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L’ospedale delle liste d’attesa

Code per il ticket, 3 mesi per una visita al cuore. Impossibile anche l’esame mammografico: manca l’addetto all’apparecchiatura.
Disagi e proteste tra i pazienti costretti a lunghe file davanti all’ufficio ticket. La campagna di prenvenzione contro il tumore alla mammella al palo: manca il tecnico per azionare i macchinari. Mesi d’attesa anche per le visite specialistiche.

Ingresso dell'ospedale di San Gavino Monreale

Ingresso dell'ospedale di San Gavino Monreale

Anche tre mesi di attesa per una visita specialistica urgente oppure un macchinario funzionante fermo per mancanza di personale succede all’ospedale «Nostra Signora di Bonaria» di San Gavino Monreale. Insomma contraddizioni di una sanità che di sicuro potrebbe funzionare molto meglio con le proteste dei pazienti che si fanno sentire.
Così la Asl ha avviato da tempo lo screening di prevenzione per il tumore alla mammella, ma da mesi c’è qualcosa che non va: «In ospedale – denuncia una paziente – non fanno più le visite per la prevenzione del tumore al seno perché non c’è più il tecnico che è stato trasferito, ma non ancora sostituito. Ho telefonato al centro regionale di prenotazioni della Asl 1533, ma la risposta è stata che a San Gavino non si può fare la prenotazione. Il motivo? C’è il macchinario funzionante, ma non il tecnico con il risultato che non si fanno le mammografie da almeno tre mesi. Questa spiegazione è stata data a chi ha chiesto informazioni all’ospedale».

Ma non è questo l’unico caso perché deve penare anche chi ha bisogno urgente di una visita cardiologica e non sono pochi i casi dal momento che il Medio Campidano ha una delle più alte percentuali di infarti in rapporto al numero degli abitanti. «Ho avuto tempo fa un infarto – racconta un paziente – e periodicamente devo sottopormi a delle visite di controllo. Non ho mai dovuto aspettare più di qualche settimana mentre adesso ho prenotato una visita a settembre e la potrò fare solo tre mesi dopo a dicembre».

Non mancano le lamentele per le liste d’attesa per le visite specialistiche, ma anche per le lunghe code a cui sono sottoposti i pazienti, soprattutto gli anziani che devono pagare o sono esenti dal ticket. «La gente deve aspettare all’ingresso dell’ospedale– rimarca Gigi Matta, pensionato – senza sedie. Come anziani siamo esposti a correnti di ogni tipo e d’inverno diventa più facile ammalarsi. Questa attesa si trasforma in un calvario per chi ha superato i 65 anni di età e per chi ha seri problemi di salute. Inoltre non capisco perché debbano aspettare in fila anche gli anziani che sono esenti dal ticket. Basterebbe verificare chi ha un reddito inferiore ai 20mila euro e procurare una tessera che lo certifichi. È una richiesta che presenterò al nuovo direttore generale della Asl al quale ho già chiesto un incontro, spero che qualcosa cambi».
Sono costretti a file lunghissime anche i pazienti che aspettano in pronto soccorso: «Ogni anno – denuncia l’assessore provinciale ai servizi sociali Rosella Pinna – vi transitano 17mila persone. È uno spazio fisico dove la dignità umana è vuota di senso: gli operatori non sono sufficienti per affrontare la voglia di salute questo territorio».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 10 ottobre 2009

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