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Un’alba sonora per lo show dell’elettronica

Dj Set

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Quando partono le prime note del set iniziale del festival il sole non è ancora sorto. Sono appena le cinque del mattino e la musica, quella di Dubmode, ovvero Michele Casanova dei Signorafranca, è ancora suonata ad un volume molto basso, con la consolle illuminata da un faretto sistemato di fronte. Il pubblico inizia ad arrivare a piccoli gruppi e a stendersi sulla sabbia, ancora fresca, delle dune di Torre dei Corsari a Sant’Antonio di Santadi, nelle vicinanze di Arbus, in una delle spiagge più belle e incontaminate della Costa Verde.
È stato un happening insolito quello di Obrèscida, organizzato dall’associazione TempuNou del collettivo Nootempo, a cura di Quilo, Arrogalla e Claudia Carreras, e svoltosi a cavallo tra sabato notte e domenica mattina, dalle cinque fino alle nove. Un’alba musicata in mezzo alla sabbia di alcune tra le dune più vaste della Sardegna, in cui musica e natura si sono compenetrati a vicenda, in un’atmosfera intima e rilassata resa possibile dal numero di partecipanti piuttosto contenuto, volutamente contenuto, dalla sensibilità dei musicisti che sono riusciti a interpretare il mood delle prime luci dell’alba, e da una location stupenda che si faceva per la prima volta sfondo di un evento legato alla musica elettronica.
Il festival, organizzato in collaborazione anche con Gaetano Filice dell’Hotel Sabbie d’Oro, è stato un esperimento pilota che serviva come banco di prova per riuscire a portare i live electronics in contesti simili anche in futuro, nell’assoluto rispetto dell’ambiente circostante. Esperimento riuscito anche grazie al fatto che, musicalmente, si sono alternati alcuni dei producer e progetti elettronici più interessanti nati in Sardegna negli ultimi anni.

Le prime luci dell’alba sono state sonorizzate dal producer sassarese Ganga, che si è prodotto in un set molto più tranquillo del solito (molto adatto, diciamo, all’orario in cui si è svolto) con turntable e laptop inglobando ambient, downtempo e trip-hop. Menion, chitarrista dei Muccamacca, ha portato un set per chitarra e laptop con un uso moderato della voce, tra decostruzioni post e folktronica. Poi Neeva, producer cagliaritano che colleziona sampler su beat strascicati e un suono pulsante che muove dall’hip hop astratto verso ritmi downtempo. Il duo Bentesoi ha rielaborato il suo live per l’occasione: la Carreras ha cantato inginocchiata sulla sabbia mentre Arrogalla produceva beat sporchi, come immersi in una nebbiolina lo-fi, e un suono di matrice dub. Mantaraffu, ovvero Marcello Cualbu dei Signorafranca, si è prodotto nella performance più sperimentale e scura, mentre il duo dei Plastik Kettle ha virato verso un electro-pop fortemente in debito con gli eighties. Gli Everybody Tesla hanno presentato il live più tirato, tra aperture dancefloor, melodie pop e un uso giocoso di strumenti autocostruiti, synth, kaoss pad e voci. E poi Paolo Indeo, ragazzo di San Gavino che si è affacciato da poco nel mondo delle produzioni musicali con un suono di matrice deep-house. Alla fine di tutto, come era naturale, colazione di gruppo e bagno al mare tutto il giorno.

Fonte: Andrea Tramonte, Unione Sarda di Lunedì 05 luglio 2010

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