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Dimentichiamoci l’idea del grande ospedale

L’intervento dell’assessore regionale alla Sanità alla riunione del comitato per la difesa del vecchio progetto: non ci sono più i finanziamenti, le scuse formali per il sospetto di clientelismo.

Nuovo grande ospedale addio, almeno come lo aveva progettato e lasciato in eredità (da costruire), con relativi finanziamenti, la giunta Soru. Se ne farà uno più piccolo, comunque adeguato alle esigenze più strette del territorio. Lo ha detto ieri l’assessore regionale alla Sanità Antonello Liori intervendo, con apprezzato senso di responsabilità e di rispetto verso le istituzioni e le popolazioni locali, alla seduta aperta del consiglio provinciale convocata a San Gavino. L’assessore è stato molto franco: «Non ci sono più le risorse, il governo nazionale ha apportato drastici tagli anche per la Sanità, servivano soldi per interventi prioritari, come quello in Abruzzo per il dopo terremoto».

Addio grande ospedale

Addio grande ospedale

Dei cento milioni previsti e in parte (quarantesette) già stanziati dalla precedente giunta regionale, con la parte restante finanziabili con l’accordo di programma fra Governo e Regione, ne sono rimasti trentasette. «Che saranno sufficienti a dare comunque un’assistenza ospedaliera dignitosa alle popolazioni del Medio Campidano», ha detto l’assessore parlando in quella che poteva essere “la tana del lupo” e che invece si è rivelata, come lo stesso assessore ha riconosciuto, «una discussione civile, in un clima serio, colloquiale e costruttivo». Ma in precedenza, rispondendo agli interventi che hanno giudicato «offensive, rozze e cialtronesche» le frasi scritte nella bozza del Piano di sviluppo regionale («Il nuovo ospedale a San Gavino non serve, è solo clientelare»), l’assessore Liori si è giustificato ammettendo che quella bozza non aveva alcuna ufficialità e che comunque lui non ne sapeva niente. «Tant’è che la parte relativa al vostro ospedale è stata cancellata». Alla seduta consiliare, nel teatro comunale, hanno partecipato sindaci e politici del territorio, rappresentanti sindacali, operatori della sanità, associazioni di volontariato e dei malati.

Dopo il sindaco di San Gavino Gianni Cruccu, hanno parlato il primo firmatario della mozione consiliare Carlo Tomasi, l’ex consigliere regionale Alessandro Frau (entrambi medici dell’ospedale), l’assessore alla Sanità di San Gavino Giancarlo Corda, la segretaria provinciale della Cgil Loredana Zuddas, il deputato Siro Marrocu e l’assessore provinciale alle Politiche sanitarie Rossella Pinna.

Fonte: Luciano Onnis, La Nuova Sardegna di Martedì 6 Ottobre 2009

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