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Stage aziendali per persone diversamente abili

Scritto da Redazione il 21 settembre 2010

Comune di San Gavino Monreale

Comune di San Gavino Monreale

Un corso di formazione e uno stage finalizzato all’inserimento lavorativo per 15 disoccupati iscritti alle liste speciali. È questo il progetto denominato «Dalla disabilità una risorsa sociale» che ha ottenuto il finanziamento dalla Regione e che vede il Comune di San Gavino come ente capofila.
Gli interessati dovranno essere disoccupati e iscritti al Centro Servizi per il Lavoro ed avere almeno la licenza media. Le aziende ospitanti, che devono avere la sede legale nel Medio Campidano, potranno accogliere i beneficiari senza sostenere alcun onere Inail, Rc.

Le domande devono essere presentate entro il 22 settembre. Per informazioni rivolgersi al Cesil in Via Trento, tel. 070 93749229 o in Comune (070/93749205).

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 21 settembre 2010

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Sorpresa: imprese in aumento nel Medio Campidano

Scritto da admin il 6 agosto 2010

Nuove attività create da giovani disoccupati. I dati dalla Camera di commercio evidenziano l’aumento delle aziende piccole e medie in provincia.
Sanluri è il primo tra i 28 Comuni della Provincia con 231 nuove imprese: dai classici supermercati sino a una giovanissima imprenditrice che organizza cerimonie dal concepimento all’estremo saluto.

Imprese in aumento

Imprese in aumento

Segno “più” davanti al mondo imprenditoriale del Medio Campidano. Secondo i dati della Camera di Commercio la realtà delle piccole e medio imprese è in crescita: tra il 2008 ed il 2010 sono nate 1.062 ditte individuali e ne sono morte 212.
A spingere molti ad abbassare la serranda è stata soprattutto la concorrenza, ma ancora di più l’assenza di un mercato estraneo al territorio. È significativo il caso di una toilette per cani a Sardara che è sopravvissuta appena qualche anno. Il resto però gode buona salute. Per la maggior parte sono imprese figlie della crisi, create da giovani ai quali non è stato rinnovato il contratto o neolaureati che ancora non si sono affacciati al mondo del lavoro, donne che si rimettono in gioco per sostenere il budget familiare, reinventandosi imprenditrici, stranieri che tentano la via imprenditoriale. Al primo posto, fra i 28 comuni della Provincia, c’è Sanluri con 231 nuove realtà che vanno dai classici supermercati ad iniziative le più diverse, come quella di una giovanissima imprenditrice che organizza cerimonie dal concepimento all’estremo saluto. «Le nostre porte», dice il sindaco Alessandro Collu, «sono aperte a chiunque voglia investire. Siamo ben lieti di ospitare tantissimi giovani che hanno scelto il nostro paese come sede di lavoro. Le loro idee vincenti stanno arricchendo il centro. Presto potremo ospitare anche una fabbrica di medicinali. E sarà una delle poche in Italia». Al secondo posto c’è Villacidro con 163 neonate attività, segue Guspini con 141, San Gavino Monreale con 71, Arbus con 59, Sardara con 27.

Numeri che fanno salire a 8.983 lo stock di imprenditori campidanesi complessivamente registrati, dove le micro-imprese e le ditte individuali evidenziano una marcata superiorità: il 79,7 per cento contro il 63,7 del dato nazionale. Il settore prevalente rimane l’agricoltura, da solo assorbe il 38,9 per cento delle attività contro il 16,9 per cento della penisola ed il 24,9 per cento dell’isola. «L’intero sistema imprenditoriale del Campidano», commenta soddisfatto il presidente della Provincia Fulvio Tocco, «sta riacquistando fiducia e rinnovando la propria voglia di impegnarsi nel fai da te. Un segnale importante, che ci permette di essere ottimisti sulla ripresa del circuito economico in generale e della campagna in particolare. È qui che stiamo ottenendo risultati senza precedenti: in questi giorni i titolari delle 1.034 aziende agricole, che hanno coltivato leguminose lo scorso anno, stanno ricevendo l’aiuto de minimis. In poco tempo. Evitando le file della burocrazia». L’obiettivo è sostenerle. «Ben vengano gli aiuti per far nascere le imprese», spiega Roberta Atzori, agente di sviluppo, «ma prima è necessario guardarsi intorno, scegliere progetti in linea con la cultura locale, le tradizioni e l’innovazione».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Venerdì 06 agosto 2010

