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Sorpresa: imprese in aumento nel Medio Campidano

Nuove attività create da giovani disoccupati. I dati dalla Camera di commercio evidenziano l’aumento delle aziende piccole e medie in provincia.
Sanluri è il primo tra i 28 Comuni della Provincia con 231 nuove imprese: dai classici supermercati sino a una giovanissima imprenditrice che organizza cerimonie dal concepimento all’estremo saluto.

Imprese in aumento

Imprese in aumento

Segno “più” davanti al mondo imprenditoriale del Medio Campidano. Secondo i dati della Camera di Commercio la realtà delle piccole e medio imprese è in crescita: tra il 2008 ed il 2010 sono nate 1.062 ditte individuali e ne sono morte 212.
A spingere molti ad abbassare la serranda è stata soprattutto la concorrenza, ma ancora di più l’assenza di un mercato estraneo al territorio. È significativo il caso di una toilette per cani a Sardara che è sopravvissuta appena qualche anno. Il resto però gode buona salute. Per la maggior parte sono imprese figlie della crisi, create da giovani ai quali non è stato rinnovato il contratto o neolaureati che ancora non si sono affacciati al mondo del lavoro, donne che si rimettono in gioco per sostenere il budget familiare, reinventandosi imprenditrici, stranieri che tentano la via imprenditoriale. Al primo posto, fra i 28 comuni della Provincia, c’è Sanluri con 231 nuove realtà che vanno dai classici supermercati ad iniziative le più diverse, come quella di una giovanissima imprenditrice che organizza cerimonie dal concepimento all’estremo saluto. «Le nostre porte», dice il sindaco Alessandro Collu, «sono aperte a chiunque voglia investire. Siamo ben lieti di ospitare tantissimi giovani che hanno scelto il nostro paese come sede di lavoro. Le loro idee vincenti stanno arricchendo il centro. Presto potremo ospitare anche una fabbrica di medicinali. E sarà una delle poche in Italia». Al secondo posto c’è Villacidro con 163 neonate attività, segue Guspini con 141, San Gavino Monreale con 71, Arbus con 59, Sardara con 27.

Numeri che fanno salire a 8.983 lo stock di imprenditori campidanesi complessivamente registrati, dove le micro-imprese e le ditte individuali evidenziano una marcata superiorità: il 79,7 per cento contro il 63,7 del dato nazionale. Il settore prevalente rimane l’agricoltura, da solo assorbe il 38,9 per cento delle attività contro il 16,9 per cento della penisola ed il 24,9 per cento dell’isola. «L’intero sistema imprenditoriale del Campidano», commenta soddisfatto il presidente della Provincia Fulvio Tocco, «sta riacquistando fiducia e rinnovando la propria voglia di impegnarsi nel fai da te. Un segnale importante, che ci permette di essere ottimisti sulla ripresa del circuito economico in generale e della campagna in particolare. È qui che stiamo ottenendo risultati senza precedenti: in questi giorni i titolari delle 1.034 aziende agricole, che hanno coltivato leguminose lo scorso anno, stanno ricevendo l’aiuto de minimis. In poco tempo. Evitando le file della burocrazia». L’obiettivo è sostenerle. «Ben vengano gli aiuti per far nascere le imprese», spiega Roberta Atzori, agente di sviluppo, «ma prima è necessario guardarsi intorno, scegliere progetti in linea con la cultura locale, le tradizioni e l’innovazione».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Venerdì 06 agosto 2010

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