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Vecchia stazione? Una discarica

Dopo la nostra denuncia fotografica di ieri, firmata da Stefano Garofano, puntualmente arriva anche l’articolo sull’Unione Sarda, che cita un video pubblicato da noi su YouTube il 28 agosto 2008.

E’ confortante sapere che le denunce (documentate da video e foto) che raccogliamo presso la cittadinanza vengano affrontate (anche se non sempre tempestivamente, bisogna dirlo, due anni sono obiettivamente troppi) dalle forze dell’ordine, dalla pubblica amministrazione e dalla carta stampata. (ndr)

Di seguito troverete l’articolo comparso sul quotidiano.


I militari dell’Arma hanno evidenziato una situazione di degrado e pericolo in pieno centro. I carabinieri alle Ferrovie: area da bonificare.
Il Comune si è fatto avanti per ottenere le strutture abbandonate dalle Ferrovie dello Stato. Vuol realizzare servizi e spazi da destinare alle associazioni culturali e di volontariato del paese. A maggio il sindaco incontrerà i dirigenti delle Ferrovie a Roma.

Degrado nella vecchia stazione

Degrado nella vecchia stazione

Siringhe, vetri rotti, porte sfondate e pericolanti, cartacce buttate dappertutto e traversine di legno rimosse dai binari impregnate di creolina, un materiale speciale cancerogeno che proteggeva il legno dagli agenti atmosferici come la pioggia. L’area della vecchia stazione ferroviaria sembra una discarica di materiali pericolosi, stando all’ispezione dei carabinieri della stazione sangavinese coordinati dal maresciallo Sergio Passalacqua e dei militari del Nucleo Operativo Ecologico. I danni sono ingenti per una situazione che va avanti da oltre due anni da quando la stazione ferroviaria è stata dismessa e abbandonata.

SITUAZIONE Uno stato penoso di abbandono in una zona centrale del paese che prima era piena di vita e di movimento per il transito di circa 1400 passeggeri al giorno. L’operazione dei carabinieri ora dovrebbe porre fine agli atti di vandalismo soprattutto notturni: la zona è stata in buona parte recintata e messa in sicurezza
Prima ancora di questo intervento i carabinieri di San Gavino avevano inviato anche una comunicazione in cui segnalavano lo stato di degrado alla Rete Ferroviaria Italiana, ancora proprietaria dell’area della ex stazione ferroviaria.

SENZA TETTO Per chi viene da Guspini, Gonnosfanadiga ed Arbus o Villacidro quest’area è un passaggio quasi obbligato ed è sotto gli occhi di tutti lo stato di penoso abbandono. Per non parlare delle tante incursioni notturne di gruppi di vandali nei locali dell’ex biglietteria. Sembra che siano stati trovati anche alcuni giacigli utilizzati da ignoti come “letti” improvvisati. È stato necessario l’intervento dei carabinieri del Noe, che ora hanno il compito di stabilire se il sito sia o meno inquinato e di ordinare la rimozione di alcune sostanze che potrebbero essere cancerogene. Sotto accusa sono in particolare le traverse in legno impregnate di creolina e non ancora smaltite.

IL FILMATO Il degrado è testimoniato anche da un video amatoriale presente su Internet nel sito www.youtube.com dove basta inserire le parole “vecchia stazione” e “San Gavino”.
Da parte sua l’amministrazione comunale (sia la precedente guidata da Stefano Musanti sia l’attuale) ha già chiesto da tempo di poter entrare in possesso di quelle aree, come evidenzia il sindaco Gianni Cruccu: «Ho firmato un’ordinanza di messa in sicurezza e di pulizia di tutta l’area indirizzata alle Ferrovie. Il 6 maggio – evidenzia – sono stato convocato a Roma dove ci sarà anche l’ingegner Selias per Rfi e l’architetto Davino che si occupa delle dismissioni. Il Comune vuole acquisire, valorizzare e riadattare tutte le aree della vecchia ferrovia e gli edifici ora in disuso. Potrebbe trovare spazio in quell’area il museo del calcio sardo con i cimeli donati da Corrado Delunas. Gli immobili recuperati potrebbero essere utilizzati anche dalle associazioni».

IL PROGETTO L’amministrazione comunale non pagherà per l’acquisizione di alcune aree, ma proporrà a Rfi un accordo in modo che una parte delle aree della ferrovia passino da zona servizi a zona edificabile. Così quella che oggi rimane una barriera di degrado potrebbe tornare a nuova vita. Lo auspicano commercianti e titolari dei bar della zona: con la nuova ferrovia il traffico si è spostato e gli affari sono calati.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 29 aprile 2010

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