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Racconto choc: violentata dal nonno

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Una ragazza ha rivelato ai giudici del Tribunale le presunte violenze

Ha puntato l’indice contro quel nonno che avrebbe più volte abusato di lei. Accuse precise, circostanziate, senza contraddizioni apparenti. Lei oggi è maggiorenne, ma ha dimostrato di ricordare benissimo quanto accaduto quando aveva solo sedici anni. Non ha rimosso nulla, insomma. Nonostante forse preferirebbe riuscire a dimenticare tutto, cancellare con un colpo di spugna quei momenti che le hanno segnato per sempre l’esistenza.

Teatro delle presunte violenze subite da adolescente sarebbe stata la casa di San Gavino Monreale dove il nonno vive ancora oggi. Lì, approfittando dei momenti in cui restavano da soli, lui avrebbe allungato le mani, toccandola e tentando di avere con lei dei rapporti sessuali. Non una sola volta, a quanto pare. Anzi, certe attenzioni si sarebbero ripetute per alcuni mesi, sino a quando lei non decise di porre fine all’incubo. Si confidò con delle amiche, poi andò dai carabinieri per sporgere denuncia. Ieri, nell’aula della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari, è andata in scena la sua drammatica testimonianza. Un’udienza a porte chiuse che ha rappresentato il momento più importante dell’intero processo. Davanti ai giudici e al pm Giancarlo Moi la ragazza ha ribadito quanto già messo nero su bianco nei verbali firmati in caserma. Poi ha risposto, senza mai apparire inattendibile, alle domande dell’avvocato Maria Giuliana Biasioli. Ha ricordato giorni, orari, situazioni. Una deposizione andata avanti per oltre due ore, senza interruzioni.

Fatto il suo dovere è andata via, ritornando alla sua vita, che ora è per sua fortuna lontana da quel paese in cui sarebbe avvenuto tutto. Una cosa è certa: che menta o racconti la verità non lo ha fatto comunque per interesse, visto che ha rinunciato a costituirsi parte civile nel processo contro il nonno. Forse perché da lui non vuole neanche i soldi.

Fonte: Unione Sarda di Sabato 13 marzo 2010

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