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I sindaci del Medio Campidano schierati con contadini e allevatori

Il comitato di lotta sorto spontaneamente, con il sostegno del movimento contadino Altragricoltura, si batte per impedire che diverse aziende vengano messe all’asta dai tribunali per colpa degli effetti nefasti di una legge del 1988.

Il municipio occupato con l'appoggio dei primi cittadini dell'Unione dei Comuni

Il municipio occupato con l'appoggio dei primi cittadini dell'Unione dei Comuni

I sindaci dell’Unione dei Comuni Terre del Campidano -Serrenti, Serramanna, Samassi, Sardara, Pabillonis e San Gavino – si schierano in favore degli allevatori e degli agricoltori che proseguono l’occupazione del municipio di San Gavino. Insieme a loro lanciano un forte grido d’allarme per la crisi del settore che mette a rischio chiusura tantissime aziende del Medio Campidano.
Ad occupare in modo pacifico il Comune si alternano allevatori e agricoltori del territorio, come ricorda Pier Giorgio Silanus, portavoce di questo comitato spontaneo: «Presidieremo il municipio finché il Governo non darà risposte alle nostre vertenze. Il comitato di lotta sorto spontaneamente, con il sostegno del movimento contadino Altragricoltura, ha dato vita a questo movimento, dove traspare la propria capacità propositiva, la presa di coscienza della drammaticità in cui versa l’intero comparto agricolo sardo e del Medio Campidano in particolare». Da qui è iniziata la lotta contro il tempo per evitare che diverse aziende vengano messe all’asta dai tribunali per colpa della legge 44/88, un provvedimento emanato dalla Regione e poi bocciato dall’Unione Europea con cui le stesse aziende hanno contratto il mutuo.
I sindaci appoggiano in pieno le istanze di allevatori e agricoltori e chiedono l’impegno del presidente del Consiglio Berlusconi, del presidente della Regione Cappellacci ma non solo: «Abbiamo inviato – rimarca Gianni Cruccu, primo cittadino di San Gavino – l’ordine del giorno approvato sulla situazione di crisi del comparto agrozootecnico anche al ministro dell’agricoltura Zaia, all’assessore regionale all’agricoltura Andrea Prato, all’Anci e al presidente della provincia Fulvio Tocco». Una situazione insostenibile anche per il sindaco di Samassi Ennio Cabiddu: «Chiediamo una moratoria per l’indebitamento delle aziende agricole e anche una proroga per le contribuzioni che devono essere versate all’Inps. Ma non solo: c’è anche il problema del costo dell’acqua che deve essere sostenibile per gli agricoltori che devono essere liberati da due tributi: la bonifica e il miglioramento fondiario. Questi interventi devono essere pagati dal territorio».
La rivolta dei sindaci del Medio Campidano è condivisa da tantissimi altri Comuni del Sud Italia che hanno preparato una protesta nazionale: «Come rete di municipi contadini ci ritroveremo il 16 settembre a Roma in Campidoglio dove porteremo questo documento. Come sindaci siamo a disposizione delle organizzazioni professionali del settore». Una protesta condivisa anche da altri Comuni sardi primi fra tutti Decimoputzu e Capoterra.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 11 settembre 2009

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