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Si dimettono 9 consiglieri su 17: sciolto il Consiglio Comunale di San Gavino

La lettera di dimissioni protocollata ieri mattina all’apertura degli uffici. Ultimo atto di una crisi strisciante che aveva più volte portato il sindaco sull’orlo del baratro. Il Comune sarà commissariato in attesa delle elezioni. Musanti sceglie il silenzio.
Vedi le fotoTutti a casa. Adesso si andrà a nuove elezioni comunali. Il motivo? Ieri alle 8 del mattino la maggioranza dei consiglieri comunali (9 su 17) ha presentato le proprie dimissioni dal consiglio comunale. In questo modo decade il massimo organo di governo comunale e torna a casa la coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Stefano Musanti che già da tempo aveva perso alcuni dei suoi pezzi come i consiglieri della ex Margherita passati da tempo all’opposizione. 

PROTOCOLLO Le dimissioni sono state presentate al protocollo e sono state firmate dai consiglieri Francesco Orrù, Giovanni Tinti, Bruno Deidda, Paolo Terzo Sanna, Rossana Vacca, Nicola Ennas, Rosalba Tola, Giorgio Casula e Giancarlo Corda. «L’amministrazione comunale – evidenziano – si trova in uno stato di precarietà e instabilità per la evidente incapacità del sindaco di garantirsi una maggioranza politicamente comunale e per la quasi totale assenza degli amministratori dalla scena amministrativa». 
Di qui la decisione di dare le dimissioni e rispedire a casa sindaco e assessori e ridare la parola ai cittadini sangavinesi. «Il sindaco e la giunta – denunciano i consiglieri dimissionari – si sono dimostrati sempre più inadeguati nell’affrontare i problemi del paese. Pertanto abbiamo rassegnato le dimissioni dalla carica di consiglieri comunali di San Gavino». 

FINALE Si conclude così l’esperienza amministrativa del sindaco Stefano Musanti che aveva vinto le elezioni nel 2005, ma subito aveva perso tre consiglieri della allora Margherita Rossana Vacca, Bruno Deidda e Rosalba Tola (gli ultimi due sono del PD) con una situazione di pareggio in consiglio: 8 amministratori da una parte ed 8 dall’altra con il sindaco che aveva fatto da ago della bilancia. 
Ciò che ha fatto traboccare il vaso sono stati i malumori del consigliere Giancarlo Corda che da mesi dava solo un appoggio esterno alla minoranza: «Il paese – evidenzia – è in uno stato di degrado totale. C’è un malessere generalizzato tra la popolazione. Ecco perché non era più possibile andare avanti in questo modo».

BOCCA CUCITA Intanto da parte sua il sindaco Stefano Musanti preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione sulla situazione che ha portato alla fine del suo mandato. Ora sarà subito sospesa qualsiasi tipo di attività amministrativa. Il segretario comunale ha già trasmesso il tutto all’assessorato regionale agli enti locali che nominerà un commissario straordinario che proseguirà nell’ordinaria amministrazione portando il paese alle elezioni che potrebbero coincidere con le Europee a giugno.

APPALTI C’è amarezza nelle parole del vicesindaco Nicola Garau: «Questi consiglieri interrompono un grosso lavoro di questa amministrazione. Dispiace proprio ora che erano state aperte le gare d’appalto per gli incarichi come il teatro comunale. In più sono sorpreso che sia avvenuto sotto elezioni. I consiglieri della sinistra della minoranza sono stati incoscienti». 
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 06 febbraio 2009

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