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maggio 2012
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«Troppe questue, così non va»

Scritto da Redazione il 15 maggio 2012

Comitati e singoli cittadini bussano continuamente nelle case creando tensioni. Maria Chiara Matzeu: più collaborazione per superare tante difficoltà.

Tante feste con altrettante questue in tempi brevi e scoppia il caos. Così i sangavinesi vedono bussare alla propria porta i componenti di diversi comitati o di feste religiose o di raccolte fondi di associazioni o cittadini che chiedono un aiuto anche per curarsi. Succede a San Gavino dove nell’ultimo periodo si sono anche accavallate le diverse questue.

Troppe questue

Troppe questue

Lo racconta Maria Chiara Matzeu, componente sia del comitato per i festeggiamenti di San Gavino Martire che di altre iniziative cui partecipa con entusiasmo: «Come comitato di San Gavino, la cui festa cade la prima domenica di maggio, facciamo sempre la questua una volta che la parrocchia comunica alla curia che il comitato si è costituito ufficialmente. Quest’anno per una settimana circa ci siamo fermati e abbiamo ripreso subito dopo mentre il comitato di Sant’Antonio aveva già iniziato la questua. Una sera sono stata anche apostrofata da uno dei componenti del comitato. Sono convinta che sia sufficiente un po’ di collaborazione e un aiuto nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Capita già tra il comitato di Santa Chiara e quello di Santa Lucia. Inoltre passare a fine mese non è opportuno perché in tanti aspettano le pensioni e magari hanno già dato qualcosa per altre manifestazioni. Ad esempio ad aprile c’è la contrada di primavera e il primo maggio la pedalata ecologica».

Si può trovare un accordo anche per Antonio Bandino, presidente del comitato di Santa Chiara,: «È una questione di buon senso a meno che uno non voglia fare il furbo. La festa della patrona cade il 12 agosto ed è ovvio che la questua deve essere conclusa prima per contattare gruppi musicali».

La collaborazione è l’arma vincente anche per Antonino Caboni, componente storico del comitato di Sant’Antonio e del gruppo de Is arrustidoris: «Anni fa ci siamo incrociati col comitato di Santa Rita per la questua, ma poi non è più successo. Sarebbe bello unificare i gruppi di ricerca e fare un unico gruppo di lavoro per tutte le feste così in pochi giorni si può fare la questua». Pertanto insieme si può lavorare meglio anche per Maria Chiara Matzeu: «Per la questua ci vogliono tempi tecnici, ma se il comitato ha 16-20 persone in 5 giorni si può girare tutto il paese».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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L’ospedale di San Gavino rinascerà col fiocco verde

Scritto da Redazione il 13 maggio 2012
Il Grande Ospedale

Il Grande Ospedale

L’ospedale di San Gavino svolge un importante ruolo nel garantire la salute a tutti i cittadini campidanesi ma, pur essendo dotato di personale altamente qualificato, la struttura nel suo complesso risulta fatiscente, molti macchinari sono obsoleti, alcune attrezzature mediche andrebbero sostituite, ed infine il rapporto tra numero di posti letto disponibili e numero di abitanti potenziali da servire è più basso della media sarda. Del nuovo nosocomio sangavinese si è iniziato a parlare nel 2005, e nel 2008 la RAS (Regione Autonoma Sardegna) ha presentato il progetto definitivo, 95 milioni di investimento, che sarebbe dovuto andare in appalto nel 2009, per poi essere inaugurato nel 2012. Un ospedale moderno, da 250 posti letto (contro i 172 attuali), realizzato con caratteristiche e criteri innovativi, dotato di moderne tecnologie e di comfort necessari agli operatori per accogliere e assistere con cura le persone.

- L’inefficienza della vecchia classe politica sarda.
I soldi però sono spariti, volatilizzati. Nel 2010 il progetto è stato rimaneggiato e si è passati dai 250 posti letto previsti a 200, con un investimento di circa 76 milioni di euro, dei quali 46 milioni disponibili. Infine il decreto del 28 Settembre 2011 revoca i 42 milioni per la costruzione dell’ospedale, da parte del ministero della salute di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, perchè la RAS non ha proceduto all’aggiudicazione dei lavori entro i termini di legge. La giunta regionale e la maggioranza che la sostiene sono quindi i principali responsabili della mancata realizzazione dell’ospedale. Sorprende constatare l’inefficiente gestione di un settore importante come la sanità: la salute dei sardi merita maggiori attenzioni, mentre invece la politica è concentrata a cercare di auto-referenziarsi attraverso una gestione clientelare dei soldi pubblici, anzichè garantire servizi efficienti ai cittadini sardi.

