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«Ucciso da quella strada maledetta»

La madre e i familiari dell’operaio morto sabato sera in un incidente mettono sotto accusa le condizioni della strada Provinciale 62. Asfalto liscio e buio pesto tra le possibili cause dell’incidente mortale.

Rilievi sul luogo dell'incidente

Rilievi sul luogo dell'incidente

Era andato a San Gavino per gli ultimi acquisti. Proprio il giorno del suo compleanno. Per spegnere le 40 candeline sulla torta, aveva scelto di festeggiare il giorno dopo: ieri, domenica, l’unica giornata libera da impegni di lavoro. Ma ieri quella tavola mezza apparecchiata è rimasta vuota. Il via vai degli invitati si è trasferito in via Oristano, nella casa dei genitori, e all’ospedale di San Gavino per l’estremo saluto a Fabrizio Caddeo, morto la sera prima, dopo la tragedia sulla provinciale Sardara-San Gavino. «Non doveva succedere, tutta colpa di quel maledetto asfalto, pericoloso, buio, stretto, a disprezzo di ogni norma di sicurezza, capace solo di mietere vittime». Sono le parole di incredulità, di rabbia e di commozione che volano fra la gente che affolla l’ingresso della sua abitazione. Dentro il papà Virgilio e la mamma Emilia che non si danno pace. La donna ha lo sguardo perso nel vuoto, gli occhi lucidi. Non riesce a reagire. Non ci crede ancora.

«Ditemi – continua a ripetere – che non è vero. Ieri, quando è uscito, era così contento. “Manca poca roba per il pranzo di domani. Me ne occupo stasera”, sono state le sue ultime parole. L’ho aspettato per la cena. Sabato sera capitava che rientrasse un po’ più tardi. Tutto nella regola. Non è tornato. Non tornerà più». Non riesce a smettere di piangere la sorella Monica. Il fratello è morto, ma è difficile accettarlo. Non può, non vuole.
«Non so proprio cosa dire. Il silenzio è la cosa migliore. Non voglio tappezzare i muri di necrologi. Non voglio vedere la sua faccia incollata in ogni luogo. Se n’è andato. È un dolore troppo grande. Basta così». C’è anche il suo datore di lavoro, Perseo Altea. Ha gli occhi lucidi e lo sguardo distrutto. «Ho perso – dice – non un dipendente, ma un figlio. Un grande lavoratore. Onesto, sincero, sempre col sorriso sulle labbra. Quando veniva a ritirare la busta paga, la metteva in tasca senza verificare che i soldi ci fossero tutti. Se li ha contati lei, va bene così. Mai una lamentela, una rivendicazione. Ci mancherà».

Intanto i carabinieri di Sardara hanno concluso i rilievi per la ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente. Anche ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo nel punto in cui è accaduta la tragedia. Fabrizio Caddeo, alla guida della Ford Focus di proprietà della madre, stava rientrando in paese. Aveva lasciato il centro abitato di San Gavino e percorreva il tratto rettilineo della provinciale 62 che porta a Sardara. All’improvviso l’auto è uscita fuori strada capovolgendosi in cunetta arrestandosi in un campo incolto. Si presume che il muratore non indossasse la cintura di sicurezza, infatti è stato scaraventato dall’abitacolo ed è stato trovato esanime ad alcuni metri nella cunetta.

Fonte: Santina Ravì e Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Lunedì 08 marzo 2010

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