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Morto da 7 giorni sotto il castello di Monreale

Malore fatale, lo cercavano da una settimana. Un pensionato di 71 anni trovato privo di vita in un sentiero che porta ai ruderi.
Ulderico Pusceddu era uscito di casa il 28 dicembre scorso. Non vedendolo rientrare i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Il maltempo ha ostacolato le ricerche. Ieri un escursionista ha ritrovato il corpo. Nessun giallo: fatale un infarto.

Ulderico Pusceddu

Ulderico Pusceddu

Morto da sette giorni in una strada di campagna: è stato trovato ieri pomeriggio intorno alle 14.45 il corpo senza vita di Ulderico Pusceddu, un pensionato 71enne di San Gavino Monreale, scomparso una settimana fa. Il cadavere è stato rinvenuto ai piedi del castello di Monreale da un’escursionista in cerca di funghi in località «S’acqua bianca», una zona che con le piogge degli ultimi giorni è stata resa particolarmente impervia e quasi inaccessibile dal momento che il terreno si è trasformato in un enorme pantano. Sul posto sono accorsi subito i carabinieri della stazione di San Gavino e della compagnia di Villacidro e un medico della Asl. Sembra che il decesso risalga a quasi una settimana fa, al 29 dicembre, e che sia dovuto ad un malore. Constatate le cause del decesso il corpo del pensionato è stato restituito dal magistrato ai familiari.

Castello di Monreale

Castello di Monreale

Così si concludono in modo tragico le ricerche del pensionato che da quasi una settimana avevano impegnato i carabinieri delle stazioni di San Gavino e Sardara e della compagnia di Villacidro. L’allarme è scattato la settimana scorsa quando Ulderico, che era uscito in auto con la sua Micra verde oliva, non ha fatto ritorno come ogni sera a casa dove lo aspettavano la moglie Anna e la figlia Denise. A quel punto i familiari hanno contattato uno dei suoi migliori amici con cui trascorreva le serate anche al circolo «Barracuda» che si trova in via Villacidro frequentato da tantissimi appassionati di pesca.
Un posto dove il clima è molto amichevole e dove è facile scambiare due parole e passare un po’ di tempo. Lo ricorda come una persona socievole Franco Uras che è stato l’ultimo a vederlo: «Era una persona molto tranquilla. In genere ci si ritrovava al circolo. A volte veniva a prendermi a casa ed anche la sera del 28 dicembre mi ha accompagnato alla mia abitazione poco dopo le 19 e sapevo che sarebbe rientrato a casa. Invece verso le 23 ho ricevuto la telefonata della figlia perché a casa non era arrivato». Di qui è scattato l’allarme con i familiari che hanno subito fatto la denuncia per la scomparsa in caserma a San Gavino e le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari della protezione civile fino al ritrovamento di ieri.
Ulderico aveva lavorato come portinaio all’ospedale ed era da tempo in pensione. Così trascorreva le sue giornate sia a casa che con gli amici. Lo ricorda come una persona in gamba e sempre sorridente anche Alfredo Atzeni: «Era sempre cordiale. Quando arrivava al circolo mi stringeva sempre la mano».

In paese la notizia della morte di Ulderico ha destato profondo cordoglio perché era conosciuto da tantissime persone e molti, a partire dalla moglie e dai figli Denise e Walter, erano in ansia per la sua scomparsa.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 05 gennaio 2010

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