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Costa Verde invasa dall’immondezza: contratto rescisso

Rifiuti

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L’emergenza rifiuti sulla Costa Verde giunge all’epilogo. Il sindaco di Arbus, Mondo Angius, ha dato disposizione ai dirigenti municipali di avviare l’iter per la rescissione del contratto con l’Eurogest, considerandola responsabile esclusiva dei danni che il territorio ha subìto nell’estate 2009. Montagne di rifiuti lungo i 47 chilometri del litorale che hanno offuscato l’immagine di una natura incontaminata. Dunque, diversa non poteva essere la conclusione dell’incontro che nei giorni scorsi si è avuto fra il primo cittadino e i responsabili della società che lo scorso anno si era aggiudicata l’appalto.

Un botta e risposta e un rimpallo di responsabilità e negligenze. «Rescindere il contratto», dice il sindaco, «rientra nei compiti degli uffici. E non è una decisione da prendere a cuor leggero. Ma non possiamo permettere di ritrovarci l’estate prossima sovrastati dall’immondezza. Sul mio tavolo continuano a piovere segnalazioni e denunce di cittadini che lamentano il mancato ritiro del porta a porta». Disservizi che per il Comune hanno significato un nuovo appalto per l’indifferenziata e un costo aggiuntivo di oltre 100 mila euro. Senza contare che del villaggio turistico di Gutturu e Flumini sino a Scivu se n’è fatta carico la Provincia e i vigili urbani hanno dovuto sobbarcarsi un lavoro di controllo e prevenzione, togliendo spazio ad altre esigenze. Col risultato finale che la costa, e ancora di più i centri abitati, hanno dovuto fare i conti con sacchetti non raccolti, quasi mini-discariche. «Ammetto», spiega il gestore del ditta appaltatrice Gavino Floris, «che si sono verificati dei disguidi, in parte dovuti ad un numero di presenze non previste e in parte ai tanti incivili che piuttosto che differenziare preferiscono ammucchiare. Non credo di essere il solo responsabile. Farò valere le mie considerazioni nelle sedi opportune. Perché alla fine sono i risultati che contano. Quelli dei rifiuti conferiti in discarica: ad agosto 294 tonnellate per un totale di differenziato del 63,17 per cento. Il servizio va migliorato. Non ci sono dubbi. Io stesso avevo proposto la raccolta giornaliera dell’umido. Si è preferito ridurlo a tre volte la settimana e compensare il costo con il ritiro nelle case sparse».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Mercoledì 28 ottobre 2009

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