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Cagna uccisa con una fucilata in testa

NdR: il fatto non è accaduto a San Gavino, ma abbiamo diverse testimonianze che fatti analoghi succedano di continuo anche nel nostro paese, con animali spesso avvelenati da persone intolleranti e senza cuore. Inoltre, leggendo l’articolo fino in fondo ci accorgeremo che le tristi usanze sangavinesi sono giunte sino a Serramanna…

Un’esecuzione nei confronti di un esemplare di pastore maremmano. I quattro cuccioli rimasti senza mamma sono morti di stenti.
La denuncia dei volontari dell’associazione “Il Randagino”: «Chi uccide in quel modo è pericoloso anche per gli uomini».

Volontaria dell'associazione

Volontaria dell'associazione

L’hanno uccisa con una fucilata in testa e, pochi giorni dopo, sono morti anche i cuccioli che stava allattando. A Serramanna è questo il destino che è toccato ad una cagna ed ai suoi figli. L’animale, una femmina di pastore maremmano, era di proprietà di un allevatore, ma da qualche tempo ad occuparsi di lei erano gli animalisti dell’associazione “Il Randagino”. «Quella povera cagna è stata uccisa in modo atroce da gente senza un briciolo di umanità che non ha esitato a spararle in testa». È Marcella Ortu, una delle volontarie dell’associazione, ad alzare il velo su quella che è solo l’ultima di una lunga serie di barbarie, resa più grave dalla fine per stenti dei quattro cuccioli troppo piccoli per sopravvivere, ai danni di cani verificatesi a Serramanna.

IN PERIFERIA Teatro della triste vicenda è la periferia di Serramanna, nei pressi del complesso delle case popolari dell’ex Iacp. Dove Marcella Ortu e gli altri attivisti del Randagino prestavano le cure ai cani abbandonati che trovano nei volontari l’antidoto, fatto d’affetto e materiale, contro le ferite dell’abbandono. Crocchette, pasta o altro: alla “tavola” da qualche tempo prendeva anche la povera cagna uccisa a fucilate.

L’ESECUZIONE «Eravamo d’accordo con il padrone, un allevatore, per occuparci anche di lei tanto che avevamo programmato di vaccinarla e sterilizzarla», raccontano quelli del Randagino che, una mattina, trovano la cagna uccisa. I dettagli dell’esecuzione sono da film dell’orrore. «Le hanno letteralmente spappolato il cervello: chi fa una cosa del genere è un pericolo e non solo per gli animali», commenta Rosanna Spano, la presidente del Randagino. La donna, che qualche settimana fa aveva denunciato «la brutta consuetudine di certi cacciatori di abbandonare i loro cani una volta vecchi e incapaci di scovare la selvaggina», anche stavolta non usa giri di parole: «Chi ha fatto questo magari voleva fare uno sgarro al padrone, ma è stata solo vigliaccheria».

I PRECEDENTI Cani impallinati, gatti uccisi a frecciate o con polpette avvelenate: sono solo alcuni episodi della lunga collana di crudeltà verso gli animali denunciati a Serramanna dai volontari del Randagino che raccontano anche un’altra, recentissima, perla: «L’abbandono quasi in diretta di una cagnetta in pieno centro». «Incredibile», racconta Rosanna Spano, «una donna di San Gavino voleva consegnarci un cane che diceva di avere trovato: l’animale era chiaramente suo, voleva disfarsene e infatti dopo il nostro no lo ha abbandonato in una piazza».

Fonte: Unione Sarda di Sabato 31 ottobre 2009

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