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San Gavino Monreale: inciviltà e opportunità gettate alle ortiche

Testimonianze dirette

Testimonianze dirette

Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni dei nostri concittadini che hanno partecipato alla manifestazione “Per una Lira”, e troviamo doveroso segnalare alcuni problemi riscontrati da chi si è dato da fare per la buona riuscita dell’evento.

Roberta, una delle espositrici, ci racconta quella che è stata la sua esperienza, e le difficoltà incontrate. Questa non è una critica “distruttiva”, come potrete leggere. La manifestazione è stata un’ottima occasione per il rilancio dell’economia locale (ricordiamolo, successo dovuto all’impegno di cittadini privati che hanno unito le forze), ma ci sono delle cattive abitudini che si ripetono per ogni festa/evento e che andrebbero evitate in futuro.

Io ho esposto nell’ultimo pezzo di via Roma, poco più avanti del bar di Senis. La transenna che ci han dato per chiudere quel pezzo di strada pareva dei puffi, le auto passavano ugualmente e non a passo d’uomo. C’erano anche bambini che giocavano, ma a nessuno importava. Ho cercato di mettere anche un cartello in mezzo, ma non è servito a molto. Vigili? Si son visti passeggiare solo una volta.

Il secondo giorno, pur avendo chiesto (tramite uno degli organizzatori) di avere una transenna in più sino alle 22:00 non ne era stata posta nemmeno una.
Fortunatamente delle bambine hanno scoperto che in un angolo, in Piazza Cesare Battisti, eran state parcheggiate alcune transenne (inutilizzate). Aiutata dai bambini e dal Sig.Luigi (uno degli organizzatori della manifestazione), abbiamo finalmente chiuso la strada. Risultato? Le macchine passavano anche sopra il marciapiede! I vigili? C’erano,ma non ci hanno dato nessuna mano.

Sabato infine c’era troppa gente in giro e le auto non potevano passare per forza maggiore.

Questa è un problema serio che si ripete ogni anno anche per la festa di Santa Chiara. Le transenne e la segnaletica temporanea vanno rispettate. Ci lamentiamo dell’inciviltà delle persone (per i più svariati motivi, dall’immondezza in Piazza Melas, agli schiamazzi notturni al Parco Rolandi – tanto da farlo chiudere – o in Piazza Marconi, ai padroni dei cani che non puliscono i marciapiedi dai bisogni) ma poi non siamo in grado di rispettare un semplice cartello, mettendo a rischio l’incolumità di bambini che giocano in mezzo alla strada, pur di non fare una deviazione di qualche centinaio di metri.
Immaginiamo gli impegni importantissimi e improrogabili che costringono ogni sangavinese a guadagnare dieci secondi preziosi infischiandosene dei rischi (nemmeno Lewis Hamilton arriverebbe a tanto, anche considerando i precedenti), e che impongono di fare la gimcana tra transenne e marciapiedi.

E i vigili? Vogliamo parlarne? Abbiamo già sottolineato come chi deve far rispettare le regole sia spesso “assente” (ma è un problema tutto italiano, non solo sangavinese), ma questo è troppo. Non solo sono stipendiati con soldi pubblici per tutelare il cittadino, ma spesso creano veri e propri intralci e difficoltà a persone oneste che hanno bisogno di una firma (Vogliamo parlare della difficoltà riscontrata da alcuni sangavinesi per ottenere un cambio di residenza? Magari nella prossima puntata…)

Questi sono problemi organizzativi non imputabili all’ASSOCIAZIONE L.A.M c. & c. che si è prodigata per la manifestazione, ma alla Pubblica Amministrazione che non fornisce il dovuto supporto logistico e organizzativo alle persone che hanno ancora l’entusiasmo di darsi da fare per il nostro paese. Non ci si lamenti, a posteriori, della mancanza di impegno da parte dei cittadini: manca l’impegno di chi è stipendiato da noi e dovrebbe essere al servizio della popolazione.

Un altro punto sollevato da Roberta riguarda la mancata partecipazione da parte di diversi commercianti.

E i negozianti che non hanno aperto? Ne vogliamo parlare?
Ci si lamenta che il paese sta morendo, che i negozi falliscono… e poi? Si dà loro l’opportunità di aprire in un’occasione speciale, e le serrande restano abbassate? Io questa cosa non la concepisco. Sabato c’erano tante persone, arrivate anche dai paesi limitrofi, quindi che non mi vengano a dire che non c’era nessuno e non ne valeva la pena.

Evidentemente, non interessa poi tanto se il paese muore.

Non abbiamo altro da aggiungere, se non convenire che la nostra amica sangavinese abbia ragione da vendere.
Siamo stanchi di sentir parlare di “paese morto”: la causa di tutto sono quelle persone incapaci di entusiasmarsi, di spendere le proprie energie per aprire un negozio qualche ora fuori orario, di rispettare un cartello stradale tre giorni all’anno, di sentirsi parte di una comunità che possa unire le forze per crescere.

“Chi è causa del proprio male, pianga se stesso”, diceva qualcuno più saggio di noi. Sangavinesi, guardiamoci tutti allo specchio e chiediamoci se non è la persona che vedete riflessa la prima causa dei problemi del nostro paese.


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