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Chiuso in un blitz il lido abusivo

Controlli di Capitaneria e vigili urbani sul litorale della Costa Verde: irregolarità nelle concessioni. Portu Maga, sequestrati ombrelloni e sdraio.
E a Torre dei Corsari il titolare della concessione si era allargato illecitamente: verbale della Guardia costiera e sgombero della spiaggia. Anche i vigili urbani impegnati nell’operazione legalità.

C ‘è di tutto nelle sanzioni amministrative, che arrivano a un incasso di oltre 20 mila euro, inflitte dai militari della Capitaneria di porto di Oristano, unitamente al personale della polizia municipale di Arbus, dopo i controlli effettuati nei ristoranti, nei lidi e nei porticcioli lungo la Costa Verde, da Capo Frasca a Capo Pecora. La maggior parte delle violazioni accertate e contestate riguardano l’inosservanza delle ordinanze di sicurezza balneare, ma soprattutto l’occupazione abusiva del demanio marittimo.

Portu Maga

Portu Maga

ABUSIVI È il caso di Portu Maga, dove, l’altro ieri, nelle prime ore del mattino, il blitz dei militari della Guardia costiera, guidati dal comandante Alberto Ugga, e dei vigili urbani, coordinati da Iose Simbula, ha fatto sparire un lido abusivo che occupava un arenile destinato alla spiaggia libera. Un centinaio di sedie, lettini ed ombrelloni sono stati sistemati su un pulmino e sequestrati.

OCCUPAZIONE Controlli a tappeto anche a Torre dei Corsari, dove l’irruzione dei militari ha coinvolto i titolari di due noti stabilimenti balneari, colpevoli di estendere buona delle attrezzature sulla adiacente spiaggia libera, occupando oltre 4 mila metri quadrati in più, rispetto a quella realmente autorizzata. Ombrelloni e lettini collocati a due passi dalla battigia, una piscina per bambini, campetti da gioco, servizi igienici, spogliatoi, docce, punti vendita e passerelle in legno ai piedi delle dune di sabbia, zona protetta.

I SIGILLI L’operazione di smantellamento ha restituito ora l’area al pubblico utilizzo, con soddisfazione dei bagnanti che improvvisamente si sono ritrovati ad avere spazio per asciugamani ed ombrelloni. Qualche rimpianto solo per i sigilli posti al bar e al ristorante Golden Beach, in uno dei due chioschi, chiuso perché privo di tutte le licenze comunali. E così, dopo anni passati all’insegna di chi prima arriva si accaparra la spiaggia e poi stacca biglietti per un posto al sole, la Capitaneria di porto ha messo il dito nella piaga delle licenze degli stabilimenti balneari, fino all’altro ieri mai sanata a norma di legge.

I LIMITI «È da ricordare», dice il comandante Ugga, «che l’accesso alla spiaggia è libero e gratuito ed è fatto obbligo ai titolari di lidi, che ricadono integralmente sul demanio, consentire il transito fino al bagnasciuga e che ogni eventuale impedimento rappresenta una violazione alla norma. Il bagnasciuga è a disposizione di tutti. È una fascia esclusa da qualsiasi concessione sulla quale nessuno può vantare diritti. Tutti possono transitare ma non vi possono essere collocati oggetti ingombranti, quali ombrelloni, sedie sdraio, lettini e asciugamani».

IN MARE Tra le altre irregolarità, i militari hanno proceduto anche a reprimere il fenomeno delle navigazione a motore sottocosta che mette a repentaglio l’incolumità dei bagnanti e hanno poi esteso multe nel porticciolo di Tunaria, ai proprietari delle barche che sostavano in aree vietate all’ormeggio. «All’inizio dell’estate», dice l’assessore al turismo Efisio Lecca, «quando con la Capitaneria abbiamo firmato una convenzione per controlli incrociati sulla Costa Verde, sapevamo che avremmo finalmente posto fine ai tanti illeciti che da anni fanno da padrone sui 47 chilometri del litorale. Continueremo ad intervenire contro le illegalità, per restituire ai bagnanti e ai turisti del Medio Campidano un territorio civile, pulito e soprattutto legale». E promette che il porticciolo di Tunaria ben presto sarà rimesso a nuovo ed affidato poi in gestione a privati. Duplice l’obiettivo: la creazioni di posti di lavoro e la sicurezza dei pescatori.

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Domenica 15 Agosto 2010

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