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Stravince Tocco, Villacidro resta il regno del Partito Democratico

L’amministrazione resta nelle mani del centrosinistra. Lo sfidante del centrodestra Meloni si ferma al 39,21

Fulvio Tocco

Fulvio Tocco

Fulvio Tocco seppellisce gli sfidanti sotto una montagna di voti e (ri)conquista la Provincia in nome del centrosinistra. Per converso, il sogno di Efisio Meloni, candidato del centrodestra, svanisce davanti a sedici punti di scarto lasciando una scia di polemiche: «Il Pdl non mi ha sostenuto».
Istantanee dal Medio Campidano, ancora una volta roccaforte inespugnabile del Pd. Col presidente Tocco che veleggia sul 55,3 per cento dei voti, trionfante persino a Villacidro, città natale dell’avversario più quotato: 2545 voti per lui, 2498 per Meloni.
Terzo Gabriele Littera (Irs), che sfiora il 2,9 per cento, seguito da Onorato Serra (Fortza Paris) con l’1,7. Ultimo Mauro Senis che, con 346 voti, resta inchiodato allo 0,7 per cento.

Nei ventotto Comuni che compongono la Provincia ha soffiato impetuoso il vento dell’astensionismo. Il 71,43 per cento degli elettori che fece scivolare la scheda nell’urna alle elezioni del 2005, cinque anni dopo si è ridotto al 58,03 per cento. A San Gavino il dato dei votanti è più che dimezzato: da 74,28 a 34,5 per cento. Qualcuno sostiene che cinque anni fa le elezioni furono più partecipate perché erano le prime della nuova Provincia. Non la pensa così il deputato villacidrese Siro Marrocu: «Nel Paese di sicuro c’è un problema politico generale, con l’opposizione che non riesce ad intercettare il dissenso. Però a livello locale forse gli elettori percepiscono le Province come ente inutili. A questo punto la Regione deve spogliarsi di alcune competenze, così si potrà dare ruolo e potere agli enti intermedi».

Fulvio Tocco

Fulvio Tocco

Detto questo, resta il successo di Fulvio Tocco. Che è arrivato nella sede del Consiglio provinciale quando ormai i giochi erano fatti. Strette di mano, sorrisi: «Mi aspettavo il cinquantasei per cento, e non escludo che il dato definitivo sia proprio quello. Non sto dando i numeri, cito solo il risultato di un sondaggio fatto un mese fa. Comunque le elezioni sono già alle spalle. La mia Giunta non ha perso tempo prima e non ne perderà d’ora in avanti». Sugli assetti prossimi venturi è prudente: «Gli assessori provinciali saranno indicati dai partiti sulla base degli accordi fatti precedentemente. Prevedo che ci saranno alcune conferme». Del candidato di centrodestra preferisce non parlare: «C’è stata una competizione democratica che ha avuto un risultato chiaro, netto, preciso». Tra gli avversari ce n’è uno che l’ha convinto più degli altri: «Gabriele Littera ha dimostrato grande senso democratico, sempre propositivo, m’è piaciuto». L’astensione? «Siamo arrivati a quota ventisettemila voti, un dato molto importante. La Provincia ha dimostrato di essere utile e di riuscire ad occuparsi con solerzia e competenza anche delle attività produttive. Dico di più: ormai è chiaro a tutti che la Regione da sola non basta ad affrontare i mille problemi generati dalla crisi. Continueremo a incentivare l’agricoltura e le oltre mille aziende che producono ricchezza». Però il primo punto all’ordine del giorno è un altro: «Dalla prossima settimana entreremo in azione per ottenere l’inizio dei lavori per il nuovo ospedale di San Gavino. C’è una petizione firmata da dodicimila cittadini che abbiamo intenzione di onorare».

Non si dispera Efisio Meloni, che nella passata consiliatura lavorò fianco a fianco con Tocco sotto lo stesso tetto: il partito democratico. Candidato presidente della lista Federazione Campidano, è stato sostenuto dal centrodestra: «In alcuni centri abbiamo avuto una delusione. A San Gavino, per esempio, pensavamo di andare molto meglio. In realtà ha vinto il partito dell’astensionismo, e questo non può far felice nessuno». Qualche sassolino dalla scarpa ha deciso di toglierselo: «Il Pdl non ha lavorato come avrebbe dovuto». Detto chiaro chiaro: «La lista civica che ha espresso la mia candidatura ha avuto un grande successo in tutto il Campidano. Se gli altri partiti si fossero impegnati allo stesso modo il risultato finale sarebbe stato diverso. Invece i dirigenti del Pdl non hanno fatto quasi nulla durante la lunga campagna elettorale. È andata così, ma non sono abituato a fare drammi. Adesso abbiamo davanti un severo ruolo di opposizione».

Fonte: Paolo Paolini, Unione Sarda di Martedì 01 giugno 2010

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