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Carreggiate vecchie e incroci mortali: allarme nelle strade statali

Adesso basta. È ora di finirla con i troppi incroci e le vecchie carreggiate delle strade statali 126, 196 e 197, che sono stati causa di incidenti in alcuni casi anche mortali come l’ennesima tragedia avvenuta proprio l’altro ieri a San Gavino nell’incrocio tra la provinciale per Villacidro e la statale 197.

Una foto relativa all'incidente di mercoledi scorso

Una foto relativa all'incidente di mercoledi scorso

Lo chiede con forza il consigliere regionale Tarcisio Agus del Pd con una interrogazione in cui lamenta la mancata presenza all’interno dell’atto aggiuntivo all’intesa quadro tra Governo e Regione dell’integrazione del programma delle infrastrutture strategiche della viabilità stradale del Medio Campidano.
«Da tempo – rimarca Tarcisio Agus – sia l’Anas che la Regione Sardegna sono a conoscenza della pericolosità della viabilità nel Medio Campidano ed in particolare della SS 126 (tratto Guspini – Marrubiu), SS 197 (Barumini – Guspini) e della SS 196 (Decimomannu – Guspini). Da tempo le amministrazioni locali del Medio Campidano e non, in particolare Terralba, San Nicolò D’Arcidano, Guspini, San Gavino, Villamar, Barumini, Villacidro e Gonnosfanadiga, hanno denunciato a più riprese la pericolosità di queste arterie per l’intensità del traffico e la larghezza delle stesse ancora sul tracciato ottocentesco che certamente non aveva immaginato di dover far fronte a tanto traffico». Tutto ciò contribuisce non poco all’alto numero di incidenti che si verifica con troppa frequenza soprattutto sulla statale 197 disseminata di croci in tutto il suo percorso. «Dell’asse Barumini – Guspini, unico tratto che ha visto un intervento di adeguamento – denuncia Agus – è quello di Sanluri – San Gavino, il resto è rimasto all’800, con al suo attivo innumerevoli incidenti mortali sul tratto Villasanta – Barumini e sul tratto San Gavino – Guspini. Su quest’ultimo, alla ristrettezza della sezione stradale si aggiunge, nel periodo invernale, il versamento delle acque meteoriche che si raccolgono a nord nel territorio di Gonnosfanadiga, su una sede stradale che in alcuni punti scorre al disotto del piano di campagna, costituendo grave pericolo per gli automobilisti con incidenti gravi e blocco della viabilità».

Di qui la richiesta al presidente della giunta regionale sull’esistenza di finanziamenti per mettere in sicurezza quei pericolosi tratti di viabilità o di sensibilizzare l’Anas a bilanciare delle somme da destinare a quella importante viabilità del Medio Campidano che si raccorda la 130 e la 131.

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