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La stazione ferroviaria cambia volto

Un milione e mezzo per parcheggi e scambio autobus-treni. Saranno montate anche le pensiline nella zona normalmente utilizzata dai passeggeri per scendere dagli autobus. Allarme per lo scalo merci costato milioni e mai entrato in funzione.

Stazione FdS

Stazione FdS

Nuovi parcheggi per le auto e un’area di scambio autobus-treni. È questo quanto verrà realizzato nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino grazie a un finanziamento regionale da un milione e mezzo di euro. Spiega il sindaco Gianni Cruccu: «Nella programmazione regionale San Gavino è stato individuato come il centro per lo scambio dei trasporti gommato-ferro». In sostanza chi prenderà il bus dai paesi vicini potrà poi prendere il treno in coincidenza verso Cagliari o Oristano. Sarà attrezzata con delle pensiline l’area in cui arrivano gli autobus mentre oggi i passeggeri sono costretti a restare sotto la pioggia o il sole estivo. In più per i pendolari che arrivano dai paesi vicini ci saranno più posti auto, come ricorda l’assessore ai lavori pubblici Bruno Deidda: «Nella nuova area parcheggi a pochi passi dalla stazione ferroviaria ci sarà oltre un centinaio di parcheggi. Alcuni liberi, altri custoditi e con le pensiline».

Sarà pertanto sfruttata la posizione baricentrica occupata da San Gavino: «La posizione geografica del nostro paese – aggiunge Bruno Deidda – favorisce l’organizzazione del trasporto integrato. Chiederemo all’assessorato regionale ai Trasporti un piano che consenta un’integrazione tra i diversi sistemi di trasporto e un biglietto unico per viaggiare sia in treno sia in autobus».
In tempi brevi dovrebbe essere rivisto l’orario degli autobus che non sono sempre in coincidenza con i treni. In più ci sono bus che partono da paesi come Gonnosfanadiga e Villacidro e impiegano anche più di un’ora per andare a Cagliari mentre sarebbe sufficiente stabilire una coincidenza con i treni diretti nel capoluogo. Inoltre nella nuova stazione al momento scarseggiano i servizi: non è ancora stato aperto il bar presente invece nella vecchia stazione. Chi vuole un cappuccino o un caffè è costretto a percorrere alcune centinaia di metri. Inoltre le strade di collegamento sono ancora male illuminate e sprovviste di marciapiedi nella maggior parte del percorso.

Un capitolo a parte merito lo scalo merci, costato diversi milioni e non entrato mai in funzione. «Questo – conclude Bruno Deidda – dipende dalla politica nazionale con la soppressione del treno per il trasporto dei vagoni merci. Noi chiediamo che la Regione si adoperi per ripristinare il collegamento che si lega alla stessa sopravvivenza della Keller. Chiederemo, insieme agli Comuni interessati, un incontro alla Regione».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 06 gennaio 2010

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