#
Monumenti Aperti Tutto l'Anno | San Gavino Monreale Mappa dei Murales Sangavinesi

Resta in contatto con San Gavino Monreale . Net!

RSS FeedYoutube

Il Consiglio dice sì a tre parchi eolici: 69 torri alte 80 metri

Le società che li gestiranno verseranno un milione e mezzo l’anno. Gli impianti nelle zone di Sias-Figu Niedda e Strovina. E c’è chi fa notare l’alto impatto ambientale delle torri d’acciaio.

Pale eoliche a San Gavino Monreale

Pale eoliche a San Gavino Monreale

Il Comune punta sulle forme di energia alternativa ed è così che il Consiglio ha dato il via libera alla creazione di tre parchi eolici. Uno sarà composto da appena sei pale mentre gli altri due avranno entrambi ben 33 torri metalliche alte 80 metri.
Lo schema di convenzione è stato approvato con tutti i voti favorevoli anche se i consiglieri di minoranza comunali hanno suggerito alcune modifiche e integrazioni. Ora la Giunta avrà il compito di integrare le convenzioni con i suggerimenti dei consiglieri e dei tecnici del Comune.

Il primo mega parco da 33 pale sarà realizzato nella zona di Sias-Figu Niedda dalla società Clean Project Srl, il secondo della stessa dimensione sorgerà in località Strovina, non lontano da Sanluri Stato e sarà messo in opera dalla società Gia.Fi, mentre il mini-parco da sei pale sarà realizzato dalla società Wind waerts. Gli impianti permetteranno di produrre energia pulita sfruttando il vento che nella zona di San Gavino ha una velocità costante, ma ci saranno ricadute positive anche per le casse del bilancio comunale e non solo, come spiega l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Deidda: «Quando gli impianti saranno a regime saranno versati ogni anno al Comune 1 milione e mezzo di euro. Di sicuro ci saranno risparmi indiretti con maggiori servizi per i cittadini e opere pubbliche. Inoltre 700mila euro entreranno nelle tasche degli agricoltori che potranno continuare a coltivare i campi. Ogni pala occupa uno spazio di 1600 metri quadri e ha un’altezza di 80 metri».

Certo per molti sarà un pugno nell’occhio vedere una così alta concentrazione di queste enormi torri in metallo, ma l’assessore Bruno Deidda difende le scelte dell’amministrazione: «L’impatto ambientale è un fattore soggettivo. Una cosa è vedere le eliche, altra cosa è respirare l’aria della zona industriale di Portovesme. Inoltre la nostra è una scelta politica di fronte ad una situazione in cui l’agricoltura è in crisi e in cui nessuno sta lavorando i campi che rimangono incolti. In questo modo riusciremo a rilanciare l’agricoltura perché le società si impegneranno nella costruzione delle strade che poi potranno portare con facilità ai campi». Ci saranno ricadute positive anche per l’occupazione: «Durante la costruzione ci sarà l’assunzione di manodopera locale con i lavori che saranno assegnati alle imprese locali, che consentiranno di mettere in circolazione liquidità per far ripartire l’economia. Quando gli impianti saranno in funzione rimarranno 10 posti di lavoro stabili».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 17 dicembre 2009

Lascia un commento