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Vecchi canali, addio bonifica

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Trecento chilometri di tubazioni in cemento e asfalto che inquinano e deturpano i campi: la Regione non li vuole, la Provincia non ha soldi

Le tubazioni per l’irrigazione nel Campidano sono ormai inutilizzate da decenni: sono pericolose per l’ambiente e ingombranti per i contadini. La Regione non vuole prenderle in consegna. Per smantellarle i costi sono molto alti. Dibattito in Provincia.

Un vecchio canale
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È una certezza: quei 300 chilometri di canalette che inquinano, deturpano, creano pericoli ed ostacolo i lavoratori dei campi, sono destinati a rimanere disseminati su tutto il Campidano. Nessuno li vuole. Non li vuole il Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale. Non li vuole la Regione e ancora meno li vuole la Provincia.
Perchè, trattandosi di rifiuti speciali, per lo più cemento e catrame, la rimozione e lo smaltimento costano parecchio: 23 mila euro a chilometro. E gli interessati non hanno i soldi per dire addio a quella che dopo 20 anni di abbandono è per tutti un sorta di archeologia agricola che abbrutisce e macchia la verde pianura dell’isola. «Nella speranza di ripulire il territorio da questo dedalo di tubi a cielo aperto – spiega l’assessore all’ambiente della Provincia Giuseppe de Fanti- abbiamo più volte sollecitato sia la Regione sia il Consorzio. Lettere scritte, incontri, relazioni tecniche, sopralluoghi e quant’altro potesse essere d’aiuto a risolvere il problema. In questi 4 anni di primo governo provinciale non ci siamo mai tirati indietro, anche se la questione non rientra nei nostri compiti. Purtroppo il mezzo più pesante riesce appena a trasportare solamente 5 canalette. Impossibile sopportare costi così tanto esagerati, anche se siamo consapevoli che il bisogno è forte».

Delusione e preoccupazione esprime il presidente Fulvio Tocco. Dice: «Non ci arrendiamo. Faremo sentire le nostre ragioni in tutte le sedi opportune. Non possiamo permettere che questi tubi si continuino a sbriciolare e arrecare danni al suolo. La terra deve vivere in un ambiente sano e pulito. Ne vale la sua ricchezza».
E ne vale anche la serenità dei contadini. «C’è un progetto», ricorda il commissario del Consorzio, Dino Dessì, «di 2 milioni e mezzo. Se i fondi arrivano, interverremo. La Regione li ha piazzati, la Regione li tolga».
Dunque sono in tanti a rimpallarsi competenze e negligenze. In mezzo c’è il grido di aiuto di agricoltori e pastori. Un grido che riecheggia ancora una volta fra i banchi del Consiglio provinciale di Villacidro. All’ordine del giorno un’interpellanza a firma del gruppo di maggioranza. «Considerato che la Provincia – dice Antonio Mura- ha acquisito competenze in materia ambientale, vorremmo conoscere quale iniziative sono state intraprese per la bonifica del suolo agricolo.». E sulla necessità di pulire la terra di tanti reperti obsoleti fa sentire la voce il presidente della commissione agricoltura, Luigi Deias. «E’ bene che ciascuno – osserva – si assuma le sue responsabilità. Questo scaricabarile non giova. I soldi quando si vuole, si trovano. La Provincia li ha trovati con una variazione di bilancio divisa in 118 voci: mille euro di miseria per le canalette».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Giovedì 17 settembre 2009

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