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Il pronto soccorso si allarga: fine del calvario-visite

 Pronto soccorso, fine delle attese

Pronto soccorso, fine delle attese

Per i diciottomila pazienti che ogni anno arrivano al pronto soccorso, sarà la fine di un calvario. Quell’aria densa e irrespirabile che aleggia nella sala d’attesa dell’ospedale di San Gavino non ci sarà più per le decine di persone giornalmente in piedi per ore in attesa di una visita. Non più a stretto contatto con l’infermiere che ascolta i problemi e assegna un codice di attesa. Grazie al trasferimento del reparto di diabetologia nell’ex istituto professionale Enaip, il pronto soccorso si allarga e si veste di nuovo. Il messaggio arriva da Villacidro, dalla terza commissione della Provincia del Medio Campidano. Ospite il commissario della Asl di Sanluri, Giuseppe Ottaviani. Sul tavolo del dibattito il tema della sanità.

«Non possiamo» ha osservato il presidente Leo Talloru, «continuare a chiudere gli occhi su una realtà da terzo mondo. Per troppo tempo siamo stati costretti ad arrangiarsi in spazi dove privacy e comfort lasciano alquanto a desiderare». E sulla necessità di una soluzione immediata la voce è stata unanime. Non una promessa, ma una certezza è stata la replica del dottor Ottaviani. «So bene -ha detto- che il pronto soccorso non può aspettare la costruzione del nuovo ospedale. Per questa ragione sta per partire un intervento di ristrutturazione che se non è la fine dei disagi, sicuramente è l’inizio della fine».
E ha spiegato nei dettagli il progetto. «Il vicino caseggiato Enaip ci permette di ospitare il poliambulatorio di via Nurazzeddu e il reparto ospedaliero della diabetologia che, essendo sullo stesso piano, è destinato a diventare un unico ambiente col vecchio pronto soccorso. In programma due tranche di lavori: prima in un’ala e poi nell’altra. Certo, bisognerà avere pazienza, perchè fino al completamento i casi meno gravi ancora si mischieranno con le urgenze».

E non è l’unico cantiere in programma nei prossimi giorni. «Stiamo ormai», aggiunge il commissario, «alla fase conclusiva di un lento cambiamento della sanità campidanese. Centri di cura in diversi paesi creeranno un ponte fra il centro dell’azienda e il resto del territorio. Particolare attenzione alla Marmilla col triangolo della salute. Tuili, Villamar e Lunamatrona avranno in casa dei servizi che limitano i viaggi per San Gavino e per Sanluri».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Martedì 09 febbraio 2010

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