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«No ai bluff sulla pelle dei disoccupati»

L’assessore Pinna contraria al corso regionale per assistenti della persona. Le lezioni saranno articolate in 900 ore e si svolgeranno all’istituto Enaip di San Gavino. Ma dalla Provincia affermano «questa figura non ha sbocchi professionali»

«Non vogliamo renderci complici di un bluff sulla pelle di tanti giovani disoccupati che guardano con fiducia e speranza ai corsi professionali». L’assessore provinciale alla Formazione professionale Rossella Pinna critica la decisione della Regione di istituire un corso per “Addetto alle operazioni di assistenza della persona” rivolto ai disoccupati sardi. Secondo l’assessore, la Regione avrebbe mutuato la figura professionale relativa al corso direttamente dalla Regione Toscana, «ma in realtà», dice Pinna, «questa figura non sarà spendibile nell’ambito dei servizi socio-sanitari della Sardegna o di altre regioni d’Italia».

Enaip di San Gavino

Enaip di San Gavino

Le lezioni saranno articolate in 900 ore e si svolgeranno all’istituto Enaip di San Gavino. Il termine ultimo per l’iscrizione è il 24 febbraio 2010, ma molte delle persone interessate alle lezioni temono di affrontare una specializzazione senza sbocchi per il futuro. «Avevamo richiesto», continua l’assessore, «due edizioni del corso per Operatore socio sanitario sulla base delle esigenze riscontrate nel nostro territorio. L’assessorato regionale alla Sanità ci ha negato l’autorizzazione ai due corsi affermando che nella nostra Provincia non ci sia la necessità di queste figure professionali. La Regione ha disatteso la legge che attribuisce alle Province il compito di integrare le politiche socio-sanitarie con le politiche di propria competenza: in particolare le politiche del lavoro, della formazione e dell’istruzione».

La questione ha messo ormai in allerta gli interessati a conseguire il titolo di Addetto alle operazioni di assistenza della persona. «Sappiamo che dietro l’organizzazione di queste lezioni», dice Raffaella Mocci, interessata a partecipare al corso, «esiste una macchina organizzativa enorme, ma non possiamo rischiare di perdere un anno di lezioni se sospettiamo che, quando usciremo dall’aula, non ci sarà posto per noi in nessuna struttura sanitaria».
Il corso regionale prevede la formazione di 2 classi per un totale di 15 alunni e lezioni giornaliere dal lunedì al venerdì dalle 8 e mezza sino all’una e mezza. Torna quindi il problema della formazione professionale e del suo reale apporto benefico al mercato del lavoro odierno. L’assessore Pinna rimane molto critica sulla programmazione effettuata dall’assessorato regionale alla Sanità. «Sorge il dubbio di trovarsi di fronte alla solita pianificazione fatta da dietro le scrivanie degli uffici regionali e non, come dovrebbe essere, consultando il territorio. Crediamo che compito della pubblica amministrazione sia quello di anteporre gli interessi collettivi, a quelli personali o di particolari categorie».

Fonte: Ivan Fonnesu, Unione Sarda di Lunedì 22 febbraio 2010

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