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Qui c’è la casa delle farfalle

L’inziativa di una pedagogista col pallino dell’ambiente: alleva 65 specie di lepidotteri. Riprodotto il clima tropicale: un museo in serra.
Nella serra sono stati riprodotti sia il clima che l’ambiente delle foreste tropicali. In questo modo le farfalle possono riprodursi con facilità grazie a un habitat familiare. La struttura è diventata un punto di riferimento per scolaresche e curiosi.

La Casa delle Farfalle

La Casa delle Farfalle

A San Gavino per conoscere il ciclo biologico delle farfalle. In uno scampolo di terra, che ospita un oliveto ultracentenario, in località Nuraci, in prossimità della nuovo tratto ferroviario, è stata realizzata la “Casa delle Farfalle”, un museo vivente di educazione ambientale. Dall’esterno della strada si può notare, con un semplice colpo d’occhio, l’emblema della “Casa”: un portone dalla forma e colori di una variegata farfalla. Appena si mette piede nella serra si capisce subito che allevare farfalle è un’attività ecocompatibile, finalizzata alla conservazione e valorizzazione delle biodiversità che rischiano di scomparire. A far da guida nella visita è Elena Marras, la giovane pedagogista, impegnata nel lavoro sociale e apprezzata cultrice del mondo dei lepidotteri, che nell’arco di pochi anni ha dato anima e corpo all’originale progetto.

LE SPECIE All’interno della serra, possono essere osservate diverse specie di vegetali locali ed esotici, dove si disgiungono delle grandi piante di banane che sembrano spiccare il volo oltre la sommità della serra. Nella curiosa struttura sono riprodotti sia il clima sia l’ambiente delle foreste tropicali per consentire alle farfalle di vivere e riprodursi come in ambiente naturale: una temperatura oscillante tra i 27 e i 32 gradi e un’umidità che si aggira attorno al 60-70 per cento. Temperatura favorita da una micro pioggerellina nebulizzata che consente comunque ai visitatori di muoversi senza rimanere bagnati.

HABITAT Percorrendo i sentieri interni è facile vedere e fotografare le farfalle da vicino, posate sui fiori o sulle grandi foglie di arbusti mediterranei ed esotici. Gli arbusti fioriti rendono ancora più colorato ed accogliente l’ambiente di riproduzione e di studio. Tutto attorno volano libere sessantacinque specie di farfalle e altre pupe appese ad una mensola pronte a liberarsi dallo stato di crisalide. Un habitat ideale, in cui sono perfettamente integrate specie locali ed esotiche. «La casa è stata pensata anche per ricavare un’oasi delle biodiversità del Medio Campidano, in linea con i programmi della Provincia», afferma Elena Marras.

VISITE La Casa viene visitata in continuazione da semplici curiosi, da studenti ma anche da studiosi. «Per visitarla basta chiamarmi al 349 3579791», aggiunge la pedagogista, che, se avrà la collaborazione degli operatori sociali, vuole adattare la casa a misura dei portatori di handicap, coinvolgendoli in prima persona tramite dei laboratori. La Provincia sta promuovendo l’iniziativa di Elena Marras. «Vogliamo incoraggiare tutti quei progetti che sono al servizio della cultura naturalistica», sostiene il presidente Fulvio Tocco. Nel sito istituzionale ha inserito un video che presenta un percorso virtuale all’interno del museo vivente.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Venerdì 08 ottobre 2010

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