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Nei campi i liquami dei maiali

Sopralluogo del Nas nell’azienda “Mamusa”.Nel rapporto inviato alla Procura si parla anche di carcasse di animali in decomposizione.
Il disastro ambientale era stato scoperto alcuni mesi fa dagli uomini della polizia municipale allarmati per la presunta contaminazione delle falde d’acqua presenti nella zona attorno all’allevamento di suini Mamusa.

Carcasse di animali in stato di decomposizione, rifiuti speciali ed ancora scarichi non autorizzati di liquami di origine zootecnica. È questo quanto è stato rinvenuto nell’azienda agricola Mamusa, specializzata nell’allevamento di maiali, che si trova nel territorio di San Gavino in località “Cannamenda” non lontano dal confine con Villacidro. Una situazione che sarebbe stata accertata dal nucleo operativo ambientale (Noa) dei carabinieri durante un sopralluogo sull’azienda, anche se il condizionale è d’obbligo dal momento che è in corso un’indagine con un procedimento coperto da segreto istruttorio e devono quindi essere svolti ulteriori accertamenti.

L’AMBIENTE I rischi di inquinamento sono fortissimi anche perché le falde acquifere, che provengono dalla catena montuosa del Linas e si dirigono verso la pianura del Campidano, si trovano ad una profondità di pochissimi metri.
Gli scarichi dei reflui si sono verificati di sicuro nell’arco di alcuni mesi, come hanno potuto accertare con precisione i vigili urbani di San Gavino: «Il 18 marzo con alcuni agenti di polizia municipale – spiega il comandante Massimiliano Orrù – ho accertato su una gora, il cui sostanziale inizio trovasi nei pressi della azienda agricola Mamusa, un consistente scarico di liquami di sicura origine zootecnica, che si sono riversati nei terreni più a valle formando una palude maleodorante e che scorrevano ancora più a valle per circa due chilometri».

LE INDAGINI In seguito a quanto accertato, la polizia municipale ha avviato le indagini di rito per l’identificazione degli autori del fatto. «Gli accertamenti sono durati un mese e mezzo, – spiega il comandante dei vigili urbani – e hanno consentito di raccogliere elementi consegnati alla Procura di Cagliari».
Un’indagine dettagliata e scrupolosa che ha visto come protagonista la polizia municipale di San Gavino. Ma non è finito qui. Due mesi fa l’episodio si è ripetuto: «Il 25 maggio – aggiunge Orrù – abbiamo riscontrato nella medesima località e nelle stesse circostanze un ulteriore riversamento di liquami ancora superiore. Anche in questo caso tutto è stato trasmesso alla Procura della Repubblica».

IL COMUNE Del caso è stata investita l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Cruccu ed in particolare l’assessore all’Ambiente Paolo Onnis ha promosso di recente diversi incontri tra soggetti preposti al controllo e operatori del settore per prevenire ulteriori episodi illeciti e promuovere una cultura del rispetto dell’ambiente.
E sempre di recente c’è stato l’intervento dei carabinieri del nucleo operativo ambientale (Noa) che hanno svolto ulteriori accertamenti nella zona ed in particolare nell’azienda Mamusa scoprendo la presenza di alcune carcasse di animali.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 25 luglio 2009

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