- Il debito dello stato italiano nei confronti dei Sardi.
La celerità con cui lo stato italiano ha recuperato il finanziamento per l’ospedale non risulta di certo appropriata, se paragonata alla misera velocità che lo stesso stato adopera quando si tratta di restituire ai Sardi i soldi che indebitamente trattiene, dopo averli riscossi tramite l’agenzia delle entrate. Lo stato centrale italiano, infatti, da anni dimentica che i soldi delle tasse dei Sardi, frutto del nostro lavoro, per via della legge costituzionale che istituisce lo statuto sardo dovrebbero in gran parte rientrare nelle casse Sarde (in base all’articolo 8 dello statuto che riguarda la quota di gettito fiscale spettante alla Sardegna). In pratica noi continuiamo a pagare le tasse all’agenzia delle entrate italiana, che però sistematicamente dimentica che l’80% dell’IVA, il 3/4 dell’IRPEF, e tanti altri soldi pagati in Sardegna, devono rientrare qui: ormai lo stato italiano ha accumulato per via della sua “distrazione” un debito nei confronti della regione Sardegna di circa 10 miliardi di euro. Lo stato italiano non rispetta nemmeno l’accordo di programma con il quale il primo ministro italiano Prodi si impegnò a restituire il 50% del debito a partire dal 2010, e tutto questo nonostante diverse istituzioni organiche allo stato italiano si siano espresse a favore delle legittime richieste sarde.

- Gestire i nostri soldi, ottenere la nostra sovranità fiscale: come avere il nostro ospedale.
Gli attivisti di ProgReS Progetu Repùblica sono convinti che le risorse pubbliche dei cittadini debbano essere impegnate sul territorio, e per questo sono favorevoli e sostengono l’iniziativa del comitato Fiocco Verde, che raccoglie le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di una Agenzia Sarda delle Entrate. Con questa proposta si eviterà che lo stato italiano sottragga ai Sardi ciò che per legge ci appartiene, e sarà finalmente possibile raccogliere le nostre tasse sul territorio tramite la nostra agenzia – così come tra l’altro già accade per esempio in Sicilia – per girare allo stato italiano solo la percentuale di tasse che effettivamente gli spetta. In questo modo non dovremo più essere economicamente ostaggi dello stato italiano, che concede o meno finanziamenti, che poi spariscono per via dell’inettitudine degli amministratori sardi.

- Firma per la proposta di legge del comitato Fiocco Verde.
I militanti di ProgReS Progetu Repùblica si sono impegnati nella raccolta di migliaia di firme in tutto il territorio sardo: una volta raggiunte le 15000 firme, la legge verrà vagliata dall’assemblea sarda, e ci permetterà coi nostri soldi di ricostruire il nostro futuro. In Campidano oltre mille persone hanno già firmato la proposta di legge per l’istituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate: con la nostra sovranità fiscale saremo liberi di gestire i nostri soldi per le nostre esigenze, potremo far rinascere il nostro ospedale, finanziare strade, scuole ed infrastrutture, rilanciare la nostra economia.

SI PUO’ FIRMARE PER IL FIOCCO VERDE SOTTOSCRIVENDO LA PROPOSTA DI LEGGE NEI SEGUENTI COMUNI DEL CAMPIDANO:

SAN GAVINO MONREALE – SANLURI – GUSPINI – PABILLONIS

I moduli per le firme si trovano negli uffici anagrafe comunali.
Occorre esibire un documento d’identità per la registrazione della firma.

Il testo integrale della proposta di legge da sottoscrivere può essere scaricato in formato pdf al link:
http://fioccoverde.net/wp-content/uploads/2011/09/Fiocco-Verde-Proposta-di-Legge-Agenzia-Sarda-delle-Entrate.pdf

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Monumenti Aperti a San Gavino

Scritto da Redazione il 2 maggio 2012
Monumenti Aperti

Monumenti Aperti

Il 26 e il 27 Maggio 2012, per la prima volta a San Gavino Monreale, si svolgerà la manifestazione culturale “Monumenti Aperti”, evento a carattere regionale, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio artistico culturale locale. L’Amministrazione Comunale, aderendo al circuito regionale, aprirà nelle giornate di sabato 26 (dalle ore 16,00 alle 20,00) e domenica 27 (dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00) i siti di interesse storico artistico e i monumenti presenti a San Gavino Monreale.

