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Un’altra morte nella strada maledetta

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Incidente ieri mattina, scontro tra un’auto e una moto, giovane perde la vita: i medici non sono riusciti a salvare Andrea Sitzia, impresario edile di Gonnostramatza.

Ancora una vittima nell’incrocio tra la strada statale 197 Sanluri-Guspini e la provinciale San Gavino-Villacidro. Ieri mattina, poco dopo le 10, un tragico incidente è costato la vita ad Andrea Sitzia, 36 anni di Gonnosfanadiga.
Il giovane, che percorreva la statale a bordo della sua moto, una Honda 600 di colore rosso, si è scontrato con la Opel Corsa gialla condotta da O.O., un settantenne sangavinese che stava attraversando l’incrocio dirigendosi verso Villacidro.

Immagini del luogo dello scontro
Immagini del luogo dello scontro
LO SCONTRO Non è chiara la dinamica dell’incidente, ma l’impatto è stato violentissimo e mentre il settantenne sangavinese non ha riportato traumi e ferite, subito sono apparse gravi le condizioni di Andrea Sitzia, la cui moto è andata ad urtare lo sportello anteriore sinistro dell’Opel Corsa.
Il giovane è stato sbalzato sul parabrezza dell’auto. A quel punto sono subito arrivati i carabinieri della stazione di San Gavino coordinati dal maresciallo Sergio Passalacqua e i soccorsi dei medici del 118 che, senza perdere un attimo di tempo, hanno portato il giovane all’ospedale di San Gavino.

I SOCCORSI Andrea Sitzia, che nello scontro aveva riportato diverse lesioni e fratture, è stato sottoposto anche ad un lungo intervento chirurgico. I medici hanno tentato in tutti i modi di salvarlo, ma purtroppo non c’è stato niente da fare e il suo cuore ha cessato di battere nel pomeriggio alle 14.45 circa.

LA MORTE La notizia della morte del giovane si è subito diffusa a Gonnosfanadiga ed ha destato profondo cordoglio: Andrea era conosciuto da tutti per la sua voglia di lavorare ed era titolare di un’impresa edile e di noleggio di escavatori specializzata nel movimento terra. Un’attività che il giovane trentaseienne aveva intrapreso seguendo le orme del padre Mariano. Andrea aveva molti amici e tutti lo ricordano per la sua voglia di fare, per il suo carattere socievole e per la sua passione per le moto.

LA SICUREZZA Quest’ennesima tragedia ripropone ancora una volta il problema della sicurezza su una statale come quella 197 disseminata di croci in tutto il suo percorso. Uno dei punti più critici rimane proprio questo che è stato tristemente definito «l’incrocio della morte» e che è sistemato in curva con una visibilità scarsa.
Eppure basterebbe creare una rotonda illuminata per costringere i veicoli a rallentare o ancora l’installazione di un autovelox che potrebbe essere un deterrente contro l’alta velocità.
La Provincia del Medio Campidano ha previsto la costruzione di una rotatoria già due anni, ma per adesso l’intervento non si è ancora concretizzato.

L'auto e la moto coinvolte nell'incidente
L'auto e la moto coinvolte nell'incidente
LA PROTESTA Nel 2002, dopo l’ennesima tragedia sulla strada, i consigli comunali dei paesi attraversati dalla statale 197 e dalla 196 di ritrovarono proprio nell’incrocio della morte percorrendo tutta la circonvallazione per chiedere maggiore sicurezza nelle strade.
Da allora sono passati sette anni, tante parole sono state spese ma nel frattempo nella statale 197 si sono verificati tantissimi altri incidenti alcuni con conseguenze mortali.
Difficile capire quando questo incrocio pericolo verrà eliminato. Forse i lavori sono difficili per la burocrazia perché il punto interseca strade di competenza diversa (Anas, Provincia e Comune), ma una cosa è certa: ogni vita umana non ha prezzo.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 22 ottobre 2009

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