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Seminario Verso l’Impresa

Scritto da admin il 13 luglio 2010

Seminario Verso l'Impresa

Seminario Verso l'Impresa

Ricordiamo a tutti i cittadini sangavinesi e del Medio Campidano che i giorni 19 ed il 20 luglio dalle 15.30 alle 19.30 presso il CSL di San Gavino, via Montevecchio si terrà il seminario “Verso l’Impresa” per neo e aspirtanti imprenditori.

Si possono avere informazioni e scheda di adesione presso i CSL, il Comune di San Gavino e Risposta Informatica.

Scarica il modulo di iscrizione

Confartigianato Unione Interprovinciale
tel 0702330162
fax 070554716

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Fulvio Tocco

Fulvio Tocco

Fulvio tocco, presidente uscente della Provincia del Medio Campidano, e candidato della coalizione che comprende Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra, Partito Socialista Italiano + Altri, Unione Popolare Cristiana e Rosso Mori si conferma e supera gli avversari ottenendo il 55% delle preferenze.

Efisio Luigi Meloni, candidato per la colazione che vedeva schierati Il Popolo della libertà, Unione di centro, Federazione Campidano, Partito Sardo d’Azione e Riformatori Sardi si ferma al 39% dei consensi. Seguono Gabriele Littera (Irs) con il 2,9%, Onorato Serra (Fortza Paris) con il 1,7% e Mauro Senis (Malu Entu) con il 0,8%.

L’affluenza alle urne si è fermata al 58,1%, confermando il trend al ribasso delle ultime tornate elettorali.

Ecco il riepilogo completo delle liste e dei singoli partiti.

Candidati Voti % Partiti Voti % Seggi
Fulvio Tocco
27.007 55,13 Partito democratico (Pd)
Italia dei Valori (Idv)
Sinistra ecologia e libertà (Sel)
Federazione della sinistra
Partito Socialista Italiano + Altri
Unione Popolare Cristiana
Rosso Mori
11.256
3.738
3.332
3.017
1.898
1.496
1.137
23,91
7,94
7,07
6,40
4,03
3,17
2,41
7
2
2
2
1
-
-
Efisio Luigi Meloni
19.287 39,37 Il Popolo della libertà (Pdl)
Unione di centro (Udc)
Riformatori Sardi
Partito Sardo d’Azione
Federazione Campidano
7.314
3.484
3.220
2.486
2.198
15,53
7,40
6,84
5,28
4,66
4
2
1
1
1
Gabriele Littera
1.435 2,92 Irs
1.365 2,89 -
Onorato Serra
854 1,74 Fortza Paris
784 1,66 -
Mauro Senis
401 0,81 Malu Entu
347 0,73 -

Ecco il riepilogo completo dei risultati a San Gavino Monreale.

  Candidati presidente e gruppi   Voti  %  Voti  % 
TOCCO FULVIO
  1.516 58,37    
    PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO       725 29,39
    DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI       383 15,53
    RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI RIFOND.COM. – SIN.EUROPEA – COM.ITALIANI       142 5,75
    ROSSO MORI ROSSO MORI       122 4,94
    UNIONE POPOLARE CRISTIANA UNIONE POPOLARE CRISTIANA       63 2,55
    SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’       19 0,77
    PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - ALTRI PARTITO SOCIALISTA ITALIANO – ALTRI       18 0,72
      Totale       1.472 59,69
MELONI EFISIO LUIGI
  842 32,42    
    IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA’       200 8,11
    RIFORMATORI SARDI RIFORMATORI SARDI       200 8,11
    LISTA LOCALE - FEDERAZIONE CAMPIDANO LISTA LOCALE – FEDERAZIONE CAMPIDANO       173 7,01
    PARTITO SARDO D'AZIONE PARTITO SARDO D’AZIONE       119 4,82
    UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO       107 4,33
      Totale       799 32,40
SENIS MAURO
  165 6,35    
    PARTIDU INDIPENDENTISTA SARDU MALU ENTU PARTIDU INDIPENDENTISTA SARDU MALU ENTU       127 5,15
LITTERA GABRIELE
  66 2,54    
    IRS IRS       61 2,47
SERRA ONORATO
  8 0,30    
    FORTZA PARIS FORTZA PARIS       7 0,28

