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La confraternita sfratta il coro dalla chiesetta di Santa Croce

Il coro polifonico è ancora senza fissa dimora. Una doccia fredda per l’associazione musicale che si è trovata costretta a lasciare la chiesa di Santa Croce e a reperire una nuova sede per le prove di canto.

Chiesa di Santa Croce

Chiesa di Santa Croce

Secondo gli accordi tra il presidente dell’associazione, Franco Cossu, l’ex assessore alla Cultura, Paola Vanzo, e il parroco di Santa Chiara, don Zedda, la chiesetta poteva essere utilizzata per le prove. Gli incontri si sarebbero però dovuti sospendere solo durante il periodo quaresimale in concomitanza con i tradizionali riti pasquali. Ma qualcosa ha stravolto i patti: terminate le funzioni, il coro non ha fatto più rientro nella chiesetta. «Qualcuno non ha gradito la nostra presenza – afferma Cossu – non avevamo nessuna intenzione di creare malumori».
Nello scorso ottobre l’assessore Vanzo propose al coro la chiesetta di Santa Croce ritenendola una sede idonea per la sonorizzazione. Il gruppo accettò di buon grado. «Eravamo tutti entusiasti, non solo per l’acustica ma anche per il posto piccolo, silenzioso e suggestivo», racconta il presidente.

A gennaio sarebbero nati i primi dissapori da parte della confraternita: risentita per l’esclusione dagli accordi, non accettava la presenza del gruppo nella chiesa che, per tanti anni, è stata sotto la sua tutela. Nonostante il parroco sia il responsabile anche della chiesa di Santa Croce, la confraternita si è sempre occupata della sua gestione. Ma, per evitare di inasprire i rapporti, don Zedda ha ritenuto opportuno chiedere al coro polifonico di cercare una nuova sistemazione fino a quando le acque non si sarebbero calmate. La questione è ancora oggi in sospeso. Il gruppo ora esegue le prove presso l’oratorio del convento, almeno fino a quando non si troverà una soluzione che accontenti tutti.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Sabato 24 aprile 2010

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