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Nuova Italpiombo, rinasce la squadra di calcio degli anni d’oro

Rinasce la squadra degli anni d’oro del calcio sangavinese. Renato Copparoni (il primo portiere italiano a parare un rigore a Diego Armando Maradona), il presidente Peppuccio Serra, il segretario Anselmo Collu, i collaboratori Paolo Ennas, Salvatore Piras e Gianmario Faedda ed altri amanti dello sport, hanno fondato la Nuova Italpiombo.
Una squadra che riprende il nome di quella formazione che negli anni Cinquanta arrivò a militare nell’allora serie D e a battere squadre di più lunga tradizione come la Torres, l’Iglesias, la Tharros, l’Alghero e il Tempio.

Renato Copparoni

Renato Copparoni

Si riparte dalla Terza categoria con Renato Copparoni, che siede in panchina come allenatore. «L’idea», spiega Copparoni, «è quella di riunire questi ragazzi sangavinesi. Mi dispiaceva vederli giocare negli amatori. Molti di loro avevano abbandonato da alcuni anni il calcio. Sono ritornato ad allenare per passione: ho un gruppo di ragazzi con l’età media di circa 22 anni, ci sono poi veterani come Giorgio Orrù, 41 anni, e Luca Belvedere, 38. Come società, insieme al Comune di Sardara, organizzeremo in periodo pasquale dal 2 al 4 aprile il primo Torneo delle terme che sarà una grande vetrina per gli atleti del Medio Campidano perché permetterà di incontrare squadre di serie A. Ci saranno gli allievi del Chievo Verona, del Modena e del Cagliari. Inoltre sto creando con Marco Patteri del Santa Teresa e Roberto Corda di Sardara una rappresentativa allievi del Medio Campidano in modo da dare ai ragazzi del territorio la possibilità ai ragazzi di mettersi in mostra. Hanno dato la loro disponibilità squadre come Villacidrese, Villacidro, Sardara, Monreale mentre una società come il Sanluri si è tirata indietro: dispiace per i ragazzi. Il prossimo anno faremo venire Milan, Lazio e Juve».

Copparoni in una foto d'epoca

Copparoni in una foto d'epoca

Il futuro di qualche giovane potrebbe cambiare come successe a Renato Copparoni (1,85 di altezza, 45 di scarpe) quando a soli 16 anni venne acquistato dal Cagliari: «È stato un caso. Mi vide Tiddia, che allenava gli allievi, in una partita di Seconda categoria tra Sarroch e Monreale. Venni chiamato all’Amsicora per fare il provino e dal calcio dilettantistico mi ritrovai in serie A accanto a Gigi Riva e ai giocatori del Cagliari dello scudetto. Ecco perché voglio dare una possibilità ai giovani del nostro territorio».

Copparoni vuol dare continuità a quel passato glorioso che fece parlare dell’Italpiombo, allenata a quei tempi dal filosofo del calcio Cenzo Soro, anche giornali nazionali. «Abbiamo scelto questo nome per ricordare il passato. Ho iniziato a giocare a calcio nell’oratorio di Santa Chiara con don Lisci: ero un centravanti, poi a 14 anni chiesi all’allenatore Giovanni Zucca di giocare in porta».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 08 febbraio 2010

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