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Incontro urologico del Medio Campidano

Scritto da admin il 21 maggio 2010

Inizio: 05/06/2010 9:00
Fine: 05/06/2010 18:15
Locale: Antiche Terme di Sardara, Sala Conferenze – Sardara
Organizzatore: “ASSOCIAZIONE INTERDISCIPLINARE MEDICI OSPEDALIERI SARDI” AIMOS

Le patologie urinarie rappresentano nel loro insieme importanti problematiche che il medico di medicina generale deve quotidianamente affrontare. La finalità di questo corso è quindi di approfondire le varie tematiche ad iniziare con le infezioni urinarie (IVU), sia esse semplici che complicate con particolare riferimento alle linee guida internazionali per una corretta diagnosi e conseguente terapia.
Altra tematica trattata nel corso è l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB). Si calcola che il 50% degli uomini sopra i 50 anni sono interessati a questa patologia. Le terapie per ridurre i disturbi secondari all’ingrossamento della prostata sono numerosi e vanno dalla terapia farmacologica alla terapia chirurgica. In particolare il corso prende in considerazione gli ultimi studi relativi alla terapia medica e alcune moderne tecniche di chirurgia mini-invasiva quali PROSTIVA.
Ultimo argomento trattato è il tumore della prostata con la disamina delle tecniche chirurgiche tradizionali e radioterapiche. Queste ultime consentono di trattare il carcinoma prostatico con una dose elevata di radiazioni senza danneggiare le strutture adiacenti (Brachiterapia). Infine altra nuova metodica trattata di tecnica non chirurgica e non invasiva per il trattamento del carcinoma della prostata è HIFU (High Intensity Focused Ultrasound) che sfrutta gli ultrasuoni ad alta intensità e può essere utilizzata in alternativa all’intervento di prostatectomia radicale e si pone in alternativa, nella maggior parte dei casi, anche con la Radioterapia esterna e la Brachiterapia. Il corso termina con la presentazione di alcuni casi clinici relativi ai temi trattati.

Numero max di partecipanti: 60
Credito ECM: 6

E-mail segreteria: aservice.segreteria@virgilio.it
Telefono segreteria: 070 42939
Fax segreteria: 070 42939

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C’erano una volta miniere e grandi industrie, lotte operaie e buste paga. Pagine di storia. Ormai nella provincia col reddito pro-capite più basso della Sardegna si spera nell’agricoltura e, se non proprio nel turismo, almeno in qualcosa che somigli.

Medio Campidano

Medio Campidano

«È a picco anche il commercio, nei piccoli centri i negozietti se la passano malissimo. La colpa non è delle città mercato, che fanno il loro mestiere», sostiene l’imprenditore di Guspini Davide Ruggeri, «Sono i piccoli che devono attrezzarsi per combattere la crisi. Lo stesso discorso vale per il turismo, che ha l’improvvisazione come tratto distintivo. La soluzione? Prendere atto della morte della grande impresa e andare avanti».

Di questi temi si discute per le strade e nei bar dei ventotto Comuni legati da nastri d’asfalto rattoppati. L’uomo da battere è Fulvio Tocco e le sue sette liste, leader di un centrosinistra che durante la consiliatura ha perso qualche pezzo. Efisio Meloni , per dirne uno, ha lasciato il Pd per il gruppo misto prima di formare la Federazione Campidano. Oggi è il candidato del centrodestra: «Io traditore? Neppure per sogno. Tocco e la sua Giunta hanno governato da soli, senza collegialità. E poi un presidente che perde sette consiglieri qualche problema se lo deve porre. Invece lui non ha fatto neppure una telefonata». La replica di Tocco è altrettanto severa: «La collegialità non ci poteva essere perché nei momenti fondamentali Meloni non c’era. Assente all’approvazione dei bilanci 2007, 2008 e 2009, lo confermano i documenti ufficiali. Assente anche all’approvazione del Plus».

