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È morto il turista-pescatore colpito dal fulmine

Dopo sedici ore di agonia ha ceduto il cuore di Alessandro Scotti in vacanza a Portu Maga. Fatali le ustioni causate dal fulmine sugli scogli.
Inutili gli sforzi dei medici dell’ospedale di San Gavino. L’uomo era arrivato in condizioni disperate. Non sapeva che la canna al carbonio attira i fulmini: è invece rimasto a pescare sulla scogliera mentre si avvicinava un violento temporale.

Dopo sedici ore di agonia il cuore di Alessandro Scotti ha ceduto

Dopo sedici ore di agonia il cuore di Alessandro Scotti ha ceduto

Dopo sedici ore di agonia è deceduto ieri mattina nell’ospedale di San Gavino Monreale, dove era ricoverato in rianimazione da venerdì pomeriggio, Alessandro Scotti, 61 anni, di Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano, il turista colpito da un fulmine mentre pescava con la canna da uno scoglio a Portu Maga, nella marina di Arbus. I medici hanno fatto quanto era nelle loro possibilità per tenerlo in vita, ma le sue condizioni erano disperate.

I MEDICI Il suo stato cerebrale era rimasto compromesso dall’insufficiente afflusso di ossigeno per circa un’ora. «Il paziente non può essere dichiarato clinicamente morto, ma le sue condizioni sono disperate», avevano affermato i medici al momento del ricovero. La sua lotta contro la morte si è conclusa alle sette di ieri, a niente sono valsi i tentativi per salvarlo.
La tragedia è accaduta mentre sulla Costa Verde imperversava un violento temporale. Nonostante le proibitive condizioni del tempo, con un cielo cupo squarciato ripetutamente da tuoni, lampi e fulmini, il turista dopo pranzo aveva deciso di andare a pescare con la canna dalla scogliera di fronte al villaggio turistico, dove era ospite da alcuni giorni con la famiglia. Ha preso posizione sulla scogliera alla destra della spiaggia. Neanche la pioggia lo ha fatto desistere. All’improvviso un fulmine lo ha investito in pieno. La canna in fibra di carbonio e le parti metalliche hanno fatto da attrattori e il fulmine ha scaricato tutta la sua energia sul pescatore dilettante. E’ rimasto esanime sugli scogli con gravissime bruciature alle cosce e al bacino, dove probabilmente teneva appoggiata la canna.

I TESTIMONI «Aveva il costume da bagno completamente bruciato», afferma Guido Serpi, uno dei tanti curiosi, scesi in spiaggia subito dopo la tragedia. «Di certo non sapeva che la canna in fibra di carbonio attira i fulmini, e ne sono scesi parecchi. E’ stato imprudente restare sulla scogliera. Ai primi tuoni avrebbe fatto bene allontanarsi il più velocemente possibile, come ho fatto io e tutte le persone presenti in spiaggia», aggiunge Franco Pittau.

IL CUORE È stato un bagnante, che ha assistito a distanza all’accaduto, a prestargli i primi soccorsi. Gli ha praticato per circa quaranta minuti il massaggio cardiaco. Ai primi soccorritori era sembrato che per lui non ci fosse più niente da fare, invece, l’equipe medica dell’elisoccorso del 118 con l’uso del defibrillatore ha fatto riprendere debolmente il battito del cuore. Alessandro Scotti è stato trasportato all’ospedale di San Gavino, dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni erano disperate, per tutta la notte i medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita. Tentativo durato sedici ore. Il miracolo in cui qualcuno sperava non è accaduto.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Domenica 05 settembre 2010

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