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La denuncia del Comune: «Strade distrutte, ora Rfi paghi»

La Giunta si scaglia contro la società che ha gestito lo spostamento della stazione.
La società non avrebbe realizzato una delle circonvallazioni promesse, lasciando inoltre le altre strade in condizioni pietose: «È a rischio anche la sicurezza degli automobilisti». Secondo stime ufficiose i danni ammonterebbero a due milioni.

Linea dura del Comune contro Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), colpevole di aver lasciato le strade del paese in uno stato di degrado e di abbandono, dopo i lavori per lo spostamento della stazione. Ecco perché la giunta comunale guidata dal nuovo sindaco Gianni Cruccu si è rivolta ad un avvocato che è stato incaricato di portare avanti una denuncia per tutti i danni causati dal passaggio di tanti mezzi pesanti nelle strade del centro urbano, delle campagne e delle circonvallazioni.
«Abbiamo deciso – spiega il primo cittadino – di intraprendere un’azione legale nei confronti di Rfi per i tanti danni causati alle strade. Il passaggio dei camion ha danneggiato il fondo stradale e vogliamo che le strade rovinate siano riparate. Il nostro legale sta raccogliendo tutta la documentazione intercorsa tra il Comune e le Ferrovie e le relative ordinanze. In passato sembrava che si fosse trovato un accordo, invece non c’è niente di scritto».
Insomma una situazione insostenibile cui la nuova amministrazione vuole mettere la parola fine soprattutto perché nelle strade danneggiate viene messa a rischio la sicurezza degli stessi automobilisti con la formazione di continue voragini sull’asfalto come evidenzia il vice sindaco Bruno Deidda che non fa sconti a nessuno: «Le Ferrovie hanno rovinato le strade e se ne sono andate – denuncia con forza – senza chiudere i lavori. Le promesse fatte si sono rivelate una scatola vuota perché non abbiamo trovato traccia di un qualsiasi accordo scritto. Ecco perché ci vediamo costretti ad andare per le vie legali: vogliamo i risarcimenti per tutti i danni subiti».

Non si parla di cifre, ma secondo indiscrezioni, pare che i danni ammontino a circa due milioni di euro: «Rfi – prosegue Deidda – ha lasciato il lavoro a metà non realizzando una delle circonvallazioni promesse. Via Dante, via Goldoni e via Porrino, solo per citare alcune strade, sono in condizioni pietose». Il tutto senza contare i danni causati alla viabilità rurale con tantissimi proprietari che non possono accedere ai propri terreni a causa dei lavori dello spostamento della ferrovia: «Per non parlare – aggiunge Bruno Deidda – degli allagamenti dovuti alla creazione delle quote sbagliate o di cunette non completate. Alcune strade risultano ancora chiuse con gravi danni per i proprietari dei terreni e per le famiglie che abitano in campagna».

E sono tanti i cittadini che si sono lamentati per i danni causati dal maxi-cantiere delle ferrovie. Anche l’amministrazione comunale precedente guidata dall’ex sindaco Stefano Musanti nel mese d febbraio si era rivolta al prefetto, chiedendo la chiusura delle strade di accesso al paese poste sulla statale 197, ribadendo la pericolosità del transito dei veicoli per l’assenza delle condizioni minime di sicurezza. Una situazione cui si arrivò, secondo l’amministrazione uscente, per il disinteresse pressoché totale della Rfi e della Saffer, la ditta che ha preso in appalto i lavori del cantiere ferroviario.
Non mancano ancora oggi le insidie stradali più volte segnalate anche dal comandante dei vigili urbani Massimiliano Orrù come gli interventi all’altezza della rotonda di via Pascoli, le voragini nella strada del cantiere ferroviario che porta alla provinciale per Sardara ed ancora l’incompiuta del cavalcaferrovia sulla statale 197 che forse, con l’arrivo del guard-rail circolare sulla rotonda, diverrà operativo.
Tanti i disagi cui sono sottoposti i viaggiatori pendolari che prendono ogni giorno il treno i direzione Cagliari e Oristano. Non è stato ancora aperto il bar della stazione con il risultato che non si può acquistare neanche un caffè. I parcheggi risultano insufficienti con le macchine costrette a parcheggiare a ridosso della strada.

Fonte: Unione Sarda di Sabato 11 luglio 2009

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