La genesi della candidatura del centrodestra fa capire che, in realtà, lo scontro è tra due anime del centrosinistra. L’abbraccio tra Meloni e il Pdl è stato inaspettato, dopo che il partito aveva sfogliato la rosa senza trovare il nome adatto: «Mentre il Pd non ci ha mai voluto incontrare, il Pdl ha tenuto presente la situazione del Medio Campidano, cioè l’essere una roccaforte del centrosinistra, e ha accettato il nostro progetto».

Due anni fa un’inchiesta Rai sulle nuove Province strappò un sorriso a mezza Italia. Durante l’intervista un politico del Medio Campidano sostenne che uno dei compiti fondamentali fosse tutelare la cultura locale (anche) con la sagra del melone in asciutto. Eppure da queste parti sono in tanti a difendere i confini provinciali costi quel che costi. Gabriele Littera , giovane e combattivo candidato presidente dell’Irs, è un’eccezione «Contro il mio interesse sostengo l’inutilità della Provincia. Se ne potrebbe fare tranquillamente a meno sostituendola con un’assemblea dei sindaci del territorio che, sino a prova contraria, rappresentano le varie comunità. A quel punto si potrebbero tagliare trenta incarichi e altrettanti compensi».

Le strade sono un problema storico, spesso sono poco più che tratturi. «Quelle esistenti sono impraticabili, quelle indispensabili non sono state tracciate», sostiene Onorato Serra , bandiera di Fortza Paris, «Per esempio manca un collegamento tra Montevecchio e la Costa verde, con un porto turistico e, soprattutto, commerciale. Le merci potrebbero arrivare direttamente a destinazione riducendo il costo del trasporto». Lo stesso discorso vale per la circolazione dei prodotti locali: «Avrebbe un senso scommettere su alcuni importanti progetti per l’agricoltura, magari superando le divisioni e dando vita a grandi cooperative».

Nel Campidano in crisi si fa presto ad essere considerati nemici. Mauro Senis (Malu Entu) è sicuro di aver individuato l’avversario numero uno: «Equitalia sta strozzando gli agricoltori e gli imprenditori. Bisognerebbe chiudere gli uffici per impedire alla società di drenare la poca liquidità che circola in questa provincia». Soldi che potrebbero essere investiti «nella corsa all’indipendenza alimentare, producendo ortaggi e cereali per tutta la Regione».

Su un punto centrodestra e centrosinistra non possono fare a meno di essere d’accordo: il rilancio dell’ospedale di San Gavino. Efisio Meloni sottolinea «la mancanza di un’unità coronarica», Fulvio Tocco non riconosce neppure la dignità di ospedale, al massimo grande poliambulatorio: «Siamo l’unica provincia a non avere un ospedale vero e proprio. È una situazione non più tollerabile». Resta da capire cosa rimarrà dei proclami quando le urne saranno chiuse.

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Referendum sull’acqua pubblica del Medio Campidano

Scritto da admin il 28 aprile 2010

Logo del comitato

Logo del comitato

In questi ultime settimane è nato e si è mobilitato sul nostro territorio un Comitato promotore del referendum sull’acqua pubblica del Medio Campidano. Questo gruppo ha l’obiettivo di costituire un comitato che organizzi la raccolta di firme per il referendum per l’acqua pubblica nei comuni del Medio Campidano.

Riportiamo il manifesto programmatico di questo comitato, e di seguito un articolo comparso su alcuni quotidiani (davvero troppo pochi per poterci definire “un paese civile” non asservito al padrone). Dato che la nostra testata online non ha alcuna intenzione di far passare sotto silenzio una questione così importante, sottoponiamo il problema dell’importanza dell’acqua pubblica anche alla vostra attenzione.