Saranno, infatti, visitabili:

  • la Chiesa parrocchiale di Santa Chiara, dove si può ammirare l’altare principale di marmo policromo, autentico gioiello ad opera dell’artista Michelino Spazzi;
  • la Chiesa di San Gavino Martire, considerata il pantheon dei Giudici d’Arborea per le effigi ritraenti gli ultimi esponenti del casato dei Bas-Serra, unici ritratti rinvenuti dei regnanti del Giudicato;
  • la Chiesa di Santa Croce risalente al XVI secolo, custodita e curata dall’antica e omonima confraternita che, tutti gli anni, rievoca fedelmente le tradizioni del triduo pasquale;
  • il Convento di Santa Lucia, edificato nel IX secolo e abitato da monaci bizantini, poi dai monaci benedettini e successivamente dai padri francescani. Si caratterizza per la presenza di due lapidi situate una nel chiostro e l’altra nella sacrestia: elementi che portano a credere che il convento fu eretto in una zona cimiteriale;
  • la Casa Museo “Dona Maxima”, che deve il suo nome all’ultima proprietaria Massima Orrù, è la tipica casa campidanese con ampio cortile contornato da un porticato ad archi (sa Lolla). Contiene un’esposizione permanente di costumi tradizionali, arnesi ed utensili tipici della cultura contadina e artigianale del passato;
  • l’Archivio Storico, riordinato tra il 2004 e il 2006, è stato aperto al pubblico per la prima volta nel settembre 2010, custodisce e conserva i documenti dell’Amministrazione Comunale dal 1743 al 1967.

Nuova apertura, dopo quella avvenuta lo scorso mese di novembre, per il Museo e Centro di Documentazione “Due Fonderie”, che conserva le testimonianze cartacee, audiovisive e oggettistica varia relativa alla storia delle fonderie di Villacidro e di San Gavino Monreale.

Monumenti Aperti

Monumenti Aperti

Per l’occasione i turisti verranno accompagnati da guide turistiche speciali: gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale (Classi III A e III D della Scuola Secondaria Primo Grado), del Liceo Scientifico Statale “G. Marconi” (Classi IV B, V B, III D, IV D e V D) e del Liceo Psico Pedagogico (Classe III A) e del Liceo Linguistico – “E. Lussu”.
Gli alunni saranno supportati dalle numerose associazioni culturali e di volontariato locali che parteciperanno alla manifestazione.

Oltre a far conoscere i monumenti locali, questa iniziativa offrirà ai visitatori l’opportunità di partecipare a due percorsi tematici: l’Itinerario dello Zafferano e l’Itinerario del Carnevale, entrambi finalizzati alla promozione delle tradizioni della cultura sangavinese.

Non mancheranno gli eventi collaterali:

  • nella Casa Museo “Dona Maxima” verrà allestita la Mostra fotografica “Un tuffo nel passato”, con le foto dell’archivio dell’Associazione “Sa Moba Sarda” e dell’azienda FotoStudio Altea;
  • gli “Anziani Sempre Giovani” presso la loro sede di Via Convento, organizzeranno un’iniziativa enogastronomica;
  • un’esposizione di giovani pittori e scultori locali dal titolo “Artisti in Mostra”;
  • la Rassegna musicale “Cori di Maggio”  del “Coro Polifonico Sangavinese”;
  • il Concerto della Banda Musicale “Città di San Gavino Monreale”, che si svolgerà in Piazza Marconi.

Sempre nella Piazza Marconi verrà allestito un Info Point, in cui sarà possibile acquisire materiale informativo sui monumenti adottati, sui punti di ristoro che verranno appositamente allestiti e sui ristoranti che presenteranno un gustoso menù a base di prodotti tipici locali.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Cultura e Politiche del Lavoro del Comune di San Gavino Monreale, sito al secondo piano del Palazzo Comunale in Via Trento, 2 tel. 070/93749205 email: mon.apertisangavino@tiscali.it.

