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La strage sulla 131 si poteva evitare

Perché non sono state spostate le auto? Donna sotto inchiesta. La legge impone di liberare la carreggiata: ma dopo i primi due tamponamenti le auto sono rimaste in mezzo alla strada.

Rilievi sul luogo dell'incidente

Rilievi sul luogo dell'incidente

Il consulente tecnico sta lavorando alla ricostruzione della dinamica dell’incidente dell’8 gennaio al chilometro 18 della Carlo Felice costato la vita a tre persone. Intanto gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti sulla causa originaria: l’utilitaria quasi ferma nella corsia di sorpasso, tamponata prima dall’auto su cui viaggiavano Ugo Lisci e la figlia Emanuela, poi da quella di Aldo Erby. Nonostante la doppia botta, la Citroen C2 non è stata spostata. Perché? Il codice della strada impone agli automobilisti di rimuovere al più presto le vetture in modo da non ostacolare la circolazione a meno che questo non sia impossibile. Ecco, il nuovo filone d’indagine si concentra su questo punto: era possibile spostare le macchine dopo il primo tamponamento? E dopo il secondo? Aveva o no la conducente della Citroen una alternativa al rinchiudersi dentro l’auto e aspettare l’arrivo dei carabinieri per i rilievi tecnici?

Al cronista de l’Unione Sarda Maria Caterina Tola, 55 anni di Borore, non aveva lesinato i particolari mentre aspettava di essere visitata al pronto soccorso: «Pioveva a dirotto, era buio, la visibilità era ridotta. Non correvo. Poco prima di arrivare al bivio di Monastir ho notato una serie di stop accesi e auto in fila, ho pensato: un incidente. Procedevo nella corsia di sorpasso, a destra non c’era nessuno. La mia auto era quasi ferma con la prima inserita quando ho sentito un botto. Non sono scesa dalla macchina. Alla mia sinistra si sono avvicinati un signore con una donna più giovane (Manuela e Ugo Lisci), mi hanno chiesto «come sta?, chiamiamo un’ambulanza?». Io non mi sono mossa. Ho chiamato i carabinieri e avvisato mio figlio. A un certo punto quel signore e la donna, in attesa dei carabinieri, sono tornati nella loro auto. Dopo un po’ un altro botto. Non mi sono mossa neppure allora, sono rimasta in macchina. La coppia che mi aveva tamponato per prima e il guidatore della seconda auto sono invece usciti per verificare i danni. Ho sentito qualcuno che suggeriva di sistemare più lontano il triangolo d’emergenza. Quindi, il terzo botto, e la mia Citroen è stata scaraventata nella corsia di destra. Poi il buio».

Per il momento gli indagati sono due: Agostino Collu, 48 anni di Senorbì, il conducente della Grande Punto che avrebbe investito i due Lisci ed Erbì facendoli volare dall’altra parte della carreggiata, e Pierluigi Porta, 47 anni di Oristano che, dopo essere passato sopra i tre corpi, non si è fermato. Solo più tardi ha telefonato ai carabinieri per rilasciare il suo numero di telefono. Entrambi sono indagati per omicidio colposo plurimo. Porta anche per omissione di soccorso.

Fonte: Unione Sarda di Mercoledì 13 gennaio 2010

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