Perché un referendum?
Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Perché tre quesiti?
Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Cosa vogliamo?
Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Dai referendum un nuovo scenario
Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

Più di centomila firme per riprendersi l’acqua in meno di 48 ore!

Più di centomila firme nelle prime 48 ore di raccolta. Più del doppio dell’obiettivo che il comitato promotore dei tre referendum per l’acqua pubblica s’era prefisso. Inutile cercare la notizia sulle testate più blasonate. E’ un successo dovuto al tam-tam tra la rete e i mezzi di informazione non omologati. Ovunque siano stati issati i gazebo, tra sabato e domenica, si sono registrate code di cittadini decisi a liberare l’acqua dal mercato e dal profitto. Per sempre. La coincidenza della festa della Liberazione è stata quanto mai suggestiva: la resistenza, oggi, è resistenza al liberismo e si comincia dai beni comuni. Un discorso pubblico cominciato con i forum sociali e che sembrava essersi perso nel declino della sinistra. Invece rispunta, come la vecchia talpa.

Lo «straordinario risultato – commenta Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della sinistra – è stato reso possibile dall’impegno di migliaia di comitati e associazioni e dall’impegno dei partiti della sinistra di alternativa. Se continuerà così, il risultato obbligherà il governo a cambiare la sua agenda politica tutta tesa alle privatizzazioni e a scaricare i costi della crisi sugli strati sociali più deboli. I partiti politici debbono saper ascoltare la società se vogliamo sul serio battere Berlusconi». Ma dal quadro politico giungono segnali contraddittori. Se i socialisti di Nencini arrivano a dire che «non si possono fare profitti a ogni costo su un bene primario come l’acqua e per questo i socialisti sosterranno in ogni comune la raccolta di firme per un referendum contro la privatizzazione delle reti idriche promossa dal Forum dell’Acqua, Bene Comune», il dipietrista Donadi approfitta dell’anniversario di Chernobyl e del proclama Putin Berlusconi per lanciare il referendum antinucleare ma non fa menzione dell’ambiguo quesito (darebbe libertà di scelta ai comuni) sull’acqua che il suo leader maximo non ha voluto ritirare.
Diecimila firme solo a Roma, Frosinone ha già raggiunto l’obiettivo finale, la Liguria è a metà, la Puglia ne ha raccolte 20mila e Pescara, teatro di una enorme vertenza sull’acqua dai primi anni del secolo ha visto firmare già mille cittadini.

Tutto ciò al termine di una settimana che ha registrato l’approvazione alla Provincia di napoli di un ordine del giorno (16 a 14 e 1 astenuto) presentato da Tommaso Sodano, capogruppo della Federazione della sinistra, in cui si riconosce l’acqua come diritto umano e bene pubblico comune la cui gestione è priva di rilevanza economica. Un modo per provare a scardinare il decreto Ronchi che stabilisce la road map della privatizzazione obbligatoria e definitiva del servizio idrico. Là dove già si toccano con mano gli effetti della privatizzazione, sembra più generalizzato l’afflusso ai gazebo. Un voto storico del nuovo consiglio comunale di Aprilia, dopo sei anni di reti idriche nelle mani di una società mista partecipata dalla multinazionale francese Veolia, ha appena rimesso in discussione la gestione degli impianti di quella importante città del Lazio. Ad Arezzo (altra disastrosa esperienza pilota) di privatizzazione ha firmato anche il sindaco del Pd, Fanfani, assieme a un migliaio di suoi concittadini che hanno partecipato all’avvio della campagna assieme al missionario comboniano Alex Zanotelli. Sul fronte opposto va preso atto della scalata di Caltagirone in Acea dove il palazzinaro romano supera il 10% e scavalca i francesi di Gdf-Suez candidandosi a divenire partner strategico del Campidoglio. Caltagirone possiede un paio di grandi quotidiani e alcune tv. Capito perché centomila persone che firmano per l’acqua pubblica fanno meno notizia di un uovo a Polverini?

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