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Fulvio Tocco: «Ho fatto crescere questa Provincia»

Il presidente replica ai sette consiglieri che hanno abbandonato la maggioranza.

Fulvio Tocco

Fulvio Tocco

«Dissociarsi fa parte della politica, cosa ben diversa è il giudizio. Posso prendere lezioni di correttezza, di legalità e di trasparenza, ma l’appello di padre padrone non credo mi appartenga. In questi quattro anni ho lavorato con l’unico obiettivo di far crescere il Campidano e sempre nel rispetto degli indirizzi che il Consiglio ha democraticamente votato. Osservo che questo modo di fare, anziché essere salutato positivamente, infastidisce chi è rimasto alla finestra a guardare».
Dura la replica del presidente della Provincia Fulvio Tocco al gruppo trasversale Federazione Campidano, a due giorni dalla rottura del cordone ombelicare che teneva unita la maggioranza di centro-sinistra. La decisione, sofferta ma da tempo nell’aria, riguarda Filippo e Marco Tuveri, Gino Deias, Efisio Meloni, Agostino Pilia, Vittorio Cabriolu, Giorgio Murru. Sette consiglieri che, a Villacidro, nel corso dell’ultima riunione di Consiglio, hanno formalizzato con un documento la loro costituzione in forza indipendente, all’interno dell’opposizione.

Uno strappo non più ricucibile. Una disfatta politica oltre che numerica: sui banchi ora siedono 13 consiglieri di maggioranza e 12 di minoranza. Un volto nuovo che sarebbe rimasto all’interno dell’aula se la lettera dei ribelli avesse evitato di attribuire al Presidente negligenze ed atteggiamenti di “uomo solo al comando”.
Accuse come macigno che Fulvio Tocco rimanda al mittente. Dice: «Non ci sono parole per rispondere a chi, a 5 mesi dalle elezioni provinciali, fa del populismo. C’è un momento per governare e ce n’è uno per fare campagna elettorale. Sentirsi chiamare in causa da chi puntualmente, ad ogni dichiarazione di voto, preferisce leggere un foglio preconfezionato altrove, smettendo di guardare l’interesse del territorio e il suo futuro, non mi stupisce. Ci tengo, però, a sottolineare il lavoro che è stato fatto per dare anima ad una Provincia nata nuda e scalza e che ora si distingue per azioni innovative».

E ricorda i 50 progetti messi in campo e gli oltre 1.500 incontri che personalmente ha tenuto con la gente per trovare risposte alla crisi che attanaglia le famiglie. Soprattutto l’impegno per la campagna che regala al Campidano il primo posto nella lista degli occupati nel settore agricolo: il 12,6 per cento, contro il 6,2 nell’isola, il 6,7 nel Mezzogiorno ed il 3,8 nel resto d’Italia. «A questo lavoro – prosegue Tocco – non tutti hanno partecipato con senso di responsabilità. Ora quel limite emerge e si tenta di annacquarlo con posizioni messe in campo per screditare chi si è prodigato per gli altri. Forse si dimentica quanto è stato difficile percorrere un cammino che superasse i provincialismi o la politica dei piaceri per introdurre la politica delle regole».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Lunedì 02 novembre 2009

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