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La nuova medicina vuol far la rivoluzione

Nuovi farmaci contro dolori e strategie innovative nel convegno organizzato da Tonio Sollai. «Curare il malato? No, prendiamocene cura»
Assistenza a casa per i malati, nel Medio Campidano i risultati sono straordinari per chi è affetto da Sla, tumori, sclerosi multipla o insufficienze renali, cardiache o respiratorie in fase terminale.

Corsia ospedaliera

Corsia ospedaliera

La nuova medicina vuol far la rivoluzione. «Curare il malato? Noi vogliamo soprattutto prendercene cura». Il ricovero in ospedale? «Deve essere il più breve possibile, poi i medici e gli assistenti devono seguire a casa il paziente». Anche quello più grave, nella fase terminale? «Soprattutto quello. E se la cura non può più fare effetto contro Sla, sclerosi multipla, tumore, insufficienza renale, respiratoria e cardiaca, dobbiamo accompagnarlo verso l’ultima ora nel modo migliore possibile. Non deve soffrire per i dolori, e questo è possibile attraverso i farmaci dell’ultima generazione, non deve sentirsi abbandonato o solo».

IL CONVEGNO Tonio Sollai, primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale di San Gavino, non parla di teorie. Gli occhi gli si illuminano perché nel suo piccolo la rivoluzione l’ha già fatta: «Assistiamo a domicilio 18 dei 50 malati di Sla della zona, più altri pazienti terminali di tumore e di sclerosi multipla».
L’occasione per parlarne è stato un convegno internazionale ospitato dal teatro comunale di San Gavino. Esperti di tutto il mondo hanno illustrato le più moderne sperimentazioni mediche e cliniche della terapia del dolore, i farmaci a base di stupefacenti in grado di annullare le sofferenze del malato e di accompagnarlo nell’ultimo viaggio, come se si addormentasse dolcemente, stavolta per sempre.

L’ASSISTENZA Discorsi che toccano anche la sfera etica del rapporto tra medico e paziente e tra accanimento terapeutico e diritto all’eutanasia: «Difficile convincere un paziente intenzionato a non sottoporsi più alla dialisi: noi ci proviamo – spiega il dottor Sollai – e quasi sempre ci riusciamo. Ma siamo anche convinti che un uomo alla fine abbia il diritto di decidere della sua vita».
Una realtà piccola come l’Asl di Sanluri è riuscita a creare una sorta di laboratorio ideale nell’assistenza al malato: «Riusciamo a seguire a domicilio nella convalescenza oppure nella fase peggiore della malattia – prosegue il dottor Sollai – non soltanto quelli che arrivano in Rianimazione per un ictus o un una malattia acuta. Siamo in contatto con tutti i medici di famiglia: quando ci segnalano un caso difficile, siamo in grado di andare a casa del malato al massimo entro 24 ore».

IL PROGETTO «Il protocollo ha il nome di cure domiciliari e sta ottenendo risultati molto importanti». Non soltanto sotto il profilo strettamente sanitario. «Cancellare il dolore a una persona costretta a letto, così sofferente che non riesce neppure a stare ferma – dice Tonio Sollai – va oltre la soddisfazione di un medico. Ci ripaga la gratitudine dei nostri pazienti e la lezione di dignità che ci arriva nella stragrande maggioranza dei casi da loro. Sono i malati terminali che arrivano a consolare i figli, la moglie, gli amici, noi stessi medici impotenti davanti a certe patologie. Mi rendo conto che io mi trovo a ricevere più di quanto riesca a dare ai miei malati».

PALLIATIVI Nel convegno sono stati presentati i nuovi farmaci a base di oppiacei praticamente senza effetti collaterali. «L’obiettivo – prosegue dottor Sollai – è quello di arrivare a terapie personalizzate, e ormai ci siamo». Ci sono poi le cure palliative: «Nel senso che non eliminano il problema, ma aiutano il paziente. Assistenza domiciliare, certo, ma soprattutto sostegno psicologico: Il malato non deve mai sentirsi abbandonato quando gli amici non ce la fanno più ad andare a visitarlo, oppure un peso per i familiari. E di nuovo il medico, se non può curarlo, può almeno prendersene cura».

Fonte: Paolo Carta, Unione Sarda di Domenica 03 ottobre 2010

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