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Strisce blu, raffica di proteste

Ausiliare della sosta

Ausiliare della sosta

Si allungano le strisce blu a San Gavino e monta la protesta di residenti e commercianti. Succede per una decisione della giunta comunale in alcune strade dove tante volte si era parlato da tempo un possibile ricorso ai posteggi a pagamento. Non appena terminata l’apposita segnaletica (anche in sardo), per lasciare l’auto in alcune vie bisognerà fare ricorso ai tagliandi a pagamento. Succede in viale Trieste nel tratto tra via Torino e via Roma dove saranno tracciati 32 parcheggi con strisce blu, altri 20 posteggi saranno creati nella stessa via tra via Roma e via Petrarca, 4 in via Diaz, altri 6 in via Roma che si aggiungono ai 56 esistenti.

In viale Rinascita la sosta ritornerà libera tra le vie Leonardo e Mazzini, ma nella parte restante della strada fino a via Roma sarà eliminata la pista ciclabile e i parcheggi a pagamento saranno distribuiti su entrambe le carreggiate per un totale di 45 posti. Restano confermate le strisce blu nel parcheggio antistante l’ospedale e i malumori iniziano a farsi sentire. Così diversi residenti di viale Trieste ed alcuni commercianti hanno firmato una petizione indirizzata al sindaco in cui chiedono che il parcheggio non diventi a pagamento. «Facciamo presente – scrivono i firmatari – che l’eliminazione dei parcheggi a pagamento e delle piste ciclabili sono stati posti tra gli obiettivi del programma della campagna elettorale. Inoltre non risulta che allo stato attuale siano riservati nella stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, parcheggi sufficienti a garantire la sosta gratuita come prevede l’articolo 7 comma 8 del codice della strada».

Il disagio sarebbe enorme soprattutto per le famiglie costrette per esigenze di lavoro a possedere più autoveicoli anche perché le maggior parte delle case di questa strada non hanno il garage e sarebbe destinato solo un pass per famiglia. Gravissimi danni economici sarebbero creati anche alla cartoleria e alla pasticceria esistenti, ma l’assessore ai lavori pubblici Bruno Deidda la pensa diversamente: «Il traffico è caotico e le auto parcheggiate dentro il paese intasano il traffico. Inoltre diamo 5 posti di lavoro, il Comune non ci guadagna niente, la maggior parte delle macchine sono dei commercianti e dei clienti dei bar, siamo disponibili a rivedere la decisione dopo un congruo periodo di verifica».

Mercoledì 05 maggio 2010

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