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San Gavino Martire

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012
San Gavino Martire

San Gavino Martire

Come da tantissimi anni, i sangavinesi rinnovano la loro devozione al Santo Martire Gavino festeggiandolo la prima domenica del mese di maggio. Il presidente del Comitato, sig. Giovannino Marongiu, con tutti i suoi collaboratori sta dando vita ad una festa da ricordare. Infatti, domenica 6 maggio, diversi paesi della Sardegna con capofila il comune di Porto Torres renderanno omaggio al Santo Martire con le loro rappresentanze.

Un gemellaggio che impegna il Comitato e l’Amministrazione Comunale Sangavinese in maniera non indifferente, ma che sarà orgoglio del paese e della sua ben nota ospitalità.

Il programma civile è quasi pronto, manca qualche dettaglio da definire nei prossimi giorni. Nel pomeriggio del venerdi 4 maggio, una entusiasmante gara di tiro con l’arco aprirà i festeggiamenti. Il sabato pomeriggio del 5 maggio alle ore 16,00 oltre alla giostra equestre medioevale che si terrà nella pista dietro il convento di Santa Lucia ci sarà la tradizionale sagra della pecora bollita nel piazzale di via Santa Severa a partire dalle ore 19,00. Uno spettacolo musicale chiuderà la serata di sabato e domenica.

Il programma religioso prevede il venerdì alle ore 17,00 la vestizione di San Gavino Martire e una breve processione, accompagnati dalla fisarmonica del sig. Natalino Cinus, che porterà il simulacro alla chiesa di San Gavino. La devozione al santo si manifesterà in tutta la sua pienezza domenica 6 maggio con le messe del mattino e con la processione con inizio alle ore 17,30 per le seguenti vie: San Gavino, Milano, Convento, piazza 4 fontane, Torino, Trieste, Sassari, Leonardo, Monreale, Santa Croce, Diaz e arrivo alla parrocchia di Santa Chiara dove verrà celebrata la Santa Messa. Il comitato ringrazia tutta la popolazione per la fattiva collaborazione e augura a tutti “Atrus Annus”.

Fonte: Carlo Matzeu, Comprendo

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«Tante scelte non condivise»

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012

Dissapori anche in Giunta dopo la proposta dell’assessore Mostallino. Maggioranza in fibrillazione, i consiglieri criticano il sindaco.

Comune di San Gavino Monreale

Comune di San Gavino Monreale

Clima teso all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Gianni Cruccu. Le dichiarazioni dell’assessore Giovanni Mostallino, che chiede alla Giunta una riduzione delle indennità e delle spese del Comune, hanno aperto un dibattito con diverse posizioni. Ma ci sono anche altri esponenti della maggioranza che si sono posti in posizione critica riguardo ad alcune decisioni del sindaco. È il caso del consigliere Chiaro Brau che ha firmato, insieme ai 5 esponenti della minoranza, una segnalazione inviata al prefetto e all’assessorato regionale agli Enti locali sui nuovi orari di ingresso in municipio per gli stessi consiglieri: «Al momento – precisa Brau – rimango nella maggioranza. Ho firmato quel documento da consigliere. Non sappiamo niente sulla convocazione del prossimo Consiglio». E la prossima assemblea consiliare sarà un banco di prova per la tenuta della maggioranza, in passato sempre compatta al voto.

Si pone in una posizione critica Franco Serrenti che ha dato le dimissioni da capogruppo della maggioranza: «Il motivo è stato lo scollamento tra il sindaco, gli assessori e gli altri consiglieri di maggioranza. C’è una scarsa condivisione delle scelte: non ho neppure avuto risposta su una richiesta fatta sul ruolo del personale. Non voglio solo alzare la mano, dopo la vittoria alle elezioni è mancata la condivisione».

Per Franco Serrenti sono tanti in casi in cui i consiglieri di maggioranza sono stati tenuti al di fuori delle scelte della Giunta: «Abbiamo saputo a cose fatte della revoca dell’incarico all’ingegnere che seguiva da anni il piano di assetto idrogeologico e lo stesso discorso vale per l’organizzazione del carnevale o la mostra dello zafferano. Sono in pausa di riflessione e secondo me anche il sindaco dovrebbe fare lo stesso. Sulla proposta dei tagli sono d’accordo con Mostallino: il treno San Gavino è fermo ed è più che giustificato ridurre le indennità di sindaco e assessori e il numero dei responsabili di servizio in Comune».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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Ospedale, espropri nel 2012

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012

L’assessore De Francisci prende l’impegno per i lavori a San Gavino. Pronti 2 milioni per la casa di cura di Guspini.

