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Costretti a viaggiare senza biglietto e poi “multati” in treno

Non è certo la prima volta che parliamo di disservizi delle Ferrovie dello Stato: l’abbiamo fatto parlando de La biglietteria della Stazione FS: disservizi e disagi e di Treni: in viaggio tra ritardi e disservizi . Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione incredibile, in cui i viaggiatori pagano (e non è un eufemismo) l’inadeguatezza dei servizi offerti da Trenitalia.


Stazione di San Gavino

Stazione di San Gavino

Durante il fine settimana la biglietteria è chiusa, alla stazione ferroviaria di San Gavino, e quella automatica non funziona da una settimana. Così, per i lavoratori e gli studenti pendolari, il viaggio a Cagliari costa cinque euro in più: è la maggiorazione prevista dal regolamento ferroviario per chi acquista il biglietto a bordo del treno. Questo sovrapprezzo è spesso richiesto dai controllori anche se acquistare il titolo di viaggio alla stazione è impossibile, per la concomitante assenza dei bigliettai e del mancato funzionamento del dispositivo automatico, messo fuori uso dai vandali.
Il nuovo regolamento sta suscitando le proteste dei viaggiatori pendolari, che ogni giorno si devono recare a Cagliari. A questo punto, il prezzo del biglietto non è più di 3,85 euro, ma schizza a 8,85 euro per una tratta lunga meno di cinquanta chilometri, ma per la quale si paga in realtà quanto è richiesto per uno spostamento di sessanta.

Anche la settimana scorsa tanti viaggiatori hanno dovuto pagare il supplemento, che sarebbe previsto per chi non provvede a procurarsi il biglietto prima di salire a bordo, purché però sia assicurata la possibilità di acquistarlo a terra. L’alternativa per i pendolari sarebbe quella di scendere nella stazione successiva, a Sanluri Stato, e acquistare lì i tagliandi per poter viaggiare senza pagare il sovrapprezzo.
La rabbia, ovviamente, è tanta: «Questo provvedimento», denuncia l’avvocato Roberta Russo, «non è stato per niente pubblicizzato, né era presente alcuna affissione alla stazione di San Gavino. Nella ricevuta rilasciata da Trenitalia non è indicato il nome del viaggiatore, e questo impedisce di fare ricorso contro questa maggiorazione di prezzo ingiustificata». L’avvocato ha deciso di inviare una lettera di protesta al responsabile delle Ferrovie in Sardegna, per contestare l’illegittimità del provvedimento e in tutela di qualsiasi viaggiatore che ne è danneggiato. «Questo disservizio è imputabile esclusivamente all’azienda», aggiunge il legale, «quindi il viaggiatore non deve pagare. Il provvedimento è illegittimo, in quanto non consente alcuna alternativa ai passeggeri».

Intanto, numerosi pendolari hanno intenzione di rivolgersi alle associazioni dei consumatori per vedere tutelati i propri diritti. I passeggeri devono sempre sperare che i treni non siano in ritardo, considerato che durante l’attesa non è nemmeno possibile acquistare un giornale o bere un caffè: alla stazione non sono stati ancora aperti il bar e l’edicola.

Fonte: Gigi Pittau, Lunedì 07 giugno 2010

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