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Ospedale. Bambino nato morto, inchiesta dopo la tragedia

Ci ha contattato il padre del bambino, segnalandoci che l’articolo apparso sull’Unione Sarda è sbagliato al 100%, e che sarebbe stato più opportuno scrivere la verità. In particolare non c’è traccia, nell’articolo, del fatto che il padre del bambino sia rimasto a resettare la macchina che segnava il decesso di suo figlio per 40 minuti. Da solo. L’articolo si limita a decantare le lodi di medici zelanti, mentre le cose sono andate evidentemente in maniera differente.

Ci scusiamo con la famiglia interessata per aver riportato – in buona fede – un articolo comparso sulla principale testata giornalistica della Sardegna, ritenendo fosse attendibile e con fonti verificate. Restiamo a completa disposizione per pubblicare un eventuale rettifica o una testimonianza diretta. Il nostro totale supporto e la nostra più sincera vicinanza va ad una famiglia che sta vivendo una tragedia inimmaginabile.

Simone Usai, 21 Giugno 2010


Questo è l’articolo integrale apparso sull’Unione Sarda

Incinta di otto mesi, si è recata all’ospedale di San Gavino per sottoporsi all’ultimo tracciato di gravidanza. Sono bastati pochi minuti al ginecologo di turno per accertare che dal feto non proveniva alcun battito del cuore. Immediatamente la giovane donna, che era già in stato setticemico, è stata sottoposta a parto cesareo per salvarle la vita. Ma il bambino che aveva in grembo era già morto. La donna e il marito, entrambi di San Gavino, sposati un anno, ora chiedono alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari di conoscere la causa del decesso della loro piccolà. È già stata predisposta la perizia necroscopica, che sarà eseguita al Brotzu di Cagliari.

Ingresso dell'ospedale di San Gavino Monreale

Ingresso dell'ospedale di San Gavino Monreale

La vicenda è cominciata giovedì. La donna, che sembra avesse accusato dei leggeri malesseri, si è presentata a metà mattinata nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di San Gavino per sottoporsi all’ultimo tracciato prima del parto. Un controllo di routine già previsto da tempo. Al ginecologo che la stava visitando sono bastati pochi minuti per accertare che qualcosa non andava. Non c’era traccia del battito del cuore. La donna è stata immediatamente accompagnata in sala parto e sottoposta ad intervento cesareo. Quanto si temeva è accaduto: la bambina è nata morta. Addirittura sembra fosse morta da ventiquattro ore, e questo giustificava lo strano malessere di cui la donna si lamentava. Il pronto intervento dei medici le hanno salvato la vita.
Le cause possono essere le più diverse. La più probabile è che la donna avesse un’infezione in corso non identificata dal ginecologo curante.
Straziati dal dolore, la giovane donna e suo marito hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. Il primo atto della magistratura è stato quello di far trasferire il corpicino della bambina dall’ospedale di San Gavino al Brotzu di Cagliari per sottoporlo a perizia necroscopica.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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