regione valuterà se acquisirlo o farlo acquistare da un privato», ha sottolineato l’assessore. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione Guspini per la vita, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Il Medio Campidano come integrazione modello tra capillari strutture sanitarie del territorio e centralità strategica dell’ospedale, secondo quanto prevedono il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera approvato dalla Giunta Cappellacci l’anno scorso e le disposizioni nazionali. Oggi l’assessore della Sanità Simona De Francisci, durante un’intera giornata dedicata alla provincia, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problematiche della sanità di questo territorio, con sopralluoghi all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini e alle terme di Sardara. Breve sopralluogo anche in un’azienda suinicola di Villacidro. L’assessore era accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio di maggioranza e opposizione. “Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini”.

SAN GAVINO, IMPEGNO SULL’OSPEDALE. A proposito del nosocomio di San Gavino (178 posti letto), l’assessore ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso partiranno a breve. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno. “L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito l’assessore De Francisci – e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano. Nel frattempo, rivolgo un grande plauso a tutto il personale, medici, infermieri e amministrativi, che ogni giorno garantiscono un servizio di qualità pur in una struttura logisticamente carente come altre, purtroppo, in Sardegna”. L’assessore ha poi confermato, incontrando i rappresentanti del Comitato per il nuovo ospedale, che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie.

VILLACIDRO, L’ESEMPIO DELLA CASA DELLA SALUTE. Tappa successiva alla Casa della salute di Villacidro, “esempio di sanità che funziona, a misura d’uomo e che ben si inquadra in quei servizi sanitari che ogni territorio deve esprimere, perché poi si facilita anche il lavoro negli ospedali”, ha detto la De Francisci. A proposito di sanità da potenziare, a breve saranno inaugurati altri due centri, a Lunamatrona e Serramanna.

GUSPINI, S.M. ASSUNTA IN COMODATO ALLA ASL. Nel pomeriggio tappa anche a Guspini, prima alla Comunità Betania e poi al Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, dove l’assessore ha incontrato gli operatori e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, la struttura sarà affidata in comodato alla Asl 6, in attesa di intervenire per la sua messa in sicurezza su vari fronti. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

SARDARA, PUNTARE ANCHE SU TURISMO SANITARIO. In mattinata l’assessore aveva fatto tappa alle terme di Sardara. “Sensibilizzeremo i medici per incoraggiare anche le cure termali, efficaci contro diverse patologie, e dall’altra mi farò promotore di un incontro con l’assessore del Turismo Crisponi per valutare insieme la valorizzazione del turismo sanitario anche in manifestazioni di punta come la Bit di Milano”.

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Non ci sono più ostacoli sulla strada che separa i cittadini sardi dai dieci referendum sui costi della politica.

I referendum del 6 maggio sono salvi

I referendum del 6 maggio sono salvi

Il Tar Sardegna ha infatti respinto il ricorso dell’Unione delle Province Sarde (UPS) contro i quesiti che prevedono, tra le altre cose, l’abrogazione delle leggi istitutive dei quattro nuovi enti intermedi, e per i quali si vota il prossimo 6 maggio.

I giudici amministrativi, in particolare, hanno accolto la tesi difensiva della Regione secondo la quale l’UPS non doveva proporre il ricorso al Tar – incompetente nel caso specifico – ma alla magistratura civile.

Sono stati sconfitti i gattopardi e ora si spalancano le porte alla volontà popolare”, ha commentato soddisfatto il presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci, auspicando “l’avvio di un processo di riforma non più rinviabile”.

Fonte: Radio Press

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Ecco i conti della Provincia

Scritto da Redazione il 20 aprile 2012

I 151 dipendenti in organico costano a ogni cittadino 52 euro. Stipendi (lordi) da 2 mila euro al mese a 10 mila.

Ecco i conti della Provincia

Ecco i conti della Provincia

Nel 2011 i cittadini del Medio Campidano hanno speso 52 euro a testa per mantenere i 151 dipendenti della Provincia. Somma destinata ad aumentare nel 2012 a 55 euro, così almeno è scritto nel bilancio di previsione.

