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Intervista al vicesindaco Bruno Deidda

Bruno Deidda

Bruno Deidda

Nel 1984 viene eletto nell’amministrazione comunale di San Gavino nella lista del prof. Silvio Boi. Nei primi anni novanta si iscrive ai Democratici di Parisi, dall’unione dei Democratici col partito popolare nasce La Margherita e a San Gavino si forma un circolo che durerà sino alla nascita del Partito Democratico. Nel 2005 viene eletto con la lista Musanti: gli viene consegnata la delega di assessore all’agricoltura che mantiene per 10 minuti dopodiché la rifiuta e passa, insieme al gruppo della Margherita, all’opposizione.

Con 133 preferenze è stato il più votato in assoluto: è motivo d’orgoglio?
Sono soddisfatto per il risultato elettorale: San Gavino ha dimostrato di voler cambiare. La nostra è una lista che è andata al di là del superamento delle ideologie. Alcuni di noi appartengono ai partiti, ma non c’è un’impronta né di destra che di sinistra. Qualcuno appartiene all’Udc, poi ci sono i moderati del centrosinistra. I nostri voti provengono da cittadini della società civile che hanno scelto le persone e non i partiti.

Come riportare San Gavino Monreale in primo piano nel territorio?
Vogliamo uscire dalla marginalità dando maggiore attenzione all’abbellimento, al riordino interno ed esterno. Vogliamo dare a San Gavino il ruolo che merita nel territorio e che è stato perso in primo luogo per la perdita di tanti posti di lavoro a causa del processo di deindustrializzazione. Vogliamo rivitalizzare il territorio partendo dall’agricoltura.

Quali saranno i suoi primi passi da assessore all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’arredo urbano?
Per quanto riguarda l’urbanistica vogliamo ridare al paese un aspetto decente: il centro storico è in uno stato di completo abbandono e le strade sono fatiscenti.

Ci saranno cambiamenti nelle strade principali?
In viale Rinascita e in via Roma saranno eliminate le piste ciclabili in quanto sono poco funzionali e pericolose. Non è garantita la sicurezza delle persone che vi transitano in bici mentre faremo le piste ciclabili da qualche altra parte laddove sarà consentito dagli spazi. In via Roma con l’eliminazione della pista ciclabile ci sarà maggior spazio per il transito delle vetture.

L’edilizia è bloccata per i vincoli del Piano di assetto idrogeologico (Pai) e della fonderia. Che fare in concreto?
Stiamo lavorando per superare il rischio idrogeologico che sarà notevolmente diminuito con lo spostamento del Rio Pardu. Per il vincolo della fonderia che impedisce la costruzione o la ristrutturazione di abitazioni nel raggio di un chilometro, chiederemo la convocazione di una conferenza di servizi.

Quali eredità vi ha lasciato la precedente amministrazione?
Il fatto negativo è stato la mancanza di rapporto con i cittadini. Inoltre vogliamo tagliare le consulenze esterne e valorizzare le professionalità locali: a San Gavino sono presenti tanti giovani laureati competenti.

Fonte: Gigi Pittau, La Gazzetta del Medio Campidano

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