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Sindacati in campo: «Il nostro ospedale non si tocca»

Medici in corsia

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Una forte preoccupazione, vivo sconcerto e un invito alla mobilitazione. È questo quanto esprimono Cgil, Cisl e Uil del Medio Campidano di fronte alla ipotesi della Regione, di rivedere la decisione, che si riteneva ormai definitiva, della costruzione del nuovo ospedale di San Gavino. «Le espressioni contenute nella bozza del piano di sviluppo regionale dove si dice che «occorre bandire iniziative clientelari o a bassa priorità quale quella dell’inutile ospedale di San Gavino» – denunciano i sindacati – «hanno provocato un forte senso di indignazione e di offesa non solo da parte nostra ma anche in tutte le forze politiche e istituzionali del territorio».

Di qui la richiesta di un immediato chiarimento all’assessore regionale alla sanità, Antonello Lirori, e l’invito a visitare l’ospedale affinché si renda conto della gravità della situazione denunciata dai sindacati. «Il progetto per la costruzione del nuovo ospedale – rimarcano con forza i sindacati – è frutto di una grande e convinta mobilitazione dell’intera provincia che con forza chiese alla precedente amministrazione regionale, una particolare attenzione per il territorio che aveva ed ha, un unico presidio ospedaliero, vecchio e non più rispondente alle esigenze e ai bisogni di salute della popolazione residente e non, e che ancora oggi, garantisce i servizi essenziali ai cittadini, ai limiti della decenza e del rispetto per la dignità degli assistiti e degli stessi operatori sanitari».

I sindacati sollecitano tutte le forze politiche e istituzionali della provincia, a voler assumere unitariamente, iniziative utili ad informare la popolazione ed a promuovere la mobilitazione generale del territorio per contrastare ogni azione tesa a mettere in discussione la costruzione del nuovo ospedale.
Un invito alla mobilitazione che è stato lanciato anche in occasione di un convegno sulla sanità organizzato dal nuovo circolo sangavinese di Sardegna Democratica con oltre 500 partecipanti: «L’opera, del costo di circa 93 milioni di euro, – rimarca l’ex consigliere regionale Sandro Frau – è stata interamente finanziata grazie all’Accordo di programma sottoscritto fra la Regione Sardegna e il Ministero della Salute il 15 maggio 2008 e recepito con Deliberazione della Giunta regionale 15/37 del 15 luglio 2008. Per tali risorse l’attuale assessorato della sanità non ha ancora richiesto l’ammissione ai finanziamenti e i termini di 18 mesi stanno per scadere».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 16 settembre 2009

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