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Ristrutturazioni vietate in tutto il centro storico

Si moltiplicano le proteste per il blocco dell’attività edilizia nel centro storico. Tutta colpa del mancato adeguamento del piano particolareggiato al piano paesaggistico regionale.

Ristrutturazioni vietate in tutto il centro storico

Ristrutturazioni vietate in tutto il centro storico

Fare una semplice ristrutturazione nel centro storico di San Gavino è impossibile. Da oltre tre anni l’attività edilizia è bloccata con gravi ripercussioni per i tantissimi proprietari di abitazioni da ristrutturare o da ampliare o anche per chi ha chiesto un cambio di destinazione d’uso dell’immobile per poter aprire un’attività imprenditoriale. Il motivo? Il mancato adeguamento del piano particolareggiato del centro storico all’articolo 52 del piano paesaggistico regionale. Le proteste si fanno sentire e i danni sono ingenti: con l’aumento dei prezzi nel settore edilizio, i preventivi di alcuni anni fa per la ristrutturazione sono aumentati di molto.
Il danno è fortissimo per Mauro Lixi che, insieme al fratello, intende aprire un hotel. «La struttura – spiega – è pronta, ma non possiamo partire con l’attività perché manca l’adeguamento al piano paesaggistico regionale che permetterebbe il cambio di destinazione d’uso dello stabile. È da quasi tre anni e mezzo che combattiamo questa battaglia».

Aspetta di poter ampliare la propria abitazione in via Santa Croce anche Mauro Cossu: «Ho presentato il progetto al Comune nel maggio del 2006 ed è stato approvato negli ultimi mesi dello stesso anno. Per il blocco del Ppr non ho potuto eseguire questi lavori. C’è un problema di sicurezza con un edificio fatiscente che ha i suoi rischi. I prezzi per eseguire i lavori sono raddoppiati».

C’è chi come Luca Lixi ha deciso di trasferirsi: «Alla fine ho comprato casa ad Uta. A San Gavino nel centro storico è ancora tutto blindato. Avevo anche un terreno di 9mila metri a ridosso del paese dove volevo costruire un’abitazione, ma anche in quel caso c’era un vincolo regionale e un altro messo da una precedente amministrazione comunale».

Per altri giovani come Carlo Mascia, 33 anni, questa situazione sembra un incubo senza fine: «Ho una casa da ristrutturare da 250 metri quadri, il progetto è stato approvato, ma è ancora tutto fermo perché ho chiesto al Comune l’autorizzazione di poter creare un ingresso indipendente perché una parte dell’edificio è stata venduta. Sto ancora aspettando che mi venga rilasciata l’autorizzazione per aprire la porta dove ora c’è una finestra. Si tratterebbe di rompere un metro quadro di parete. Sono stato ricevuto cordialmente dal sindaco che mi ha portato all’ufficio tecnico, ma ad oggi è ancora tutto fermo: lo stabile sta cadendo a pezzi, ho dovuto pagare un muratore per eliminare i calcinaci che avrebbero creato pericolo durante la sfilata di carnevale. Da oltre due anni vorrei chiedere il mutuo regionale, ma se l’edificio non viene frazionato il prestito non può essere concesso. Sono pronto anche a sporgere denuncia, perché mi si sta causando un danno enorme».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 03 marzo 2010

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