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Treni: in viaggio tra ritardi e disservizi

Cresce la protesta tra i pendolari che devono raggiungere Oristano o Cagliari

Prendere il treno a San Gavino per arrivare a Cagliari o ad Oristano è ormai diventata un’impresa. La cancellazione di convogli avviene in maniera selvaggia e i passeggeri vengono avvisati anche solo pochi minuti prima con tutti i disagi che questo comporta. I pendolari sono esasperati di fronte a una situazione che peggiora di giorno in giorno. Da diverse settimane, i dipendenti della ditta che si occupa delle pulizie dei treni sono in sciopero e i disagi ricadono sui pendolari. Il viaggio diventa un incubo anche perché, spesso, i treni restano fermi in una delle stazioni del percorso anche per più di trenta minuti.

«Ormai è da una settimana – racconta Federica Colucci, insegnante in una scuola dell’infanzia nel capoluogo – che il treno delle 6.07 non parte. Sui tabelloni compare la scritta con l’annuncio della soppressione. È una situazione che si ripete ogni mattina: io e gli altri viaggiatori siamo costretti ad utilizzare la macchina e a spendere altri soldi oltre al costo dell’abbonamento del treno (58 euro) che non utilizziamo». Il tutto con i rischi che ne conseguono per il posto di lavoro perché per Federica e per gli altri 1400 passeggeri che ogni giorno prendono il treno ogni ritardo significa una trattenuta dalla busta paga quando va bene o addirittura il rischio di licenziamento soprattutto quando si tratta di datori di lavoro privati e non pubblici. «Giovedì, per un guasto alla macchina – continua Federica Colussi – ho dovuto prendere il treno successivo delle 6.33 che sarebbe dovuto arrivare a Cagliari alle 7.30. In realtà il treno si è fermato a Decimomannu dalle 7.15 alle 7.45: siamo arrivati a Cagliari solo alle 7.53. Arrivare a lavoro in orario è un’impresa: con altri viaggiatori stiamo pensando di non pagare l’abbonamento di dicembre visti i disagi di questo ultimo mese che nessuno ci risarcisce».
Problemi anche per gli studenti: «Negli ultimi giorni – spiega Elena, iscritta al Siotto a Cagliari – sono dovuta rientrare a casa perché il ritardo non è ammesso. Perdo giorni importanti di lezione e devo pure recuperare». Il rientro a casa per studenti e lavoratori è ancora una volta un incubo perché spesso viene cancellato il treno delle 14 e quello delle 14.45 arriva a San Gavino quasi un’ora dopo con un ritardo di 15-20 minuti rispetto alla tabella di marcia.

Alla biglietteria di San Gavino, come se non bastasse, diventa un’impresa comprare l’abbonamento mensile: «Per evitare le file del primo del mese, mi sono recato in biglietteria sabato – dice un altro pendolare, Renato Sechi – alle 13.20 scattava l’orario di riapertura pomeridiana ma è stato messo il solito cartello di scuse per i disagi per l’improvvisa chiusura; ieri mattina è successa la stessa cosa. La macchinetta è guasta o non dà resto. Adesso la mattina si rischia di perdere il treno per le file del primo del mese. Mi chiedo perché non interviene nessuno».

Fonte: Gigi Pittau su Unione Sarda del 2 Dicembre 2008

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