Simona De Francisci

Simona De Francisci

Il nuovo ospedale di San Gavino si farà. Il Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini sarà salvato. Simona De Francisci, assessore regionale della Sanità, lo ha confermato ieri negli incontri con gli operatori sanitari di alcuni centri del Medio Campidano. Accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problemi della sanità del Medio Campidano, con sopralluoghi alle terme di Sardara, all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini. Breve sopralluogo anche nell’azienda suinicola Mamusa di Villacidro e alla Comunità Betania di Guspini.

RETE OSPEDALIERA Il Medio Campidano è un territorio strategico nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per le strutture sanitarie e la centralità dell’ospedale di San Gavino. «Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini».

IMPEGNO SULL’OSPEDALE L’assessore, incontrando i rappresentanti del “Comitato per il nuovo ospedale”, ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso (178 posti letto) partiranno a breve, il finanziamento di 46 milioni di euro è già a disposizione. «L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito Simona De Francisci - e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano». E ha annunciato che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie. Già a fine anno si dovrebbe procedere agli espropri. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno.

SANTA MARIA ASSUNTA A Guspini ha incontrato gli operatori sanitari e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti della Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, preoccupati per il futuro della struttura sanitaria. «La Regione non può comprarlo perché non è a norma. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, il centro sarà affidato in comodato d’uso gratuito all’Asl 6, che con una spesa di un milione e mezzo o due interverrà per metterlo in sicurezza. Solo allora la Regione valuterà se acquisirlo o farlo acquistare da un privato», ha sottolineato l’assessore. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione Guspini per la vita, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Il Medio Campidano come integrazione modello tra capillari strutture sanitarie del territorio e centralità strategica dell’ospedale, secondo quanto prevedono il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera approvato dalla Giunta Cappellacci l’anno scorso e le disposizioni nazionali. Oggi l’assessore della Sanità Simona De Francisci, durante un’intera giornata dedicata alla provincia, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problematiche della sanità di questo territorio, con sopralluoghi all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini e alle terme di Sardara. Breve sopralluogo anche in un’azienda suinicola di Villacidro. L’assessore era accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio di maggioranza e opposizione. “Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini”.

SAN GAVINO, IMPEGNO SULL’OSPEDALE. A proposito del nosocomio di San Gavino (178 posti letto), l’assessore ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso partiranno a breve. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno. “L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito l’assessore De Francisci – e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano. Nel frattempo, rivolgo un grande plauso a tutto il personale, medici, infermieri e amministrativi, che ogni giorno garantiscono un servizio di qualità pur in una struttura logisticamente carente come altre, purtroppo, in Sardegna”. L’assessore ha poi confermato, incontrando i rappresentanti del Comitato per il nuovo ospedale, che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie.

VILLACIDRO, L’ESEMPIO DELLA CASA DELLA SALUTE. Tappa successiva alla Casa della salute di Villacidro, “esempio di sanità che funziona, a misura d’uomo e che ben si inquadra in quei servizi sanitari che ogni territorio deve esprimere, perché poi si facilita anche il lavoro negli ospedali”, ha detto la De Francisci. A proposito di sanità da potenziare, a breve saranno inaugurati altri due centri, a Lunamatrona e Serramanna.

GUSPINI, S.M. ASSUNTA IN COMODATO ALLA ASL. Nel pomeriggio tappa anche a Guspini, prima alla Comunità Betania e poi al Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, dove l’assessore ha incontrato gli operatori e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, la struttura sarà affidata in comodato alla Asl 6, in attesa di intervenire per la sua messa in sicurezza su vari fronti. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

SARDARA, PUNTARE ANCHE SU TURISMO SANITARIO. In mattinata l’assessore aveva fatto tappa alle terme di Sardara. “Sensibilizzeremo i medici per incoraggiare anche le cure termali, efficaci contro diverse patologie, e dall’altra mi farò promotore di un incontro con l’assessore del Turismo Crisponi per valutare insieme la valorizzazione del turismo sanitario anche in manifestazioni di punta come la Bit di Milano”.

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