NUMERI Costo totale a consuntivo 5.270.532 euro che passa a 5.667.257 euro nel preventivo dell’anno in corso. Nel dettaglio la fetta maggiore di un milione di euro va ai 34 lavoratori del Centro servizi per l’impiego; al settore ambiente, che assieme all’area antinsetti abbraccia il maggior numero (17) di impiegati, vanno 541.860 euro; con 11 impiegati segue la direzione generale per un costo di 382.100; la più sparagnina è l’area sport con una sola unità e un costo di 29.539 euro; allo staff di presidenza spettano 211.038 euro. Capitolo a parte quello dei dirigenti: 534.316 euro da dividere fra segreteria, settore tecnico, cultura, politiche finanziarie.

REAZIONI «È bene che si sappia e vorrei capire perché non si scrive», sbotta il dirigente dello staff di presidenza, il capo-gabinetto Giulio Matzeu, «che noi del Campidano siamo i dirigenti meno pagati fra tutte le Province dell’Isola. Non solo. La nostra è la Provincia che lavora di più in assoluto. I nostri progetti sono invidiati e copiati a livello europeo. Persino la Regione prende a modello quanto si realizza in questo angolo di terra, ad iniziare da Vivere la campagna». Ma questo essere “speciali” costa un po’ troppo, soprattutto in tempi di vacche magre. La maggior parte dei diretti interessati però giustifica centesimo per centesimo: «Siamo come tanti altri lavoratori», «sono cifre da contratto», «ci vorreste di serie b?». Qualcuno fa eccezione al coro di giustificazioni: «In effetti il personale è troppo per una Provincia in miniatura».

LE COLLABORAZIONI Si indignano i cittadini di fronte ad un vero e proprio esercito fra dirigenti, personale di ruolo, a tempo determinato, staff. Chiedono: «Se considerassimo le collaborazioni coordinate e continuative o altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni, di quanto sarebbe l’organico della Provincia?». Un lungo elenco di professionisti chiamati a svolgere diverse mansioni senza preoccuparsi minimamente del costo eccessivo della spesa pubblica e delle conseguenze che ha sulle tasche dei cittadini. «Parlare di troppe spese per il personale», precisa il presidente, Fulvio Tocco, «per dimostrare che gli sprechi della pubblica amministrazione si annidano negli enti intermedi, sono messaggi populisti. Sono pronto a scommettere: i dirigenti del Medio Campidano sono i meno pagati fra quelli degli Enti sardi. Mica male per una Provincia degli sprechi».

Resta da capire se è sostenibile una pianta organica così articolata e costosa in una Provincia che conta poco più di centomila abitanti.

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda

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Ospedale, la Regione tentenna

Scritto da Redazione il 18 aprile 2012
Progetto per il nuovo ospedale

Progetto per il nuovo ospedale

«Il nuovo ospedale doveva essere inaugurato nel 2012, se ne parla dal 2006, ma per ora ci sono solo parole». È quanto rimarca l’assessore provinciale alla Sanità Nicola Garau che ai proclami preferisce fatti concreti: «Vogliamo sapere – aggiunge – dove sono i soldi per l’ospedale visto che la Regione dice di avere i fondi. Vogliamo vedere i documenti che accertano quello che si dice».

Il paradosso è che l’area è stata individuata da tempo, ma non è ancora acquisita nonostante le ripetute rassicurazioni che arrivano in coincidenza di elezioni provinciali e regionali. «L’appalto del nuovo ospedale – evidenzia l’assessore provinciale – si sarebbe potuto fare almeno per il primo lotto funzionale perché c’erano i fondi. C’è stata troppa indecisione da parte della Regione. C’erano in cassa 46 milioni di euro e i restanti si sarebbero potuti trovare con un mutuo o un project financing. Chiediamo di capire che cosa vuole fare la Regione che ha 300 milioni per l’edilizia ospedaliera».

Di qui la richiesta che l’assessore regionale alla Sanità venga nel territorio a parlare con i sindaci nella conferenza sanitaria. «L’ospedale – conclude Garau - non serve solo al nostro territorio, ma anche l’alta Marmilla e non solo. D’estate poi tra coste, nuraghi e terme ci sono tanti turisti».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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