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Spiaggia nudista in Costa Verde

Un chiosco e ombrelloni in un angolo appartato. Approvato dal Comune di Arbus il piano del litorale. L’oasi naturista sarà attrezzata tra Scivu e Piscinas.
«Vogliamo differenziare l’offerta», dicono in Comune dopo l’approvazione del piano del litorale. Individuate in quaranta chilometri di spiaggia diciannove zone attrezzate con bar e ombrelloni. L’area naturista sarà raggiungibile soltanto a piedi.

Costa Verde

Costa Verde

Entrare in spiaggia, godersi la tintarella, tuffarsi nell’acqua cristallina. E poter scegliere se stare al sole come mamma l’ha fatto, senza problemi, anzi con tanto di autorizzazione comunale. Fra Piscinas e Scivu, in uno dei tratti più suggestivi del litorale campidanese. Un angolo di natura selvaggia, circondato dal verde della macchia mediterranea e dalle vicine dune di sabbia. E poter scegliere anche se sedersi al tavolino e gustare un piatto di spaghetti in riva al mare, prendere una birra, ascoltare musica jazz, rock o pop, aspettare il tramonto per il cocktail e ballare sino a tardi. Senza slip.

IL PIANO In Costa Verde nascerà un’oasi nudista. Nero su bianco lo prevedono le le linee guida del Piano di utilizzo del litorale (Pul), approvato dal Consiglio comunale di Arbus, col voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza. Strumento indispensabile per pianificare ogni intervento sulla Costa Verde. Per dire basta all’improvvisazione e al fai da te lungo il litorale da Capo Frasca a Capo Pecora.
Va da sé, però, che i nudisti, navigati o neofiti che siano, non troveranno la propria spiaggia in bella mostra, ma dovranno raggiungerla con un po’ più d’impegno. L’area appartata, infatti, obbligherà i fanatici del naturismo ad allontanarsi da oltre trecento metri dai tratti più frequentati. E non per andare incontro ad un semplice deserto di sabbia, ma ad un’area arredata con un piccolo chiosco, sdraie ed ombrelloni. La zona è stata già individuata: sarà raggiungibile soltanto a piedi.

SERVIZI «Riservare una parte di spiaggia ai nudisti», spiega l’assessore al turismo Cesello Raccis, «è un segno di civiltà. Un modo per evitare le lamentele di quanti non vogliono spartire le vacanze con chi ama la tintarella integrale. L’obiettivo è anche differenziare l’offerta. Maggiori servizi sono un tassello in più per chi si candida al premio delle cinque vele». Mette poi le mani avanti: «Sia chiaro che al Comune spetta la concessione dell’area, dovranno essere i privati a farsi avanti per gestirla».

GESTIONE Come dire: l’amministrazione ha fatto la sua parte, gli imprenditori facciano la loro. Così come dovranno fare per i chioschi on the beach, ultima moda in fatto di mare. Il Pul ne prevede in tutto 19: oltre a quello riservato ai nudisti, cinque sono a Torre dei Corsari, tre a Pistis, uno a Tunaria, uno a Gutturu Flumini, uno a Portu Maga, quattro a Piscinas, due a Scivu, uno a Capo Pecora. Punti di ristoro abilitati a vendere bevande. Fanno eccezione i tre stabilimenti balneari di Torre dei Corsari e di Pistis, trasformati in piccoli ristoranti, con la possibilità di sedersi a tavola fronte mare e gustare pesce fresco o l’immancabile maialetto.

ORDINE «La vera novità», dice l’assessore ai lavori pubblici Gianni Lussu, «è che finalmente abbiamo dato ordine alle costruzioni che per anni sono state abbandonate a se stesse. Ora spetta al Comune dare risposte agli operatori del settore e richiamarli al rispetto delle regole. Non più costruzioni secondo il gusto del momento, non più stili hawaiani o messicani, ma opere omogenee e rigorosamente in legno. Amovibili, che si mimetizzano con i colori della sabbia, del verde mediterraneo e che rispettino il piano paesaggistico».

Fonte: Unione Sarda di Martedì 04 maggio 2010

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