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Fonderia, i sindacati: incontro con i vertici della Portovesme

Fonderia di San Gavino

Fonderia di San Gavino

Rabbia e delusione per l’esclusione dai tavoli che hanno portato alla firma di un protocollo tra Regione e vertici aziendali per il rilancio della Portovesme Srl, cui fa capo la fonderia di San Gavino. Lo denunciano con forza i lavoratori da tempo in cassa integrazione e i sindacati dello storico stabilimento che a giugno compirà 78 anni. «Siamo stati completamente ignorati – rimarca Gigi Marchionni, segretario della Fiom Cigl del Medio Campidano – eppure al tavolo con il presidente Ugo Cappellacci e gli assessori regionali di Programmazione, Lavoro e Industria c’erano, oltre all’amministratore delegato della Portovesme Srl Carlo Lolliri, i segretari regionali e territoriali dei chimici del Sulcis di Cgil, Cisl e Uil, e la Rsu della fabbrica di Portoscuso. Non siamo stati coinvolti in nessun modo in questo accordo così importante, eppure siamo andati anche noi al presidio sotto il palazzo della Regione».

Di qui la richiesta unitaria da parte delle segreterie dei sindacati dei metalmeccanici del Medio Campidano (Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm) di un incontro nello stabilimento di San Gavino con l’amministratore delegato Carlo Lolliri per fare chiarezza sulla situazione dal momento che non si conosce ancora la data di riapertura dell’impianto.
«I lavoratori, in cassa integrazione dal maggio scorso – aggiunge Gigi Marchionni – sono arrabbiati per come sono stati trattati: il loro futuro non si deve decidere a Portoscuso. Basterebbe che l’azienda sentisse i sindacati. Per la fonderia di San Gavino non hanno l’attenzione giusta né l’azienda, né la Regione. Chiediamo ai politici locali, provinciali e regionali che si diano una mossa senza aspettare le elezioni di primavera. Non se ne sta vedendo uno. Dopo l’incontro con l’ex assessore all’Industria non è successo niente, vogliamo vedere un impegno concreto».

Sulla stessa linea anche Marco Angioni, segretario della Fsm Cisl: «Il fatto che non stiamo stati inviati ad un tavolo così importante che riguarda San Gavino – denuncia – ci ha infastidito. È mancato tutto un territorio e la nostra presenza sarebbe stata doverosa. Attendiamo l’incontro con l’azienda per definire la riapertura di San Gavino. Oggi, dopo questo accordo, ci sono le condizioni per il riavvio degli impianti». Una mancanza di attenzione condivisa anche da Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: «Siamo vivamente preoccupati perché non si sa quando la fonderia riaprirà al di là della crisi internazionale. Non sappiamo nulla da parte dell’azienda».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 25 febbraio 2010

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