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Ospedale, trasloca la protesta

Consiglio comunale riunito davanti alla Regione: «Trovate i soldi per il raddoppio promesso». Alla seduta invitati i sindaci della provincia.
Il sindaco ha convocato per martedì 22 dicembre l’assemblea civica a Cagliari davanti alla sede del Consiglio regionale. Una riunione di protesta per il mancato finanziamento del progetto di ampliamento dell’ospedale. «Vogliamo certezze»

L'Ospedale di San Gavino

L'Ospedale di San Gavino

Adesso basta con le chiacchiere, servono chiarezza e impegni precisi. È con questo spirito che il sindaco di San Gavino Monreale Gianni Cruccu ha deciso di convocare un consiglio comunale aperto martedì 22 dicembre alle 10 presso la sede del consiglio regionale, mettendo all’ordine del giorno il nuovo ospedale di San Gavino. In più il primo di cittadino lancia un appello alla mobilitazione ed invita a partecipare tutti i 28 sindaci della provincia del Medio Campidano, i consiglieri dell’ente intermedio, i quattro consiglieri regionali del territorio, le associazioni di volontariato e soccorso della provincia e tutti i gruppi politici del consiglio regionale: «Siete tutti a conoscenza – sottolinea Gianni Cruccu rivolgendosi a tutti i destinatari – di quanto è avvenuto sulla vicenda della costruzione del nuovo ospedale del territorio e delle risposte date dall’assessore regionale alla sanità Liori. Visto l’assordante silenzio in cui è caduto l’argomento, ritengo opportuno che possiate aderire alla proposta di convocare un consiglio comunale aperto».

Una convocazione che fa seguito all’incontro dell’assessore alla sanità che aveva rassicurato sulla costruzione del nuovo ospedale, ricordando che saranno messi a disposizione 45 milioni di euro. Vale a dire quasi la metà (92 in totale) di quelli previsti per la costruzione della nuova struttura progettata dall’Università di Bologna. Di qui la richiesta di chiarezza e di sapere quando inizieranno i lavori per il nuovo ospedale: «Il problema – rimarca l’assessore comunale alla sanità Giancarlo Corda – sono i tempi. Vorremo avere più certezze anche perché come consiglio abbiamo apportato una modifica al piano urbanistico per consentire la realizzazione del nuovo ospedale. Non va dimenticato che la nostra Asl ha un’altissima percentuale di mobilità passiva verso altre strutture che incide nella spesa per milioni di euro. Per una visita cardiologica in media ci vogliono tre mesi di attesa, per la mammografia i tempi sono biblici. Per non parlare dell’oculistica oppure in caso di complicazioni per la pediatria i bambini sono costretti ad andare a Cagliari».
Invita alla lotta anche il consigliere di minoranza Nando Usai: «I cittadini di questo territorio non sono malati di serie «B». Il rispetto degli accordi fin qui presi vuol dire mantenere il numero degli occupati sia direttamente sia indirettamente. I diritti ed i doveri sono uguali per tutti i cittadini. Il consiglio regionale deve rispettare i cittadini ed i malati che necessitano dell’Ospedale di San Gavino». Preoccupato dello spostamento di 47milioni di euro è il consigliere Franco Serrenti: «Sono una cifra importante per l’ospedale, che non può essere privato di tante risorse solo perché altre scelte politiche in momenti successivi, decidono che questa realtà sanitaria è meno importante di altre».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 28 novembre 2009

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