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Una speranza per i lavoratori della fonderia

Cassa integrazione supplementare e corsi per i dipendenti. Anche i 46 operai dell’impianto di San Gavino inseriti nel provvedimento adottato per la fabbrica di Portoscuso. Strada tracciata dalla Regione d’accordo con i dirigenti della Portovesme.

Cassa integrazione supplementare e corsi di formazione scaccia crisi per la fonderia di San Gavino. Si è tenuto lunedì un Consiglio Provinciale straordinario, a cui ha presenziato l’assessore regionale all’Industria Sandro Angioni, a seguito dei nuovi accordi presi a sostegno della crisi che sta colpendo le realtà legate all’industria del piombo del territorio.

ASSEGNI Secondo le nuove intese, anche i 46 operai della fonderia “Portovesme srl” di San Gavino usufruiranno, insieme ai 140 dello stabilimento del Sulcis Iglesiente, dei percorsi formativi e degli ammortizzatori sociali garantiti dalla Regione con l’accordo siglato il 29 marzo scorso nell’assessorato regionale al Lavoro di Cagliari. Il protocollo, firmato dai rappresentanti della Regione, delle Province di Carbonia Iglesias, Medio Campidano e Cagliari, della Portovesme srl, dell’Agenzia regionale per il lavoro, della Confindustria Sardegna Meridionale e delle organizzazioni sindacali, ha garantito lo stanziamento di 340.000 euro per assicurare a ciascun lavoratore circa 340 euro lordi di aggiunta alla cassa integrazione, a patto che partecipi ai corsi di aggiornamento professionale all’interno dell’azienda.

AGGIORNAMENTO I corsi, in materia ambientale e di sicurezza, inizieranno il 6 aprile, ed hanno trovato il parere favorevole dell’assessore regionale all’Industria Sandro Angioni, e del presidente della provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco. «Portiamo avanti il nostro impegno a favore della Portovesme srl», ha detto Sandro Angioni, durante il consiglio straordinario, «con gli strumenti che abbiamo a disposizione, tenendo conto del cattivo andamento del mercato del piombo».

POSTI SALVI La politica attuata dal programma regionale viene incontro anche alle necessità della dirigenza aziendale che, grazie al sostegno in arrivo, potrà temporeggiare evitando drastici licenziamenti. Tra i politici della zona emerge però qualche dubbio, riconducibile a esperienze simili già vissute, in passato, dal territorio mediocampidanese. «I corsi di formazione in materia di ambiente e sicurezza», ha detto il consigliere provinciale, Agostino Pilia, «sono gli stessi sostenuti dai lavoratori della miniera di Montevecchio prima della sua chiusura. Occorre uscire da questa prassi della beneficenza per restituire dignità a dei lavoratori che, hanno dimostrato troppa pacatezza alla notizia del prolungamento della cassa integrazione per altri 36 mesi, oltre l’anno preventivato».

Fonte: Ivan Fonnesu, Unione Sarda di Mercoledì 31 marzo 2010

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