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Parto in ospedale, assistenza a casa

Il servizio domiciliare abbrevia la degenza delle puerpere. Per madre e figlio dimissioni al massimo due giorni dopo la nascita.
L’obiettivo dell’iniziativa è non far sentire abbandonate le madri al loro rientro a casa. Controlli anche nei Consultori.

Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Degenza in ospedale più breve per le donne che hanno appena partorito. È l’obiettivo del Servizio di assistenza domiciliare integrata in puerperio, organizzato nel Medio Campidano dall’Asl di Sanluri. Grazie a quest’iniziativa, mamma e figlio sono dimessi al massimo dopo due giorni e poi seguiti a casa loro. «L’assistenza domiciliare è garantita dai professionisti che operano nei consultori familiari e nasce da un’intesa tra l’ospedale, gli stessi consultori e i servizi del territorio», spiega Marina Manca, ginecologa e responsabile dei Consultori familiari dell’Asl.

IL SISTEMA La prima visita domiciliare è eseguita dall’ostetrica 24 ore dopo le dimissioni. Il giorno dopo, oltre che la levatrice, sarà presente anche il pediatra, che visiterà il bambino. Ulteriore visita il terzo giorno, con l’ostetrica e l’assistente sociale. Altri controlli ostetrici e pediatrici saranno eseguiti in Consultorio dalla nona alla quarantesima giornata. Inoltre, gli operatori del Consultorio potranno offrire alle mamme percorsi di accompagnamento personalizzati e consulenze telefoniche.

I BENEFICI «Lo spostamento dell’assistenza dalla struttura sanitaria a casa», afferma la ginecologa, «è un importante passo per rendere meno disagiato il parto e rafforza le capacità genitoriali e relazionali. In questo modo si dà protezione alle mamme, che spesso si sentono abbandonate quando rientrano a casa dopo il parto. Umanizzare questo percorso», prosegue Marina Manca, «fa uscire il parto dall’atmosfera troppo ospedaliera, e questo garantisce immediati benefici emotivi per tutti i componenti della famiglia. L’assistenza che forniamo alla mamma e al bambino è personalizzata».

L’OSPEDALE I posti letto nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di San Gavino sono ventisette, suddivisi in nove stanze, ai quali si aggiungono i tre posti del day hospital. Ogni stanza accoglie tre partorienti, con i rispettivi figli. Dal primo gennaio 2009 al 30 giugno 2010, su un totale di 541 parti fisiologici, l’assistenza domiciliare è stata utilizzata in 231 casi. Nello stesso periodo, nell’ospedale di San Gavino si sono avuti 902 parti e i nati sono stati 907. Prima dell’assistenza domiciliare la degenza media era di 3,9 giorni per il parto naturale e di 6,2 giorni per parto cesareo, mentre ora è stato raggiunto il traguardo di 2,9 giorni per il parto naturale e 5,2 giorni per il cesareo. «Il prossimo obiettivo», conclude Manca, «è ampliare la fascia d’intervento anche alle donne che, dopo il parto cesareo non seguito da alcun problema, vogliono beneficiare del servizio di assistenza domiciliare».

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Lunedì 19 luglio 2010

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