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Giallo sul rimborso delle bollette del depuratore

In poco tempo si è sparsa la voce in paese che il Comune avrebbe rimborsato la tassa sullo smaltimento versata negli anni malgrado non sia mai entrato in funzione l’impianto. L’assessore: decide la Regione

Tutti in fila per i rimborsi del canone dello smaltimento. Oltre duemila cittadini hanno presentato agli sportelli del Comune la domanda per ottenere i soldi versati negli ultimi dieci anni per la depurazione che a San Gavino è entrata in funzione solo alcuni mesi fa dopo un’attesa di quasi 30 anni. La notizia che ha fatto subito il giro del paese con un efficace porta a porta e fotocopiatura del modulo da presentare. Ma ciò che è certo è che il rimborso viene stabilito in base ad una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 335 del 2008).

PASSAPAROLA Tanti siti internet di interesse locale, di associazioni dei consumatori, ma anche partiti politici hanno messo il modulo da scaricare invitando i cittadini a presentarlo nei rispettivi Comuni. Così anche i sangavinesi hanno fatto la fila pur di consegnare questa domanda per un rimborso del canone pagato negli ultimi dieci anni. Impossibile dare a tutti un numero di protocollo ed ecco che una copia della richiesta è stata timbrata al Comune come segno di ricevimento dell’istanza. In alcuni momenti si è quasi sfiorata la rissa per il caos di persone presenti anche perché si è diffusa la voce di un presunto termine di scadenza (il 30 novembre prorogato poi al primo dicembre in quanto il giorno precedente era festivo). E adesso ci si chiede che cosa succederà.

INTERROGAZIONE Intanto Bruno Deidda e Rosalba Tola, due consiglieri comunali dell’opposizione del Pd area Cabras, hanno rivolto al sindaco un’interrogazione. «Vogliamo sapere – rimarcano – se i rimborsi sono vincolati alla richiesta scritta di ogni singolo utente o se, così come noi chiediamo, si debba procedere ai rimborsi dovuti in maniera d’ufficio in quanto gli utenti di San Gavino Monreale secondo quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale hanno pagato corrispettivi non dovuti».

L’ASSESSORE A fare chiarezza ci pensa al’assessore ai lavori pubblici Nicola Garau: «È vero che la Corte Costituzionale ha annullato questo provvedimento, ma il rimborso non è automatico, perché questo succeda ci vede essere una disposizione del Parlamento ed delle Regioni. Ci dispiace che chi ha suggerito di presentare queste richieste abbia creato un’illusione. Se il legislatore deciderà per i rimborsi, andranno prima verificati i pagamenti dei cittadini. I soldi saranno restituiti a tutti coro che ne hanno diritto. Non sappiamo da chi è partita questa iniziativa di presentare le domande».

Fonte: Gigi Pittau su Unione Sarda del 3 Dicembre 2008

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