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Nuovo ospedale, fatti non parole

I sindaci ora chiedono un impegno formale della Regione. Ieri il vertice degli amministratori comunali e provinciali sul caso Sanità
Secondo gli amministratori, non bastano le promesse dell’assessore regionale alla Sanità, Liori. Occorrono i fondi e gli atti ufficiali.

Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Non solo parole, ma impegni certi e precisi per la costruzione del nuovo ospedale a San Gavino. È quanto hanno chiesto la maggior parte dei sindaci del Medio Campidano, la Provincia e alcuni componenti del comitato “Salviamo l’ospedale del Medio Campidano” riuniti in assemblea a San Gavino per difendere la nascita del nuovo nosocomio.

LA RICHIESTA Gli amministratori e i cittadini chiedono che venga realizzato il progetto che prevede la costruzione di una nuova struttura da 250 posti letto del costo di 92 milioni di euro. Tempo fa l’assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, ha incontrato gli amministratori provinciali e comunali del Medio Campidano, dando (a parole) precise garanzie sulla nascita del nuovo ospedale, ma da allora sono passati alcuni mesi, come sottolinea il sindaco di San Gavino, Gianni Cruccu: «Vogliamo impegni scritti per capire come e in che modo il progetto dell’ospedale è stato rimodulato. In una recente delibera di giunta si parla di 47 milioni che dovrebbero essere destinati alla nuova struttura, anche se deve essere il Cipe ad assicurare il finanziamento. Ora la Provincia preparerà un documento da inoltrare all’assessore Liori che sarà sottoscritto da tutti i sindaci del territorio».
All’incontro hanno partecipato i primi cittadini di Sardara, Gonnosfanadiga, Ussaramanna, Villanovaforru, Guspini, Pabillonis, Samassi, Villacidro, il vicesindaco di Arbus mentre all’ultimo non hanno potuto essere presenti il vicesindaco di Sanluri e i sindaci di Serrenti e Serramanna.

I SINDACI Per il sindaco di Gonnosfanadiga, Nino Zanda, non c’è molta chiarezza sui fondi presenti: «La nebbia va diradata: vogliamo capire se questi soldi sono stati spostati per altro o meno. I livelli sanitari sono molto bassi sia come posti letto sia per qualità. La Asl è la più grossa azienda del territorio e non possiamo permettere che ci scippino quello che ci era stato dato. Rispetto ai 250 posti letto previsti, si gioca sui 50 destinati ai pazienti “post acuti”. L’ospedale deve avere quei posti di intervento immediato che servono non appena viene superata la situazione di rischio».
Per il sindaco di Sardara, Giorgio Zucca, bisogna parlare con dati certi: «In questa fase di sbandamento e di grande confusione c’è chi dice che i soldi ci sono e chi no. L’assessore si è presentato da noi. Bisogna inoltrare queste richieste per iscritto. A me interessa che l’ospedale nasca e che eroghi sanità, ma va sistemato il vecchio che fa paura. È un’umiliazione per i cittadini ma anche per chi ci lavora. Bisogna intervenire immediatamente ed in particolare sul pronto soccorso dove l’attesa prima di una visita è anche di 3 o 4 ore. Dobbiamo batterci per una sanità efficiente: non mi interessano i grandi scatoloni per il settore amministrativo».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 11 dicembre 2009

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